Ferrara, consigli alla Juve
«Serve nuova mentalità»

L'ex tecnico bianconero: «Con Del Neri Diego rischia. Ma la squadra non ha bisogno di rivoluzioni. Mi sono trovato in una situazione difficile legata alle tante sconfitte: gli obiettivi iniziali erano diversi e la società doveva prendere un provvedimento»
MILANO, 10 giugno - La Juventus non ha bisogno di rivoluzioni per tornare ai vertici del calcio italiano. Ne è convinto l'ex allenatore bianconero Ciro Ferrara, intervenuto ai microfoni di Radio MilanInter. «Non penso sia da rifare - ha detto della squadra - deve solo ritrovare la mentalità vincente, che va costruita nel corso del tempo con giocatori che sposino l'idea dell'allenatore e che abbiano voglia di lottare insieme per determinati obiettivi».
DIEGO E MELO - Niente rivolgimenti drastici dunque, anche perchè, a giudizio di Ferrara, «oggi la Juventus ha elementi importanti» compresi i brasiliani Diego e Felipe Melo, poco brillanti nel loro primo anno a Torino ma a cui andrebbe regalata una seconda chance. «Penso che un'occasione gli va data - ha aggiunto l'allenatore napoletano - anche perchè non è facile trovare loro una sistemazione. Poi bisogna vedere in che maniera Del Neri vorrà giocare e in questo senso forse quello più a rischio potrà essere Diego». Attualmente a Torino, dopo essere stato «una quindicina di giorni in Inghilterra tra Manchester City e Londra per vedere gli allenamenti di amici come Mancini, Ancelotti, Zola», Ferrara commenta la nomina a presidente della Juventus di Andrea Agnelli - «C'è stato un ribaltone e tutti ci auguriamo che le cose possano cambiare» - e il comportamento di Jose Mourinho solidale con il tecnico campano nei momenti difficili vissuti nella scorsa stagione. «Sinceramente - ha argomentato - vista la rivalità, Mourinho mi ha sorpreso positivamente con le dichiarazioni di sostegno nei miei confronti e prendendo le difese di un rivale. Non penso che l'abbia fatto perchè ero in netta inferiorità, ma perchè lo sentiva veramente. Mi trovavo in una situazione difficile - ha concluso - legata alle tante sconfitte: gli obiettivi iniziali erano diversi e la società doveva prendere un provvedimento».
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antonpaco Scrive:
10/06/2010 18:06:37credo che buffon abbia fotografato la situazione meglio di tutti, in un'intervista ha detto, "e' finito un ciclo e non ce ne siamo accorti". Questa e' una cosa grave perche' i responsabili tecnici della societa' lo hanno capito troppo tardi, per vincere servono le motivazioni e gli stimoli, questa juve non le ha piu'.Diego e' inutile tenerlo perche' con del neri non gioca quindi meglio cederlo adesso che il prossimo anno quando avra' giocato la sola coppa italia.

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