Cragnotti: «Nella Lazio
manca spirito comune»

L'ex presidente biancoceleste ha parlato in esclusiva al Corriere dello Sport-Stadio: «Società e tifosi devono recuperarlo: ora bisogna aiutarsi, il vero pericolo nasce dalla disaffezione. Questo calcio non mi piace più: ha perso una mentalità imprenditoriale Kolarov? A quelle cifre io lo cederei»
ROMA, 14 luglio - Ragiona ancora come un finanziere, ma non ha nostalgia del passato. Gli manca un po’ quella vita frenetica, da un fuso orario all’altro, bruciando il sonno sugli aerei. E anche il calcio, nei pensieri di Sergio Cragnotti, è rimasto solo un vecchio amore: la sua Lazio più bella è in quel boato dello stadio Olimpico, nel giorno dello scudetto.
IL PERSONAGGIO - Cragnotti, 70 anni, ha preso però un impegno con se stesso: non guardarsi indietro. Ora ha una priorità: studiare con gli avvocati le carte del processo per il crollo della Cirio, respingere le accuse, difendersi nelle aule del tribunale. È diventata questa la sfida più importante. Il tempo libero lo trascorre in Toscana, nell’azienda agricola di famiglia: si chiama "Corte alla Flora". Vigneti e uliveti a Montepulciano, una tenuta di novanta ettari in collina dove trascorre spesso il week-end. Le partite della Lazio sono un appuntamento fisso davanti alla televisione: il cuore è una guida che non si può tradire. «Il futuro? Società e tifosi devono ritrovare l’unione, nei momenti difficili bisogna aiutarsi»: ecco il messaggio dell’ex presidente, che si è raccontato lunedì sera a Bagni di Tivoli durante la festa per i 25 anni della rivista "Lazialità".
Cragnotti, il rapporto tra la Lazio e i suoi tifosi è sempre più difficile.
«Purtroppo manca uno spirito comune: la società e la gente devono recuperarlo subito, perché altrimenti c’è il rischio che prevalga la disaffezione. È il momento di unire le forze».
Quasi un appello, un invito a confrontarsi e a trovare un punto d’incontro per il bene della Lazio.
«È nei momenti complicati che bisogna far emergere questo senso di appartenenza. La gente non deve farsi condizionare dall’emotività, da una situazione specifica: è importante che conservi la sua voglia di partecipare, di essere protagonista e di trainare la Lazio, nella speranza che il presidente Lotito comprenda fino in fondo i desideri e le necessità del pubblico biancoceleste».
Qual è l’aspetto più preoccupante?
«Credo che il nodo principale non sia quello di definire in modo positivo o negativo il lavoro di Lotito. Non mi permetto di esprimere valutazioni. Io mi concentro su un’altra questione: mi dispiace notare che la lazialità, quella straordinaria energia in grado di fare spesso la differenza, si stia affievolendo. Ecco perché i tifosi devono stringersi ancora di più intorno alla squadra: è un passaggio fondamentale».
È questa l’unica via d’uscita?
«È indispensabile che la società e la tifoseria sappiano ritrovare uno spirito comune».
Ha nostalgia della Lazio?
«No, è un capitolo chiuso. Ma la Lazio resta nel mio cuore di tifoso».
Questo calcio le piace ancora?
«È distante dalle mie logiche, è privo di una mentalità imprenditoriale».
Uno scudetto e sei coppe: ripensa spesso alla sua Lazio?
«Restano le emozioni, anche se il tempo passa. Era bello girare l’Europa con la Lazio, sfidare i grandi club, lottare per lo scudetto. Un’avventua bella e affascinante. Ogni anno c’era il desiderio di salire ancora più in alto. Un’impresa faticosa. In quegli anni dovevi affrontare battaglie durissime per riuscire a importi in Italia contro la Juventus di Giraudo e Moggi e il Milan di Berlusconi. C’era una concorrenza che non ti lasciava niente».
L’operazione di mercato alla quale è rimasto più legato?
«Ricordo quando andai a prendere Boksic a Marsiglia. Incontrai Tapie sulla sua barca: una trattativa lunga, faticosa, fatta di accelerazioni e frenate. Ma alla fine siamo riusciti a prendere Boksic: è questo il colpo che mi ha dato maggiori soddisfazioni. Oltretutto Alen l’ho portato due volte alla Lazio: più avanti sono andato a riprenderlo nella Juventus. Comunque, non posso dimenticare neppure l’acquisto di Stankovic».
Il serbo era stato quasi preso dalla Roma
«Già, proprio così: Zeman lo aveva segnalato al mio amico Franco Sensi. Ma Stankovic lo stavamo seguendo da tempo anche noi della Lazio. Ricordo che feci il viaggio in aereo con Governato: ci presentammo a Belgrado e chiudemmo l’affare con i dirigenti della Stella Rossa».
E oggi Cragnotti, se fosse ancora presidente della Lazio, chi andrebbe a comprare?
«Ho visto diverse partite del Mondiale. Non sono tanti i giocatori che mi hanno impressionato. Io proverei ad acquistare Drogba: è un po’ avanti con gli anni, ma è ancora un grande centravanti, ha carattere e personalità».
