Agnelli: Apriamo un tavolo. Petrucci: Atto di disgelo

Il presidente della Juve: «A Petrucci e al nuovo ministro dello sport, Piero Gnudi, chiedo di fare un passo avanti e di aprire un confronto. La nostra società ha sempre rispettato le regole». La controreplica del presidente del Coni: «Accolgo con grande piacere le parole di buon senso del presidente»

mercoledì 16 novembre 2011

TORINO - "È giusto e doveroso accogliere l'appello" dei rappresentanti delle istituzioni, in particolare del Presidente del Coni Gianni Petrucci ad "armonia e serenità nel mondo sportivo" e del calcio: lo ha detto il prsidente della Juventus, Andrea Agnelli, in una conferenza stampa, a Vinovo (Torino).

TAVOLO - "A Petrucci e al nuovo ministro dello sport, Piero Gnudi, chiedo di fare un passo avanti e di aprire un tavolo politico", ha poi proposto Agnelli. - "La Juventus ha sempre rispettato tutte le regole e intende continuarè a farlo -ha aggiunto- Il rispetto delle regole deve valere per tutti".
 
RICORSO
- "Sarà Petrucci a dettare l'agenda" del tavolo politico per riportare "serenità e armonia" nel mondo sportivo, ha poi detto Agnelli rispondendo alla domanda se il club bianconero è pronto a ritirare la richiesta di risarcimento danni alla Figc presentata al Tar del Lazio. Agnelli ha poi dichiarato di non aver mai pensato di lasciare la guida della Juve. "Non è nel mio Dna e penso che non si molla mai". "È giusta - ha detto ancora il numero uno bianconero - la richiesta di Petrucci di fare tutti un passo indietro, ma io chiedo a tutti di fare un passo avanti. Si riesaminino i fatti dal 2006 a oggi" e "si cerchi di creare insieme un futuro più bello per lo sport", per "cercare un reale sviluppo dello sport italiano".

MOGGI - "Aspettiamo il terzo grado di giudizio. A livello sportivo invece abbiamo oramai esaurito tutti i gradi": è la risposta di Agnelli ai giornalisti che gli hanno chiesto se la Juventus intenda chiedere i danni anche a Luciano Moggi, dopo la recente condanna al processo di Napoli.

CONTROREPLICA PETRUCCI - Alle parole di Agnelli ha risposto attraverso Sky il presidente Petrucci: «Ho accolto con piacere le dichiarazioni distensive del presidente Andrea Agnelli. Questo era il tono del mio intervento di stamattina, certamente era un tono di una persona che sta da tanti anni nello sport. Queste dichiarazioni mi fanno molto piacere, prendo atto di quello che chiede il presidente Agnelli e mi appresto a vedere tempi, modi, circostanze e persone che dovranno essere invitate, ma certamente questo tono facilita gli incontri. Mi auguro che altrettanto da domani in Lega si prosegua con questo tono perché se una delle società più blasonate al mondo, con una famiglia così importante come la famiglia Agnelli, fa queste dichiarazioni così di buon senso, è chiaro che il presidente del Coni non può che prenderle favorevolmente. Quindi sono contento e mi auguro che sia un primo atto di disgelo di questo mondo, ma la mia non era una cattiveria nei confronti del calcio di vertice. Amo, e lo ripeto, il calcio di vertice, perché io vengo anche dal calcio di vertice, però è altrettanto vero che queste dichiarazioni favoriscono il dialogo e mi appresto in tal senso.

C’è anche la volontà di mettere in discussione le volontà dei tribunali sportivi?
No, adesso non posso mettere in discussione niente perché ci sono dei ruoli e delle competenze ben chiare, non ho questo potere. Io sono il presidente del Coni, non sono il padrone dello sport italiano, della Federcalcio, della società. Mi auguro che a queste mie dichiarazioni e a quelle del presidente Agnelli seguano le dichiarazioni della Lega. Io ho detto delle cose, domani so che si vedranno in Lega e sono certo, o almeno me lo auguro, che da domani venga, non dico una nuova era perché non voglio essere apodittico, ma della serenità com’è venuta oggi dal presidente della Juventus.

