Palazzi: «Per l'Inter era illecito sportivo»

Relazione durissima del Procuratore Federale della Figc sui nerazzurri nell'ambito di Calciopoli 2: «Anche l'Inter (alla quale è stato assegnato lo scudetto del 2006 revocato alla Juventus, ndr) violò l'articolo sull'illecito sportivo. Le condotte portate avanti per avere vantaggi in classifica. Alla prescrizione si può anche rinunciare»

ROMA, 4 luglio - L'Inter, alla quale è stato assegnato lo scudetto del 2006 revocato alla Juventus, violò l'articolo 6 del codice di giustizia sportiva, quello sugli illeciti. È questo il convincimento espresso dal procuratore federale, Stefano Palazzi, nelle conclusioni accluse al dispositivo sull'inchiesta aperta "non appena avuta notizia dei nuovi fatti emersi e dunque prima dell'esposto presentato dalla Juventus". "I fatti sono prescritti, ma alla prescrizione si può rinunciare", ribadisce il procuratore federale che poi passa la palla alla federazione, non senza però avere ammesso che nel procedimento successivo a calciopoli nel 2006 le sue richieste di "punizione ex articolo 6", furono derubricate dai giudici in "violazioni dell'articolo 1, quello sull' obbligo di lealtà".

Una "frequenza ed assiduità di contatti" tra presidenti e dirigenti arbitrali che rendono Calciopoli 2 del tutto analoga allo scandalo del 2006. È questa la conclusione a cui giunge nelle motivazioni del suo provvedimento il Procuratore federale Stefano Palazzi. Il quadro probatorio che emerge dalle nuove intercettazioni su Calciopoli è "consistente", e delinea - sostiene Palazzi nelle motivazioni - "una serie di condotte che sia pur con rilevanti diversità e variazioni di sfumatura, gradazione, intensità e connotazione, e in definitiva di gravità, appare omogenea a quelle già evidenziate dai precedenti procedimenti sportivi celebrati nell'ambito della cosiddetta Calciopoli". 

Giacinto Facchetti, presidente dell'Inter all'epoca dei fatti, poi scomparso a settembre 2006, "aveva una fitta rete di rapporti, stabili e protratti nel tempo, con entrambi i designatori arbitrali, Paolo Bergamo e Pierluigi Pairetto, fra i cui scopi emerga tra l'altro il fine di condizionare il settore arbitrale". Lo scrive il procuratore federale Stefano Palazzi, nelle motivazione delle sue decisioni sulle nuove intercettazioni di Calciopoli. Palazzi nota come l'Inter "risulti essere l'unica società nei cui confronti possano, in ipotesi, derivare concrete conseguenze sul piano sportivo, anche se in via indiretta rispetto agli esiti del procedimento disciplinare". Questo perchè "è emersa l'esistenza di una rete consolidata di rapporti di natura non regolamentare diretti ad alterare i principi di terzietà, imparzialità e indipendenza del settore arbitrale".

PALAZZI SULL'INTER E SU FACCHETTI - «(....)Alla luce dei principi posti dalla decisione della CAF (CU 1\C del 14 luglio 2006), va rilevato che la condotta del Facchetti appare presentare notevoli e molteplici profili di rilievo disciplinare. In questa trattazione specifica della posizione del Facchetti, è appena il caso di rilevare che la società Internazionale F.C. di Milano, oltre che essere interessata da condotte tenute dal proprio Presidente che, ad avviso di questa Procura federale, presentano una notevole rilevanza disciplinare per gli elementi obiettivamente emergenti dalla documentazione acquisita al presente procedimento, risulta essere, inoltre, l'unica società nei cui confronti possano, in ipotesi, derivare concrete conseguenze sul piano sportivo, anche se in via indiretta rispetto agli esiti del procedimento disciplinare, come già anticipato nella premessa del presente provvedimento e come si specificherà anche in seguito. Dalle carte in esame e, in particolare, dalle conversazioni oggetto di intercettazione telefonica, emerge l'esistenza di una fitta rete di rapporti, stabili e protratti nel tempo, intercorsi fra il Presidente della società INTERNAZIONALE F.C., Giacinto FACCHETTI ed entrambi i designatori arbitrali, Paolo BERGAMO e Pierluigi PAIRETTO, fra i cui scopi emerge, fra l'altro, il fine di condizionare il settore arbitrale. 57 La suddetta finalità veniva perseguita sostanzialmente attraverso una frequente corrispondenza telefonica fra i soggetti menzionati, alla base della quale vi era un consolidato rapporto di amicizia, come evidenziato dal tenore particolarmente confidenziale delle conversazioni in atti (....)».

