Forlan: «Inter, sarò pronto per la rimonta al vertice»

L'attaccante: «La mia condizione atletica cresce di giorno in giorno: vorrei rientrare subito ma non bisogna avere fretta. Quando tornerò, non voglio più uscire. E’ Milan-Juve per il titolo? Credetemi, noi risaliremo e molto»

venerdì 02 dicembre 2011

APPIANO GENTILE - Se Boateng ci ha raccontato che si allena a tennis per battere Paolo Maldini, Diego Forlan punta un po’ più in alto e ha già in programma un allenamento con Francesca Schiavone. Gli sforzi del Cacha per recuperare dopo lo strappo alla coscia sinistra però sono tutti per l’Inter. Non gli interessa il derby... della racchetta con il Kevin Prince rossonero. Lui pensa ai derby da vincere a San Siro, alla rimonta scudetto che non reputa impossibile e alla Champions League che finalmente assaporerà a febbraio.
Forlan è uno con cui parleresti per ore, è simpatico e schietto. Inizia dal calcio, ma poi svaria e finisci per discutere di tutto, dalla Milano che gli piace sempre di più... alle donne. Perché, da single, in Argentina gli affibbiano una relazione dietro l’altra. Diego sorride e pensa a un recupero ormai concluso. Ha messo in preventivo di tradurre in italiano la sua autobiografia, quella in cui racconta che il padre lo faceva allenare calciando il pallone contro il muro, ma soprattutto vuole segnare tanto per rilanciare l’Inter. E’ convinto che i tifosi abbiano visto poco del vero Forlan. Può essere lui il regalo di Natale nerazzurro, il miglior acquisto del mercato di gennaio.

Forlan, iniziamo dalle sue condizioni fisiche. Come sta?
«Adesso per fortuna mi sento bene».

L’avevamo lasciata dolorante dopo lo strappo al bicipite femorale sinistro dell’11 ottobre.
«È stato il peggior infortunio della mia carriera, ma ormai fa parte del passato. Mi sto allenando e la condizione atletica cresce giorno dopo giorno. Adesso, però, dobbiamo aspettare e non avere fretta. Io vorrei rientrare subito, ma è necessario usare l’intelligenza, capire quando sarò davvero pronto. Questa è probabilmente la fase più difficile ed è obbligatorio curare tutti i particolari e stare attenti. Quando tornerò, non voglio più uscire».
 
Perché è andato ad allenarsi in Uruguay?
«Ho fatto una risonanza magnetica di controllo il 12 novembre e il medico mi ha detto che dovevamo aspettare 15 giorni per farne un'altra. Lavorare a parte qui non era facile perché la voglia di rientrare era molta e ho chiesto di continuare ad allenarmi a casa mia, con un programma di lavoro preparato dall’Inter. La società era d’accordo e sono stato 10 giorni al caldo con la mia famiglia, seguito dal preparatore atletico della nazionale uruguayana, Jose Herrera. Qui a Milano lo conoscono perché ha lavorato al Milan con Tabarez».

Da martedì è in gruppo. Quando la rivedremo in una gara ufficiale?
«Con l’Udinese realisticamente non sarebbe possibile, ma spero il prima possibile».

Prima di Natale?
«Direi proprio di sì».

Com’è l’Inter vista da fuori?
«Abbiamo avuto un periodo un po’ difficile a livello di risultati, ma ora la squadra è in crescita. In campionato abbiamo una partita in meno e siamo reduci da due successi di fila, in Champions ci siamo qualificati agli ottavi come primi nel girone. Tutto è ancora possibile: la stagione è lunga e i giochi si fanno negli ultimi due mesi».

Crede che per lo scudetto sia corsa a due tra il Milan e la Juventus oppure l’Inter...
«La interrompo. È troppo presto per dire una cosa o l’altra. Il calcio non è logica e può succedere di tutto. In Italia, dove il campionato è più equilibrato rispetto ad altre nazioni, è ancora più difficile sbilanciarsi». 

È un messaggio di speranza per i tifosi dell’Inter?
«Nel calcio le grandi rimonte sono possibili. Nel 2003-04, al suo primo anno sulla panchina del Barcellona, Rijkaard ebbe molte difficoltà e nei mesi iniziali la squadra era appena un punto sopra la zona retrocessione. Da febbraio in poi, però, vinse quasi sempre e chiuse al secondo posto la Liga. Una grande rimonta però fu anche quella del mio Villarreal nel 2006-07: stavo per passare al Valencia eppure detti il 100% e fummo noi a qualificarci direttamente per la Coppa Uefa. Il mio premio? Due settimane di vacanze in meno visto che con l’Atletico partimmo dai preliminari...».

Perché le punte dell’Inter in campionato faticano a segnare?
«Difficile dirlo. Periodi così càpitano e i tanti infortuni incidono. I nostri però sono grandi attaccanti che in carriera hanno dimostrato molto».

Chi non ha problemi a far gol è il suo connazionale Cavani. Può vincere la classifica dei marcatori?
«Perché no? Già l’anno scorso c’è andato vicino».

Ha visto Napoli-Juventus?
«Gran bella partita. Si saranno divertiti soprattutto i tifosi della Juve e gli sportivi. I napoletani non tanto...».

La prossima settimana Napoli a Vila-Real con l’obbligo di vincere per passare il turno. Lei che ha giocato per il Villarreal come pensa finirà?
«Gli spagnoli hanno tanti giocatori infortunati, ma quello è comunque un campo difficile dove il Napoli lo scorso anno è stato eliminato dall’Europa League. Rispetto alla passata stagione però gli azzurri sono più forti e più esperti, giocano bene a calcio e hanno più motivazioni. Può essere una bella gara e dico che vincerà il Napoli».

