L'Inter torna a vincere. Il Palermo crolla in casa
I nerazzurri battono la Fiorentina per 2-0: Pazzini al 42' e Nagatomo al 50'. La squadra di Mangia sconfitta dal Cesena 1-0, decide Mutu al 64'
sabato 10 dicembre 2011
ROMA - La bella addormentata si risveglia e trova l'happy end almeno in questa serata dicembrina dal sapore di un precoce Natale: l'Inter finalmente vince per due reti a zero a San Siro contro una involuta Fiorentina proprio nella giornara in cui l'avvocato Peppino Prisco avrebbe compiuto 90 anni. Brilla Coutinho, eccellente Faraoni, ottimi Maicon e Lucio, gran lavoro di Esteban Cambiasso con la fascia di capitano vista l'assenza di Javier Zanetti, squalificato. Finalmente un'Inter reattiva, vicace, veloce, in grado di aggredire l'avversario e il campo. Non è quella del triplete ma è un gruppo che può risalire piano piano, con umiltà, a testa bassa. Continua (ma migliora) il momento negativo delle punte, con Milito a bocca asciutta, e Pazzini che va a segno senza esultare in polemica con la tribuna che lo aveva fischiato all'azione precededente. Abbracciato dai compagni, si lascia andare a un 'vaffà. C'è la rabbia per un anno sbagliato, per la astinenza da gol, uno sfogo comprensibile e umano.
MILITO IN CRISI - Continua invece il dramma mentale e sportivo di Milito, un po' più presente rispetto alla disfatta contro l'Udinese, più assist man che bomber. I tre punti servivano a qualsiasi costo e l'Inter di questa sera ha trovato due interpreti per un palcoscenico dove i fischi erano diventati un'amara consuetudine. Marco Davide Faraoni è ormai una certezza: in campo sfoggia eleganza e sicurezza. in tandem con un Maicon 'carico e affamatò, aggredisce la fascia destra con determinazione, coprendo e attaccando. Appena vent'anni ma il suo profilo in campo ricorda quello di Zanetti. Coutinho è l'altro protagonista, finalmente a suo agio, con una grinta inedita, diverte, salta l'uomo, sfiora il gol e fa segnare Pazzini. Si butta anche in copertura, pimpante e tonico. Al 31' si lancia in un'azione personale e costruisce una ghiotta occasione da rete che lascia presagire il meglio. prove tecniche di gol ma l'insieme è buono, l'orchestra è armoniosa. La Fiorentina targata Delio Rossi - senza i suoi gioielli Montolivo e Jovetic - è praticamente un'ombra. La difesa è disastrosa, il centrocampo sterile, l'attacco scialbo. Julio Cesar praticamente disoccupato.
PAZZINI GOL - La vittoria è nell'aria, il pubblico più caldo risponde alla voglia di 'coccole' chiesta da Ranieri. Applausi a scena aperta al 41' con il lancioi di Coutinho per Pazzini che beffa Natali, mettendo in rete con un tocco di pura classe. L'Inter respira e va all'intervallo sapendo di non poter e dover sbagliare. Ranieri dice che tutto gira male ma la fortuna si affaccia a San Siro per dare una mano ai nerazzurri al 4 del secondo tempo quando Nagatomo si destreggia fra tre uomini. Pallone che carambola, infelice tocco di Pasqual che serve il giapponese che segna il gol della serenità. Il due a zero: l'Inter ritrova un pò di pace grazie anche al rientro di Lucio e Maicon, a dimostrazione che gli infortuni pesano davvero tanto su questa squadra costretta a barcamenarsi alla meno peggio. Il risultato poteva essere ancora più rotondo perchè l'Inter è riuscita a costruire sul finale due limpidissime palle gol con Muntari e Pazzini. ma, di questi tempi, conviene accontentarsi. Stasera Moratti non era presente. dopo l'amarezza delle due sconfitte casalinghe di seguito, poteva riassaporare il sapore della vittoria. Tuttavia, una rondine non fa primavera e la stagione è in salita. Per questo motivo bisogna pensare seriamente al mercato che magari sarà austero ma deve essere efficace. Con la pausa natalizia, tutti potranno mangiare sereni il panettone ma l'obiettivo deve essere quello di trascinare l'Inter fuori dalle malinconiche secche della bassa classifica
RICORDO DI PRISCO - A pochi minuti dall'inizio della partita contro la Fiorentina, la curva Nord di San Siro, culla del tifo interista, ricorda il vicepresidente Peppino Prisco nel giorno in cui avrebbe compiuto 90 anni. "Anche dopo 10 anni - si legge in uno striscione, con riferimento alla morte di Prisco avvenuta il 12 dicembre del 2001 - ti sentiamo sempre qui tra noi, fiero e irriducibile interista! Ciao Peppino". All'ingresso dei giocatori in campo la curva ha sventolato un gigantesco tricolore con l'immagine di Prisco.
PALERMO KO - Si ferma a quota sei successi il filotto del Palermo che finora in casa ha costruito il proprio bottino di punti (18 su 20) e macinato avversario con la potenza di un rullo compressore. Contro l'avversario sulla carta più abbordabile, i rosanero si sono inceppati, smarrendo la via del successo e rischiando di andare incontro a un ko ancor più pesante se Benussi non avesse sciorinato una sequela di miracoli fra i pali. Il Cesena dell'ex Daniele Arrigoni non ha rubato nulla, anzi è in credito con la fortuna. Il tecnico cesenate ha avuto il merito di mettere a punto la fase difensiva, di proporre una squadra più aggressiva e spregiudicata rispetto a quella vista sul campo della Juve, sei giorni fa. Insomma, il Cesena ha creduto di poter ottenere di più e alla fine c'è riuscito, contro un Palermo che schierava un Miccoli e un Pinilla a mezzo servizio, ha messo in campo tanta buona volontà, ma poche idee. Un pessimo viatico in vista del derby regionale di Catania. A decidere la sfida un gol di Mutu al 64'. Passano un paio di minuti e Munoz, già ammonito, si fa espellere per un intervento su Eder. Il micidiale uno-due manda al tappeto il Palermo che non si risolleverà più.
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PANORMUS22 Scrive:
11/12/2011 17:51:52Prima o poi dovevamo perdere,il cesena è una squadra simpatica è quindi ci fà piacere aver perso.
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Scrive:
11/12/2011 14:44:17 -
gresdos Scrive:
10/12/2011 23:56:48Fiorentina ridicola, senza mordente e senza gioco. A Milano 0 punti fissi .D. Rossi è uno degli allenatori più sopravvalutati che abbia mai visto , e non lo penso da stasera.

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