Cognigni: Addio Mihajlovic serviva per dare la scossa
Il n° 1 della Fiorentina spiega i motivi che hanno portato all'addio del serbo: «Era necessaria una scossa affinché i giocatori si assumessero le loro responsabilità. Rossi? Ha riportato entusiasmo Basti guardare con quanta sollecitudine i tifosi viola si sono presentati all'amichevole che abbiamo fatto la scorsa settimana. Il tavolo di Abete e Petrucci? Iniziativa datata»
giovedì 17 novembre 2011
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MILANO - L'avvicendamento in panchina tra Sinisa Mihajlovic e Delio Rossi non è stata una scelta facile per il presidente della Fiorentina Mario Cognigni, a Milano per presentare l'iniziativa "Cartellino viola", destinata a promuovere il fair play nel mondo del pallone: «Le regole del calcio non le fa il sottoscritto né la Fiorentina - ha detto Cognigni - era necessaria una scossa affinché i giocatori si assumessero le loro responsabilità». A Mihajlovic Cognigni riconosce «doti umani, caratteriali e di assoluta professionalità che lui ci ha sempre dimostrato sin dal primo giorno che è arrivato a Firenze».
SU DELIO ROSSI - Ora però è il turno di Rossi. Il neo tecnico «ha riportato entusiasmo - ha spiegato Cognigni - basti guardare con quanta sollecitudine i tifosi viola si sono presentati all'amichevole che abbiamo fatto la scorsa settimana. I segnali positivi ci sono, però Rossi ha avuto e avrà pochissimo tempo per preparare una squadra in grado di affrontare il Milan». A chi gli ricorda che Rossi, col Palermo, ha fatto qualche brutto scherzo al Milan, Cognigni risponde con una battuta: «Ci auguriamo succeda lo stesso con noi».
SUL TAVOLO DELLA PACIFICAZIONE -
«L'iniziativa di un tavolo è un'idea piuttosto datata, il nostro patron Diego Della Valle aveva lanciato un'idea che non era stata accolta così. Ad oggi non è arrivato nessun invito». Lo ha detto il presidente della Fiorentina, Mario Cognigni, a proposito dell'ipotesi di un tavolo su Calciopoli e sul futuro del calcio italiano, lanciata da Andrea Agnelli alla luce della dura presa di posizione del Coni. «Il momento non è sereno - ha proseguito Cognigni -, l'idea che era stata lanciata da Della Valle si basava su un confronto chiaro e trasparente tra le società coinvolte sui fatti spiacevoli del 2005 e del 2006. Ascoltiamo con interesse iniziative che possano chiarire quello che è successo in passato, in modo che i tifosi possano percepire che quello che succede sui campi di calcio è l'esatta realtà delle cose». La posizione della Fiorentina, in questo senso, «non è cambiata - ha proseguito Cognigni -. Chiedete agli altri se è cambiato qualcosa, visto che all'inizio erano stati piuttosto freddi all'iniziativa di Diego Della Valle. Un tavolo chiaramente non può bastare, la manifestazione di intenti attorno al tavolo però è un buon viatico per guardare al futuro con maggiore speranza di correttezza. Il Coni si è accollato l'onere di organizzare questo tavolo. Aspettiamo e valuteremo». Infine, su Calciopoli, Cognigni è stato chiaro: «Non cancellerei nulla, lo prenderei come riferimento per capire qual è la strada da non percorrere».

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