Delio Rossi: «Voglio dare un'anima alla Fiorentina»
Presentato il nuovo allenatore viola: «Prima di valutare la situazione voglio vedere i giocatori. Gli obiettivi li fissiamo a primavera. Ora non guarderò carte d'identità o presenze»
martedì 08 novembre 2011
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FIRENZE - Poco dopo le 18, Delio Rossi è arrivato in sala stampa al Franchi accompagnato da Pantaleo Corvino e ha trovato uno storico tifoso della Fiorentina, Mario Ciuffi, pronto per il rito della sciarpa viola al collo: “Benvenuto Delio, era tanto che l’aspettavo”. Il nuovo allenatore della Fiorentina ha tentato la prima battuta: «Se sapevo che eravate così tanti, mi pettinavo». Essendo stato dipinto come un personaggio poco sensibile al look, si è presentato perfino col pochet azzurro su giacca blu.
Ha cominciato così: «Il mio primo pensiero alla dirigenza della Fiorentina che mi dà la possibilità e l’onore di allenare una squadra così importante, per me è una sfida affascinante. Il secondo pensiero va a Sinisa Mihajlovic, so che il rammarico è non aver portato a termine il proprio lavoro. Io lo conosco, gli posso dire “solo chi non è abituato a cadere, non sa come ci si rialza”».
Contento di essere a Firenze?
«Come istinto, questa storia la voglio vivere. Mi auguro di essere all’altezza».
I tifosi sono fuori per lei, si sente un predestinato?
«Sono stato spesso accostato a diverse società, ma solo giornalisticamente».
Un messaggio per i tifosi?
«Io faccio l’allenatore, io non vendo niente, non posso fare promesse, l’unica cosa che posso vendere è la mia professionalità. Se è stato cambiato allenatore vuol dire che qualcosa non andava. Darò tutto me stesso».
Ha parlato con i Della Valle?
«Li ho sentiti telefonicamente, sia Andrea che Diego. Mi ha fatto piacere anche il messaggio di benvenuto il sindaco di Firenze».
Valuta la Fiorentina da Europa League?
«Tutti devono avere una sana ambizione, anch’io che sono umile. Gli obiettivi non vanno dichiarati, ma vanno centrati. Due anni fa ho perso la Champions per un punto. Penso che sia sciocco in questo momento fissare un obiettivo. Prima devo vedere la squadra. Poi lo dovremo fissare, ma solo in primavera».
Caso-Montolivo, una situazione non semplice.
«Leggo e guardo la televisione, le cose le ho sentite dire. Se dovessi valutare quello che ho sentito dire non sarebbe giusto. Io tratterò tutti i giocatori allo stesso modo, non guarderò nè alla carta d’identità, nè ai contratti in scadenza. Parlo di Montolivo come Vargas, Babacar, Cerci».
Quasi ogni domanda viene anticipata da un complimenti e Rossi fa un’altra battuta: “Ricordatevi che tutti mi avete dato il benvenuto...”.
Ha già un’idea sulla sua Fiorentina?
«Non vado a vedere le partite dal vivo, in tribuna, sennò mi accostano a quella o a quell’altra squadra e siccome i miei colleghi sono molto suscettibili le seguo in tv. Sono sempre riuscito a dare un gioco, ma quello che mi interessa è dare un’anima alla squadra, altrimenti non posso dare un gioco. Un’idea ce l’ho, ma prima devo vedere la Fiorentina sul campo».
Lei è un maestro dei giovani e la Fiorentina ha un vivaio importante.
«Non può esistere una grande società senza un grande settore giovanile. Io vengo dal settore giovanile, penso che il futuro sia dei giovani. Se lancio i giovani è perchè ci credo. Per me i giocatori sono di due categorie, quelli bravi e quelli non bravi. Molte squadre sono costruite per vincere subito, ma hanno una portata limitata».
Terza battuta: «Io faccio l’allenatore di calcio, non sono Padre Pio»
Quale Fiorentina ha apprezzato di più?
