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giovedì 23 gennaio 2014

Inter, il dopo Moratti ancora troppo fragile

La fragilità dell’Inter non nasce solo dai risultati deludenti di Mazzarri, ma soprattutto da un grave vuoto di potere all’interno della società, dove la prima debolezza è quella di non sapersi assumere la responsabilità di una scelta

di Stefano Chioffi
ROMA - La fragilità dell’Inter non nasce solo dai risultati deludenti di Mazzarri, ma soprattutto da un grave vuoto di potere all’interno della società, dove la prima debolezza è quella di non sapersi assumere la responsabilità di una scelta. La rivolta dei tifosi nerazzurri, contrari allo scambio con la Juve tra Guarin e Vucinic, ha suggerito a Thohir e ai suoi collaboratori una brusca retromarcia. «Un caso increscioso», così l’ha definito ieri pomeriggio Marotta, uomo di sport e di equilibrio, abituato di solito a tenersi distante dalle polemiche. Ma di fronte a una trattativa conclusa e poi rinnegata, fra imbarazzi e goffi ripensamenti, era quasi scontato che non prevalesse l’arte della diplomazia. E’ sorprendente come un affare di mercato abbia fatto saltare il coperchio e portato a galla una serie di scomode verità. I disagi dell’Inter e della sua gente scaturiscono dall’improvvisa uscita di scena di Moratti, in grado di governare il club per diciotto anni. Manca un riferimento, un garante, una figura che sappia dare sostanza a un’idea, senza inciampare nei compromessi e nell’improvvisazione.Thohir non ha ancora assunto in modo concreto il comando del club, ma ha probabilmente capito da questa esperienza che nel calcio - come nell’alta finanza - è vietato delegare. I consiglieri aiutano, però non possono muovere le pedine. La credibilità di una società è sempre figlia legittima della propria capacità di difendere una scelta, anche la più scomoda e impopolare. Moratti, nel 2009, aveva ceduto Ibrahimovic per ricostruire l’Inter intorno a Eto’o. C’è una regola sacra: la trasparenza. E il risentimento della Juve è stato prodotto da un’operazione di mercato trasformata in una commedia degli equivoci. Si è ricreata, all’improvviso, la stessa rivalità dei tempi di Calciopoli, quando il pallone era finito nelle aule dei tribunali. Marotta ha parlato anche di «mancanza di serietà». Ha bocciato i comportamenti e l’etica di chi ha rappresentato l’Inter, diventata in questi mesi alleata della Juve nella battaglia dei diritti televisivi. Thohir sbarcherà domenica in Italia. Dovrà dare risposte chiare ai tifosi nerazzurri, alla Juve e a Mazzarri: era stato il tecnico a chiedere Vucinic.


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