Biabiany ha le idee chiare
«Inter, vinciamo tutto»

L'attaccante: «Mi fa piacere essere tornato a casa ed allenarmi con questi campioni. Stando con loro si impara». Castellazzi: «Spero di vincere qualcosa»
APPIANO GENTILE (COMO), 13 luglio - «Il nostro obiettivo è vincere tutto». Biabiany ha le idee chiare. Ritorna all'Inter per giocarsi le sue chance. E le parole di Benitez non possono che fargli piacere: «Per me è importante avere giocatori di qualità e velocità, con mentalità offensiva. Ha queste caratteristiche e le ha mostrate lo scorso anno. Ho parlato con lui e penso che possa fare la differenza in molte partite».
Biabiany, come si sente ad essere tornato all’Inter?
«Mi fa piacere essere tornato a casa ed allenarmi con questi campioni. Stando con loro si impara».
Cosa si sente di dire al Parma?
«Sono contento di essere qua, ma ho anche un po’ di tristezza per non essere più al Parma. I miei ex compagni mi hanno aiutato tanto a migliorare e a crescere».
Cosa pensa del deludente Mondiale della Francia?
«Non ha fatto una bella figura, ma sono cose che nel calcio succedono. Il mio obiettivo è arrivare in nazionale, poi vedremo che succederà».
In cosa crede di essere migliorato rispetto al suo addio all’Inter due stagioni fa?
«Adesso ho più esperienza, ma sono migliorato anche tecnicamente e tatticamente».
Quali sono le differenze tra Mourinho e Benitez?
«Con Mourinho ho fatto pochi allenamenti prima di andare al Modena. Con Benitez si lavora con la palla anche se abbiamo anche corso»
A chi crede di assomigliare come giocatore e chi erano i suoi idoli?
«Henry e Ronaldo, ma cerco sempre di migliorare in tutto»
Come si sente ad arrivare nella squadra più forte d’Europa?
«E’ bello che una squadra così importante punti su di te e sono felice di tornare all’Inter».
Possibile ripetersi dopo il triplete dello scorso anno?
«Il nostro obiettivo è cercare di vincere tutto»
Ha già scelto il nuovo numero?
«Mi hanno detto che ci sono liberi il 7, il 20 e il 99. Vedremo».
Crede che la sua carriera sia ad una svolta?
«Può essere un momento importante. Sono qua per fare più partite possibile».
Ha già giocato con Balotelli. Lo ha ritrovato cambiato?
«Con lui ci sentivamo spesso. Per me è sempre uguale, anzi è forse migliorato».
CASTELLAZZI - Oggi è stato presentato anche Castellazzi. Prima delle sue parole un giudizio di Benitez: «Lo conoscete meglio di me. E’ un centravanti... Scherzo, è un giocatore di esperienza, abbiamo già parlato di come giocava la Samp per preparare la partita con i blucerchiati... E’ un elemento di esperienza utile per creare competizione nel suo ruolo. Può essere importante».
In passato lei è stato vice di un grande numero uno nerazzurro, Walter Zenga?
«Ho fatto il secondo a Walter Zenga, a Padova, in serie B. Con Zenga ci sentiamo e quando ci vediamo ci salutiamo con affetto. Arrivo all’Inter
dopo una lunga carriera, dopo stagioni al Brescia e alla Sampdoria, ma anche una lunga gavetta nelle categorie inferiori. Ieri ero molto
emozionato, non pensavo che sarebbe stato possibile a 35 anni giocare nell’Inter. Arrivo in una grande squadra che ha vinto tutto e per me è un
motivo d’orgoglio: potevano scegliere chiunque e hanno puntato su di me. Vuol dire che ho fatto qualcosa di buono. Ho due anni meno di Zanetti? Il tempo passa per tutti».
Che effetto mi farà essere il secondo portiere?
«Psicologicamente le cose cambiano perché la domenica ho poche possibilità di giocare, ma ho intenzione di allenarmi come se dovessi giocare. Nel momento in cui ci fosse bisogno cercherò di non far rimpiangere chi c’è davanti. Il ruolo del portiere è particolare e per questo bisogna farsi
trovare pronti: l’ho vissuto sulla mia pelle la scorsa stagione quando dopo 6 mesi esaltanti mi sono fatto male».
