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mercoledì 19 febbraio 2014

Mazzarri il superbo diventa umile e vincente

Quando va in panchina svanisce ogni goccia di presunzione e dà alle sue squadre qualità che altre non hanno

di Alberto Polverosi
Intorno a Walter Mazzarri si sta ingenerando un grande equivoco. E’ lo stesso allenatore, probabilmente senza volerlo, a creare di sé una doppia immagine che rischia di fuorviare ogni discussione tecnica che riguarda lui e la sua squadra. Mazzarri, per usare un eufemismo, è un uomo che ha un alto concetto di se stesso e soprattutto del suo lavoro. Non è che abbiamo conosciuto chissà quanti allenatori, protagonisti nel mondo del calcio, in grado di accettare osservazioni, rilievi e critiche, ma se uno pensa ad Ancelotti o a Prandelli non riesce ad abbinarli al tecnico dell’Inter. Quando va in sala stampa o quando passa davanti alla telecamera frigge come Conte. E allora la sua squadra, che ha perso 3-1, è andata vicina alla vittoria perché ha avuto tot palle-gol, l’atteggiamento tattico è sempre quello giusto e se perde è sempre colpa di qualcosa o di qualcuno. In un’intervista nemmeno troppo lontana, il suo antico mèntore Renzo Ulivieri, dopo averne elencato le qualità professionali, ha detto: “Stapperò una bottiglia di champagne quando dirà che la sua squadra ha perso per colpa sua”. Ulivieri non è taccagno, ma sa che quella bottiglia resterà per sempre in cantina. L’equivoco nasce qui. Quando Mazzarri va in panchina svanisce ogni goccia di presunzione e dà alle sue squadre una qualità che altre non hanno: l’umiltà. E in questo modo crea il suo esatto opposto. Proprio come Conte, che appena vede la Juve abbassare il livello dell’agonismo la porta in ritiro. Sono altri i tecnici presuntuosi in campo, sono quelli che, quando schierano una formazione, cercano di sorprendere pensando al loro colpo di genio: vi faccio vedere io. L’Inter di Firenze era la vera squadra di Mazzarri, tatticamente intelligente, con giocatori di spessore come Hernanes e Guarin (i più dotati di qualità) convinti dal tecnico a lavorare per la squadra raddoppiando la marcatura di Cuadrado e Vargas.
Resta da capire qual è il Mazzarri percepito dalla squadra. Vista l’Inter di sabato scorso e dei primi mesi della stagione, ci viene da pensare che sia il Mazzarri della panchina; vista la squadra di dicembre e gennaio, probabilmente era il Mazzarri delle telecamere. Ma se usciamo dall’Inter (che da tre anni è comunque un mistero glorioso e irrisolvibile) e allarghiamo il discorso a tutta la sua carriera non c’è dubbio che il vero Mazzarri sia quello che allena i giocatori. La gente no, non sa proprio allenarla.
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