Lei è pronto per fare il suo esordio in Champions con l’Inter a febbraio?
«Non vedo l’ora e non mi interessa neppure il nome dell’avversaria. Ho solo voglia di giocare. Inizierò in campionato e ho voglia di aiutare i miei compagni. Finora ho fatto poco perché sono arrivato stanco dopo la Coppa America e le poche vacanze. Questo infortunio mi è servito per riposarmi...».

D’accordo sul fatto che i tifosi dell’Inter non hanno ancora visto il vero Forlan?
«Diciamo che l’hanno visto... poco».

Si rifarà da qui a fine stagione?
«Per carattere sono uno positivo e spero sempre il meglio. Per me e per la mia squadra».

Durante l’ultima sosta del campionato ha visto dalla tribuna Italia-Uruguay. Cosa pensa della formazione di Prandelli?
«Difficile dare giudizi in una partita amichevole perché l’intensità non è mai al massimo. L’Italia comunque ha dei giocatori di ottimo livello e di grande qualità».

Uno di questi è Balotelli. Può diventare uno dei tre più forti calciatori italiani in attività?
«Lo conosco da tempo, da quando era all’Inter. Le qualità per riuscirci non gli mancano».

Tra i migliori al mondo c’è sicuramente Ibrahimovic, che ha scritto un’autobiografia molto piccante.
«L’ho scritta anch’io un’autobiografia ed è stata venduta prima del Mondiale 2010 in Spagna e in Uruguay. Ho raccontato gli episodi della mia gioventù e di tutta la mia carriera fino ad allora. Il libro si intitola “Uruguayo”, ma non aspettatevi rivelazioni clamorose...».

Nel suo libro non c’è un allenatore che l’ha fatta arrabbiare come è successo a Ibrahimovic con Guardiola?
«C’è stato, c’è stato (Quique Sanchez Flores, ndi ), ma non vale la pena di parlarne».

Lei farà mai l’allenatore?
«Mi piacerebbe. Ne ho parlato con mio fratello e abbiamo deciso: un giorno siederemo insieme sulla stessa panchina, due Forlan tecnici della stessa squadra».

Intanto lei studia gli allenatori “innovatori” tra cui Luis Enrique.
«La sua Roma gioca bene e può ottenere buoni risultati».

Conte invece l’ha sfidato nel 2002-03 in Champions.
«Io attaccante dello United, lui centrocampista della Juve. Passammo noi anche se, al ritorno a Torino, Ferrara mi fece male a una caviglia dopo appena 7' e fui costretto a uscire. Conte era bravo da giocatore e adesso lo è da allenatore. Sta facendo grandi cose con la Juventus».

Andrea Ramazzotti
14
  1. Scrive:
    03/12/2011 14:28:37

  2. Milan1953 Scrive:
    03/12/2011 09:34:55

    francamente non credo proprio che l'Inter arriverà tra le prime quattro. E non lo dico per fare lo spiritoso, ma perchè è una squadra senza gioco.

  3. Scrive:
    02/12/2011 21:12:53

  4. rossoneroxlavita Scrive:
    02/12/2011 18:49:53

    Dai con un pizzico di impegno forse riuscite a salvarvi con qualche giornata di anticipo.

  5. jacktheripper Scrive:
    02/12/2011 14:36:24

    oh mamma i milanisti cominciano a delirare dalla fifa! conti alla fine, certo è che senza più presidente del consiglio ora si fa dura eh? ora dovete vincere senza rigori inventati, per ora va bene ma conti alla fine cari rossoneri!

  6. ilio76 Scrive:
    02/12/2011 13:09:01

    la seconda squadra sarebbe quella vestita come i caraBinieri...80-82..dimenticare tu non puoi...

  7. marco04 Scrive:
    02/12/2011 13:08:59

    amici e non
    inter della triplete ( festeggiata nel 2010, CIOE' L'ANNO SCORSO)
    ancora ( anche se per qualche giorno)campione del mondo.
    l'inter l'unica squadra in italia ad ottenere questo risultato.
    non ci sono riusciti meani del milan e moggi della juve
    piaccia o non piaccia e' cosi.

  8. ilio76 Scrive:
    02/12/2011 13:06:39

    Magari prima di risalire in classifica sarebbe auspicabile cominciare quantomeno a correre.!!!FORZA INTER PER SEMPRE!!

  9. AdrianoGalliani Scrive:
    02/12/2011 13:04:59

    Forlan, finora hai dimostrato tutto il tuo valore, devi continuare a non giocare che fai più bella figura di quando giochi.

  10. marco04 Scrive:
    02/12/2011 13:04:07

    xgiu86x
    ti riferisci alla squadra che e' finita in serie b?
    lo sai che l'inter e' l'unica squadra in italia che non e' stata mai sbattuta in serie b?
    e dopo calciopoli
    con meani amico dei guardalinee credi che siano trofei meritati sul campo?
    E POI CON BERLUSCONI PRESIDENTE DEL CONSIGLIO SECONDO TE
    AVRA' FATTO QUALCOSA ANCHE IN EUROPA?

  11. aniellotama83 Scrive:
    02/12/2011 13:00:11

    abbiamo già fatto la pipì....

  12. canterbury Scrive:
    02/12/2011 12:22:45

    Le somme si tirano a fine stagione, intanto il 29 Dicembre si festeggia ad Ealing!!!

  13. Leccentus Scrive:
    02/12/2011 11:50:11

    Ma lui intendeva al vertice della colonna di destra...

  14. smilzo57 Scrive:
    02/12/2011 11:39:11

    Vede Toninhosampedro, la cosa che dà più fastidio è la NON abitutudine a quelle posizioni. Sono sicuro che Lei, in merito, sarà molto più ferrato e abituato.

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