PALAZZI SU MORATTI - «(....) Alla luce dei principi posti dalla decisione della CAF (CU 1\C del 14 luglio 2006), va rilevato che anche la condotta dell'attuale Presidente dell'INTERNAZIONALE appare presentare profili di rilievo disciplinare, anche se di gravità decisamente inferiore rispetto a quella sopra esaminata dell'allora Presidente. Infatti, va rilevato che le conversazioni in esame attengono a temi introdotti principalmente dal BERGAMO e, in relazione ai quali, il MORA TII ha fornito giustificazioni idonee a sminuirne la rilevanza. In particolare, ha dichiarato di avere ritenuto le frasi pronunciate dal designatore come tentativi di accreditamento ma, nonostante la ragionevolezza di tale spiegazione, rimane il contrasto obiettivo fra il contenuto delle telefonate in parola e i principi di terzietà , autonomia ed indipendenza del settore arbitrale, cui anche i dirigenti delle società devono, ovviamente, concorrere. E l'avere accettato la conversazione su temi quali la "conferma di un clima di cordialità" di cui sanno solo gli interlocutori ovvero una richiesta di gradimento preventivo di una designazione diretta a cui segue la rassicurazione da parte del socio di riferimento che avrebbe salutato personalmente l'arbitro, integra, certamente, una condotta di rilievo disciplinare. Infine, non può non rilevarsi che lo stesso Moratti fosse comunque informato della circostanza che il Facchetti avesse contatti con i designatori, come emerge dalle telefonate commentate, nel corso delle quali è lo stesso Bergamo che rappresenta tale circostanza al suo interlocutore. Anche con riferimento alla posizione del Presidente MORA TII va ripetuto integralmente, e si deve qui ritenere per riportato, quanto osservato sulla pretesa convinzione di agire in presenza di una causa scriminante che, si ripete, questa Procura valuta insussistente. Ne consegue che la condotta del tesserato in esame, in considerazione dei temi trattati con il designatore e della frequenza dei contatti intercorsi, appare in violazione dell'art. 1 CGS vigente all'epoca dei fatti, sotto i molteplici profili indicati».

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  1. Marcello62 Scrive:
    06/07/2011 20:52:45

    Qui stiamo parlando del fu padrone d'italia che quando andava in cerca di campioni metteva mezza fiat in cassa integrazione per recuperare soldi. E come se non bastasse si circondava di persone che fornivano SIM CARD poco rintracciabili, quindi la JUVE dovrebbe restituire anche gli scudetti degli anni in cui, gestita da Moggi, non è stata intercettata. Perchè se devono punire l'Inter, la Juve dovrebbero quanto mwno radiarla.

  2. CSKAMOZYR Scrive:
    06/07/2011 17:46:39

    Vi ricordate l`anno in cui l`Inter aveva Jonk e Bergkamp... si salvo per 2 o 3 punti. Io ricordo gli arbitraggi di quel campionato...magari senza aiuti arbitrali sarebbero retrocessi in B ...gia` da un bel po` di anni

  3. CSKAMOZYR Scrive:
    06/07/2011 17:43:44

    supercoppa 2005-06 ...juve-inter 0-1 (gol regolare annullato a trezeguet) ... anche quella ci dovrebbero ridare .

  4. 7CHAMPONS Scrive:
    05/07/2011 18:29:21

    ONESTINTER,ma voi siete propio delle facce toste,recoba e oriali patteggiarono i 6 mesi di reclusione( per passaportopoli) propio 2 mesi prima che gli veniva assegnato lo scudetto.e poi milan e juve in B?..ma mai abbiamo avuto dirigenti in panchina (condannati a 6 mesi di reclusione)..e andavano in tv nei dopopartita con quella faccia da angioletto.( totò dice:MA MI FACCIA IL PIACERE.!!

  5. ju29ro4ever Scrive:
    05/07/2011 17:06:19

    l'inter aveva rapporti diretti con arbitri,cosa vietatissima,andava negli spogliatoi dell'arbitro bertini(la buonanima di facchetti)nel pre-gara,dicendogli "in modo imbarazzante" di migliorare lo score che era di 4v,4s,4p,ed è stato provato,dico provato!!!!l'inter aveva rapporti diretti con un arbitro in attività(nucini)cercandogli addirittura lavoro!!ed è stato provato!mentre per moggi ci sono solo illazioni e sentito dire,niente prove,niente prove CAPITOOO???

  6. ju29ro4ever Scrive:
    05/07/2011 16:58:03

    è vergognoso che l'inter si difenda con l'ignobile scusa che facchetti era un grande uomo..nessuno ha detto che facchetti era un delinquente,ma la vita a volte ci porta a fare errori,cosa che può capitare a tutti..detto questo la juve è stata punita perchè,secondo i giudici,aveva unicicità di rapporti coi designatori..e il milan?e la lazio?l'inter?chievo ecc?allora nn è unicicità questa..e poi la juve è andata in B per somma di art.1,mentre l'inter ha l'art.6:retrocessione diretta..

  7. Scrive:
    05/07/2011 16:30:50

  8. Blizzer Scrive:
    05/07/2011 16:11:09

    Errore madornale.
    Palazzi con le intercettazioni (fornite ad hoc dalla juve) non doveva pronunciarsi perchè l'imputato è la juve, non l'Inter.
    Facchetti non ha commesso nessun illecito perchè ha solo parlato al telefono per cautelarsi, perchè all'epoca chi manipolava non era sicuramente l'Inter, ma chi vinceva i titoli.

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