Come valuta il mercato attuale della Lazio?
«Non esprimo giudizi per motivi di correttezza. Spero solo che possa nascere una Lazio all’altezza delle sue tradizioni».
Il Manchester City ha in pugno Kolarov.
«Ho letto le cifre sui giornali: si parla di diciotto milioni di euro. Io non ci penserei un attimo: giusto cederlo per fare nuovi investimenti. Ci sono situazioni di mercato che impongono solo una strada. Ho letto anche che il Real Madrid sarebbe disposto a fare follie per il romanista De Rossi: non voglio entrare in questioni che non mi riguardano, ma davanti a determinate proposte non bisognerebbe avere indugi».
E se lei potesse tornare indietro nel tempo, c’è un errore nella Lazio che eviterebbe?
«Il rimpianto è legato al campionato dello scudetto: dopo aver festeggiato quel trionfo, Eriksson mi prese da parte per darmi un consiglio».
Quale fu il suggerimento di Eriksson?
«Vendere i giocatori migliori a prezzi altissimi, sfruttando quella stagione straordinaria della Lazio, e puntare su gente nuova, brava e ambiziosa. Non posso dimenticare le parole di Sven: "Caro presidente, squadra che vince si cambia". Io, in quel momento, ho preferito non ascoltarlo».
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Savox90 Scrive:
15/07/2010 17:22:26Mi piacerebbe che non censuraste il mio mex, ma come fà questo a parlà ancora? solo in Italia certe cose,ha distrutto famiglie intere, ha RUBBATO uno scudetto immeritatissimo ed ha lasciato buffi incredibili!!! E in Italia lo facciamo parlà ancora??
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mascetti Scrive:
15/07/2010 10:49:17il disonore di Roma si chiama: LAZIO!!!!!
ecco con quale personaggio avete vinto (e neanche troppo)....con uno che passa sui cadaveri della gente per comprarsi la barca nuova, che lascia più di 5000 famiglie sul lastrico e non va in galera...questo tizio ha ancora il coraggio di parlare e alcuni tifosi laziali lo rimpiangono pure....che scandalo!
LAZIO LA SQUADRA CHE HA PORTATO E CONTINUA A PORTARE IL DISONORE A ROMA.....
VERGOGNA -
Sir_Locke Scrive:
15/07/2010 00:32:23ALLA LAZIO MANCA TUTTO.
E che è na squadra ! -
pasqualevit Scrive:
14/07/2010 17:31:47NELLA LAZIO MANCA LO SPIRITO LADRONE. NEGLI USA UNA PERSONA SI FAREBBE LA GALERA A VITA PER QUELLO CHE HA COMBINATO QUESTO TIPO. QUI FA LA BELLA VITA E RILASCIA INTERVISTE.
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clauss59 Scrive:
14/07/2010 16:01:15in questo paese prima o poi sdoganano tutti. come il signore di cui sopra, gestore di soldi altrui: infatti era un finanziere e non un imprenditore, uno che ha fatto carriera attraverso forti appoggi politici e bancari e che da presidente della lazio è stato sicuramente scaltro, il primo a comprendere cosa stava cambiando nel modo di gestire una società di calcio. ha però fatto anche disastri finanziari: che alla fine pagano sempre le persone oneste, sempre più rare in questo paese...
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cucs1973 Scrive:
14/07/2010 15:27:59Invece di pensare alla Lazio pensa che uomo sei che te ne stai in Toscana mentre i poveracci grazie alla Cirio non hanno più i risparmi.
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cucs1973 Scrive:
14/07/2010 15:26:33La cosa bella è che i lazialotti devono pagare i buffi per altri 20 anni, grazie Presidente per averci regalato Lotito.
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PanzerPavl Scrive:
14/07/2010 15:24:19ma ancora parla sto ladro?
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corvo79 Scrive:
14/07/2010 15:20:14GRAGNOTTI HAI FATTO VINCERE LA LAZIO CON GLI IMBROGLI. MARIULLLLL TI SEI FATTO I SOLDI A DISCAPITO DELLA GENTE LADRO!!!!!!!!!!!!!!LA LAZIO DOVEVA FALLIRE, E STATA LA POLITICA A SALVARLA
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eagles1973 Scrive:
14/07/2010 14:40:14altri 10 Cragnotti.....altri 10.......
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TheMover Scrive:
14/07/2010 14:00:53Quando ero piccolo ero della lazio...ho festeggiato per lo scudetto...adesso il calcio non lo seguo piu da quando ho capito che è solo potere economico e niente di piu...
quando scoprii che il presidente (cragnotti)ed i suoi amici mandarono allo sbando tutte quelle famiglie e gli tolsero una vita...li capii che il calcio andava lasciato stare... -
amo_la_lazio Scrive:
14/07/2010 13:08:32cragnò te volemo bene!
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podavig Scrive:
14/07/2010 12:48:33A CRAGNO' MANCANO LI SORDI...
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Flea85 Scrive:
14/07/2010 12:43:41i miss you

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