Sul processo lampo 2006 e sulla prescrizione vuole fare delle riflessioni?
Voglio essere un uomo di pace oggi, non voglio riflettere su niente, io devo guardare al futuro. Oggi le riflessioni servono soltanto a dividere. Siccome un po’ di esperienza mi è rimasta e un po’ di lucidità me lo auguro, saranno gli altri a dirlo, voglio pensare al futuro. Prendiamo per buona la giornata di oggi che si chiude in segno positivo e lavoriamo in tal senso.

Chi sarà seduto al tavolo che dovrà rielaborare i fatti dal 2006 al 2011?
E’ un incontro che è una richiesta che è avvenuta adesso, fatemi pensare, non sono un fenomeno. C’è la regola del buon senso che prevale su tutte le regole giuridiche. Io mi auguro che quando si farà questo tavolo prevalga la regola del buon senso.

Pensa che ci sarà nei prossimi giorni un contatto diretto con Andrea Agnelli?
Io sono favorevole. Peraltro, io con John Elkann e Andrea Agnelli ho un ottimo rapporto. Uso anche termini che mi fanno veramente piacere e mi auguro che altrettanti, quelli che poi dovranno intervenire insieme a me, abbiamo altrettanta serenità, come ce l’ho io.

Quando potrebbe aprirsi questo tavolo politico chiesto da Andrea Agnelli?
Nel più breve tempo possibile, non mi date scadenze, perché devo interpellare. Nel più breve tempo possibile, mi auguro. Non è che un giorno in più o un giorno in meno possa cambiare. E’ importante il clima. Se già da domani questo clima cambia, avremo fatto veramente una giornata positiva. Non come siano andate le borse, ma la nostra è stata una giornata positiva.

I nervi adesso sono più distesi?
Si, sono d’accordo.

Può fare da tramite per un disgelo tra la Juventus e la Federcalcio?
No, ma penso che anche qui, con il buon senso. Conoscete tutti il presidente Abete, è un uomo di pace. Anzi, devo dire che tutti i miei interventi sono nei confronti di una persona che ha dimostrato in tutta la sua storia sportiva e calcistica di essere un uomo di buon senso. Proprio per questo io sono sempre al suo fianco.

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  1. Blizzer Scrive:
    17/11/2011 14:22:37

    Tipico "stile juve".
    La juve prende scoppole dal tribunale di Napoli, dal Tribunale Amministrativo Regionale e solo dopo chiede di aprire un tavolo di discussione.
    E' il solito modo di fare da furbetti del quartiere, non è cambiato niente, si chiama "stile juve".

  2. Scrive:
    17/11/2011 12:28:33

  3. palmura Scrive:
    17/11/2011 11:57:58

    Certo ora è moratti ad essere indignato, ma quando l'inter di Simoni scendeva in campo più per protestare che per giocare, e prendeva goal da Del Piero perchè la squadra invece di difendere era impegnata a lagnarsi con l'arbitro per un fantomatico quanto discutibile rigore non dato, (Iuliano su Ronaldo) dove era il buon senso? E i "signori" dove erano finiti? La juve era la più forte, sicuramente la più influente, e le altre raccoglievano le briciole. E rosicavano.

  4. Montelupo Scrive:
    17/11/2011 10:34:34

    Improvvisamente la juve non sa più chi siano Moggi-Giraudo-Bettega...Agnelli meglio di Totò.

  5. Scrive:
    17/11/2011 09:44:36

  6. matte1952 Scrive:
    17/11/2011 08:16:01

    matteo52 cari Juventiniil vostro Presidente ha fallito in tutti i trbunali sportivi e ora che vi stiate tutti zitti perché i commenti che scrivete non hanno piú senso BASTA FINITO TUTTO FINITOOOOOOOOOOOO

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