Reja: «Lazio cinica a Cagliari Ora continuiamo così»

Il tecnico biancoceleste dopo il successo di Cagliari: «Fuori casa riusciamo a concretizzare molto di più. Ieri abbiamo avuto tre opportunità e le abbiamo messa dentro»

lunedì 31 ottobre 2011

ROMA - "Abbiamo fatto un'ottima prestazione anche se non eccelsa dal punto di vista dei ritmi perché non eravamo in grande condizione fisica. Abbiamo dimostrato grande maturità e cinismo". All'indomani della vittoria con il Cagliari che ha permesso alla Lazio di ottenere il secondo posto in classifica è un Edy Reja soddisfatto: "Fuori casa riusciamo a concretizzare molto di più. Ieri abbiamo avuto tre opportunità e le abbiamo messa dentro. L'importante è trovarsi lì e che ci sia una crescita nella mentalità e nelle proprie sicurezze. Dobbiamo avere un po' più di attenzione in difesa. Se migliora questo aspetto è lecito aspettarsi un campionato di alto livello" ha proseguito il tecnico che ha ricordato con affetto la sua esperienza sulla panchina del Cagliari con cui nella stagione 2003-2004 ottenne la promozione in Serie A. "Abbiamo vinto il campionato in seguito ad una cavalcata straordinaria con giocatori di grande valore come Zola e Langella - ha spiegato l'allenatore -. Un'esperienza bellissima e nonostante Cagliari sia una città pacata c'è stato un grande entusiamo. Trovo ancora degli amici e gente che mi ringrazia. È stato bello ritornare lì ma anche portare a casa i tre punti". Sull'altro ex, il portiere Federico Marchetti: "Ero preoccupato, non penso meritasse i fischi della curva Nord. Ha dimostrato comunque grande personalità e se n'è fregato totalmente. Nonostante il clima ostile ha fatto vedere che è un uomo che gli scivola addosso tutto". Sulla sorpresa Lulic: "Nel progetto iniziale c'era una casella a sinistra libera e pensavo di poter ritagliare quello spazio per Lulic. Sta facendo bene, è sulla buona strada. Vediamo se può reggere questi ritmi".

IL CAPITANO - "È stato bello, rimarrà nella storia". Tommaso Rocchi si gode il 100/o gol realizzato con la maglia biancoceleste: "È un traguardo raggiunto nel corso degli anni che ho vissuto giorno dopo giorno - spiega il capitano- È venuto fuori per quello che ho fatto sul campo. Non era il mio obiettivo quando sono arrivato a Roma. Ho fatto cenno con gli occhi a Cristian (Ledesma, ndr) e lui mi ha capito. Sembrava però che quel pallone non volesse entrare. Il portiere è stato bravo ma sono stato bravo anche io". Sui festeggiamenti: "Avrei voluto fare tante cose ma ho fatto quello che più mi è stato spontaneo. Sono andato sotto i nostri tifosi e sono arrivati tutti i compagni. Quello che succede è quello che ti senti in quel momento. Esultanza con lo champagne? Non si sapeva se potevamo portarlo in campo. Anche se non sono mai stato il tipo che fa "sceneggiate", ci poteva stare per questo traguardo. Però è un po' saltato tutto. Ho pensato soltanto a giocare, quindi niente magliette sotto. I complimenti degli arbitri Gava e Mazzoleni? Una bella soddisfazione: dimostra ancora di più di aver fatto una cosa importante, non solo ricordata da chi ama la Lazio, ma da chi vive il calcio". Nuovi obiettivi? "In questo momento sto giocando poco, spero di avere più spazio, ma accetto le scelte. Quello che voglio è sentire la fiducia ed essere considerato un giocatore importante sui contare sempre".
 

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