«Conosco la storia della Fiorentina, mi sono documentato, mi auguro di essere all’altezza di questa storia. So che è una piazza esigente ed ha il gusto del bello. Non mi costrebbe niente dire “ce la faccio sicuramente”, come se dovessi scrivere una letterina di Natale. In realtò io credo in tre cose. Uno: lavoro. Due: lavoro. Tre: lavoro. Spero di far immedesimare la squadra con la sua gente e la gente con la sua squadra».
Quanto c’è di Zeman nel suo calcio?
«Credo in una squadra propositiva, organizzata, sia in fase di possesso che di non possesso, se questo vuol dure cultura zemaniana allora sono zemaniano. Ogni allenatore, pur credendo in certi concetti, è se stesso, nessuno scimmiotta l’altro. E se pensate che io sia Zeman, vi sbagliate».
Quanta importanza darà alla vita dei giocatori fuori dal campo? (La domanda è rivolta a certi comportamenti di Vargas e Kharja).
«Non faccio il poliziotto, ma l’allenatore, però in una società civile ci vogliono delle regole e vanno rispettate. Se c’è un regolamento, va rispettato. Voglio dei giocatori che vivano per la mia squadra, non per me e su questo non transigo, se uno non ha queste caratteristiche non è idoneo a giocare con me, perchè so che mi farà vincere una partita ma me ne farà perdere altre».
Jovetic ha caratteristiche che le piacciono?
«Visto in tv, è il giocatore che mi ha impressionato di più quest’anno, però voglio dare un giudizio dopo averlo allenato».
Firenze è una tappa o un punto d’arrivo?
«Non ho mai pensato, quando vado in un posto, che devo arrivare in un altro. Firenze non è una tappa per andare da un’altra parte. A me piacciono le sfide. Lo dicevo anche quando ero a Palermo. Deve scattare una molla e quando mi ha chiamato Corvino quella molla è scattata».
Prima di accettare ha visto il calendario?
«Dopo aver parlato con Corvino ho chiesto a mio figlio: dove va la Fiorentina alla ripresa del campionato? E lui: gioca contro il Milan a Firenze. E ha aggiunto: poi c’è Palermo, Roma e Inter. Gli ho detto: e mo’ me lo dici, dopo che ho finito la telefonata con Corvino? Dispiace affrontarle in questo momento, ma se devo cadere, meglio dall’alto».
Con lei hanno giocato De Silvestri, Behrami, Montolivo, Natali, Lazzari e Cassani.
«Behrami con me giocava terzino, poi ha fatto il centrocampista centrale a West Ham, poi a Firenze ha fatto l’interno. Quando l’ho visto in tv, ho detto fra me: “O sono scemo io, o è evoluto lui”. Non ha perso certe caratteristiche, è irruente, si è disciplinato sul piano tattico. Per tutti quelli che ho allenatori è peggio conoscermi...».
Saluto finale: «Vedo che siete molto tranquilli, datemi una mano».
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wolfettino Scrive:
09/11/2011 11:16:26Buffone!!!!! Mercenario!!!
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giovi-rosanero Scrive:
08/11/2011 21:24:28i migliori auguri da palermo mister. DELIO ROSSI ALé
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kama77 Scrive:
08/11/2011 21:15:43Siete tutti bravi a criticare! Se aveste visto tutte le partite con Mihajlovic in panchina, come ci è toccato fare a noi fiorentini, probabilmente ve ne stareste boni boni....
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Gianky60 Scrive:
08/11/2011 19:55:14Grazie Delio, i palermitani non potranno mai dimenticare tutte le gioie che hai saputo regalarci. Sapremo sicuramente abbracciarti come meriti, e come ben sai, alla tua prima trasferta con la nuova squadra. Ma dal fischio d'inizio, diventerai un nemico qualunque da abbattere, sportivamente parlando, ad ogni costo. Alla fine qualunque sia il risultato vorremo sicuramente applaudirti come meriti e come purtroppo non abbiamo potuto fare dal 29 maggio in poi. DONACI SE LO VORRAI UN GIRO DI CAMPO.

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