Conte sfida la Roma senza Buffon e Vucinic
Il tecnico della Juve: «La Coppa Italia per noi è un obiettivo importante. Nell'attuale stagione non abbiamo un'ampia scelta di traguardi da inseguire, e poi la Roma ci ha sempre eliminati in casa negli ultimi anni»
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VINOVO (TORINO) - Mirko Vucinic non risulta convocato per la partita di domani sera contro la Roma (quarti di finale di Coppa Italia), nella lista diramata in tarda serata dalla Juventus, a causa di una infiammazione al ginocchio. Nemmeno Gigi Buffon figura tra i convocati, lasciando il posto a Manninger. A sorpresa invece rispuntano Quagliarella, reduce dall'intervento allo zigomo, e Pazienza, in procinto di andare all'Udinese. Niente giovani Primavera come Magnusson, quindi, a disposizione di Conte.
CONTE CARICA - "Non abbiamo una scelta di obiettivi prestigiosi, come altri: quindi, la Coppa Italia è molto importante. Conseguenza ovvia: la Juve vuole assolutamente battere la Roma per superare i quarti". Il pensiero è di Antonio Conte, che, in piena corsa scudetto, deva aprire una parentesi che non può snobbare, tanto più che "la Roma ci ha eliminati due volte in casa nelle ultime edizioni" e nel percorso di crescita di una squadra che vuole tornare grande, la vittoria è comunque indispensabile. Detto questo, Conte però è assai realista e non dimentica che sabato c'è l'Udinese, terza in classifica e assai temibile e che due pedine fondamentali come Marchisio e Pepe sono out per infortunio, oltre al fatto che, come sottolineato il tecnico, la Juventus sarà più stanca dei friulani per l'impegno infrasettimanale. "Domani ci sarà turn over - spiega il tecnico - sia a causa delle defezioni, sia per dare una chance importante a chi si è applicato con il massimo impegno". Tradotto in concreto: finalmente esordirà Borriello, in coppia con Del Piero; Giaccherini è il sostituto naturale di Marchisio, Estigarribia quello di Pepe; Marrone darà il cambio a Pirlo (magari solo part time) e un difensore tra Barzagli e De Ceglie riposerà. Fioccano le domande su altri componenti di una rosa piuttosto ristretta: Elia, Sorensen. Sull'olandese, che era stato dato per infortunato la settimana scorsa, ma poi aveva scritto su twitter di stare benissimo, Conte regala un gustoso siparietto: "Appena arrivato a Vinovo, il medico mi ha comunicato che è arrivato zoppicando e che accusa una distrazione a un legamento collaterale. Ha incontrato grandi difficoltà al suo primo anno alla Juventus, come è successo a me, che sono stato in 'coma' per tanti mesi, ma anche a mostri sacri come Platini e Zidane. Sorensen ha bisogno di giocare ed è andato a Bologna per questo, sarebbe un problema se non succedesse. Il treno (cioè la squadra rossoblù, ndr) passava solo quella volta è la società non poteva lasciarselo sfuggire". Domani arriva una Roma in grande forma, di cui Conte tiene a precisare: "L'avevo detto in tempi non sospetti, cioè alla vigilia del match di campionato, che mi piace perchè ha un gioco ben preciso e una identità. Sono convinto, in riferimento a Luis Enrique, che il lavoro di qualità paghi e alla fine i veri valori emergano". Anche il tema-infortunati rispecchia la mentalità creata da Conte, non piangersi addosso e guardare il futuro con fiducia, valorizzando il più possibile tutte le risorse. Una di queste è il giovane Marrone, andato in prestito al Siena lo scorso anno e voluto fortemente quest'anno da Conte, che si è opposto al prestito. Lo ha ripagato con una giocata stupenda, a Bergamo. "Sta crescendo e può fare sia il vice-Pirlo, sia la mezzala", ammette Conte con grande soddisfazione. Marchisio? "Ci auguriamo che recuperi più in fretta di quanto dica la prognosi medica".

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