Allegri vicino al Milan
Il problema è Cellino

Mentre l’ex tecnico dei sardi aspetta l’investitura ufficiale in rossonero nella sua Livorno, spunta un problema. Il presidente: «Non ho più sentito dirigenti del Milan»

MILANO, 27 maggio - Cinque giorni dopo il pranzo di Arcore, Massimiliano Allegri aspetta l’inve­stitura nella sua Livorno, con la compagna Claudia e gli amici di sempre. Quelli che c’erano la mattina in cui, allenandosi, perce­pì il campo grande come un aeroporto e quando inciampi in quel miraggio lì capisci che è il momento di smettere; quelli che c’erano quando fu esonerato a Grosseto; quelli che c’erano quando partì ma­lissimo a Cagliari; quelli che c’erano quando prese a vola­re; quelli per i quali Allegri resta Max anche se ha in ma­no le chiavi del Milan. Aspet­ta un segnale, Max. Da Arco­re e da... Assemini. «Perché ­rammenta Massimo Cellino ­ ci sono le parole, ma ci sono prima le regole. E lui ha fir­mato un contratto che scadrà nel giugno 2011». Una frase così sembra sposarsi con un to­no duro, in realtà il presidente è tranquillo. Non scaverà trincee, non avrebbe senso, pe­rò vuol far valere quell’accordo sottoscritto, che poi significa far valere un’intuizione fe­lice. Allegri, quando fu arruolato, non aveva nemmeno sfiorato la serie B: ci aveva appe­na portato il Sassuolo, però, attraverso il gio­co e tanto bastò a stregare Cellino, così sicu­ro della scelta da perdonare una partenza fal­sa che più falsa non si può: cinque sconfitte, poi uno zero a zero col Milan (destino...) e la scalata. Fino ad autorizzare paragoni con il Cagliari di Scopigno e Riva, fino a scrivere una fiaba sciupata al tramonto da un esone­ro brusco deciso a Miami. Si vociferò d’un incontro ravvicinato tra il tecnico e i dirigen­ti della Juve, stanato (e malsopportato) da Cellino. Era leggenda, ma con un fondo di ve­rità banalissimo: il ragazzino aveva ormai messo le ali, oltre le nuvole l’attendeva un grande club. Il Milan, appunto. Che aveva in­dividuato Galli e poi ha cambiato idea.

«NON HO PIU' SENTITO DIRIGENTI ROSSONERI» - «I dirigenti rossoneri - continua Cellino - sono stati corretti nel chiedermi di poter con­tattare un mio tesserato. Poi, però, non ho più sentito nes­suno: sono qui, l’allenatore al momento è legato al Caglia­ri» . In realtà sembra che col Milan sia stato già impostato un colloquio più complesso, il discorso allargato a preziose «contropartite». Davide Asto­ri, per esempio, difensore ge­stito in comproprietà: «Del suo cartellino stiamo parlan­do ma è un affare a sè: Allegri non c’entra nulla». Sarà, le in­discrezioni sono diverse.

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Antonio Barillà
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  1. cippojr Scrive:
    27/05/2010 14:15:13

    ma guarda che stanno parlando di allenatori!

  2. maschilista Scrive:
    27/05/2010 12:57:23

    ma il milan e diventato pazzo ?fare una offerta così ad Abramovic più untelar.per me e solo una bufola non voglio pensare che il presidente BERLUSCONI faccia questi errori.sul mercato si può spendere comprando giocatori valdi per il gioco del milan.

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