Contento che Julio Cesar abbia speso belle parole per lei?
«Mi hanno fatto picere le parole di Julio Cesar. Un anno e mezzo fa ha parlato bene del sottoscritto ed essere elogiato dal portiere più forte al
mondo è benaugurante. Non so quanto abbiano influito le sue frasi sulla scelta dell’Inter però mi hanno fatto davvero piacere».
C’è un filo di rammarico ad essere arrivato in una grande solo adesso?
«Nella carriera di un giocatore ci sono momenti in cui devi essere al posto giusto nel momento giusto. L’occasione perfetta a me è arrivata a 35 anni. E’ già tanto... Il mercato dei portieri è limitato: ora ho questa occasione e voglio viverla intensamente perché ho più esperienza. Accetto
quello che mi ha dato la mia carriera, con tante partite in tutte le categorie e mi godo questa grande occasione puntando a guadagnarmi la
stima dell’ambiente».
Toldo libera la maglia numero 1. Sarà sua?
«Ringrazio Francesco e gli rendo onore perché ha segnato il calcio italiano con le sue parate. Se l’1 dovesse essere inutilizzato, un pensierino ce lo farei. Non è male... Se Julio manterrà il numero 12 che gli porta fortuna, magari...».
Il suo ex compagno Palombo può essere un grande acquisto per l’Inter?
«Palombo è un grande giocatore, fa parte della Nazionale e ha un notevole senso di appartenenza alla Sampdoria. Non so se il presidente della
Sampdoria è pronto a un cambiamento così radicale, cedendo lui, Cassano e Pazzini. Da quello che so io, no, ma vedremo. Angelo è una persona umile e potrebbe essere un acquisto molto importante. Ogni estate ci sono tante voci di mercato su di lui, ma alla fine resta sempre».
Meglio una maglia da titolare altrove o una da riserva all’Inter?
«All’inizio della carriera meglio giocare, anche in categorie inferiori perché aiuta a crescere. La mia carriera l’ho fatta e la possibilità di giocare in una squadra così prestigiosa non me la sono fatta sfuggire. Spero di vincere qualcosa, anche da non protagonista».
Perché in Italia non ci sono più grandi portieri?
«Ce ne sono tanti e bravi. Il problema è che magari non si aspettano e si bruciano mettendo loro addosso molta pressione».
Ha mai pensato di poter andare in Sudafrica?
«Alla Sampdoria lo scorso girone d’andata l’ho fatto bene e siamo stati un paio di mesi primi in classifica. Le annate passate sono state positiva e
l’inizio della scorsa ancora di più. Lippi aveva nella testa già i tre portieri e non credo che avrebbe cambiato per portare me, anche se non mi
fossi fatto male»
E’ la Juventus di Del Neri l’avversaria più pericolosa dell’Inter per lo scudetto?
«Di rivali ce ne sonno sempre tanti e poi le grandi si stanno muovendo sul mercato. La Juve è quella che ha più novità: i nuovi porteranno
l’entusiasmo che hanno e poi c’è Del Neri al quale auguro di aver fortuna. Darà organizzazione alla squadra perché è stata questa alla base dei
successi della Samp dello scorso anno. Sono però i giocatori che fanno il bello e il cattivo tempo, sono loro che devono seguire l’allenatore. Noi
giocatori lo scorso anno avevamo un’identità, nel bene e nel male».
Come giudica l’Inter del “triplete”?
«Una squadra consapevole della sua forza, che quando decideva di vincere vinceva. Se hai campioni e prendi coscienza della tua forza e del tuo
dominio, diventi invincibile. Noi siamo stati una delle poche squadra che li abbiamo battuti. E’ stata una soddisfazione».
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apogix Scrive:
13/07/2010 22:42:48Bianbiany quando parti a tutta velocità devi essere meno precipitoso e più cinico.

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