È disgelo tra Milan-Juve:
pace tra Galliani e Agnelli

L'ad rossonero ha incontrato in Lega il presidente bianconero e Marotta e ha sancito il ritorno ai buoni rapporti: «Ho già chiarito tutto, era un amico e resta un amico. L'ho pregato di evitare i paragoni fra i nostri e i loro giocatori, ma mica è successa la guerra»

MILANO, 19 novembre - Dopo le polemiche dei giorni scorsi, solo sorrisi fra i dirigenti di Juventus e Milan che si sono incrociati prima dell'assemblea della Lega di Serie A. Il presidente bianconero Andrea Agnelli ha stretto la mano all'amministratore delegato Adriano Galliani, che qualche giorno fa si era indispettito perché l'ad della Juventus Beppe Marotta aveva paragonato episodi arbitrali capitati alla sua squadra ad altri relativi al Milan: «Con Marotta - ha spiegato Galliani prima di ricevere un'amichevole pacca sulle spalle dal dirigente bianconero - ho già chiarito tutto, era un amico e resta un amico. L'ho pregato di evitare i paragoni fra i giocatori della Juventus e quelli del Milan, ma mica è successa la guerra».

SU BORRIELLO - Di rinnovi dei contratti al Milan si parlerà solo dopo la pausa natalizia. Così Adriano Galliani, arrivando in Lega calcio per l'assemblea, evita di doversi pronunciare sull'ipotesi di una partenza di Ronaldinho. Anche quelli di Inzaghi e Pirlo? Gli domandano: «Tranquilli che non va via nessuno». Galliani piuttosto spazza via le voci di un ritorno a gennaio di Marco Borriello. «Impossibile, è stato ceduto alla Roma, non c'è nessuna possibilita». Per Galliani quindi l'attaccante che manca ad Allegri in questo momento è Pato, ed è lui l"arrivò atteso a Milanello. «Ma perché, secondo voi dovrebbe arrivare qualcuno - sostiene Galliani - arriva Pato il sei di gennaio».

NIENTE CENA CON BALOTELLI - Galliani precisa poi di non essere mai andato a cena con Balotelli: «Ero a cena nello stesso ristorante dove c'era anche Balotelli e siccome mi sta simpatico mi sono fermato un pò a parlare con lui, tutto qui, un incontro casuale». Così come è stato casuale anche quello, sempre a cena, tra il tecnico rossonero Allegri e l'attaccante del Cagliari Matri?: «Ma non lo so, non ne ho neanche parlato con Allegri, credo proprio di sì». Di Cassano Galliani non vuole parlare: «Mi sono arrabbiato perché parlano di noi, e io non voglio parlare degli altri», ha risposto riferendosi alle dichiarazioni di Beppe Marotta che aveva paragonato una pesunta simulazione di Robinho a quella di Krasic. «Con Marotta ho già chiarito tutto - aggiunge Galliani che poco dopo incontrando i dirigenti della Juventus ha stretto la mano al presidente Andrea Agnelli e ricevendo una calorosa pacca sulle spalle dall'amministratore delegato Marotta - Marotta resta un amico, l'ho solo pregato di evitare i paragoni tra i giocatori della Juve e quelli del Milan, ma non è successo niente, mica era una guerra...».

GRASSE RISATE - Con Ronaldinho in panca, tre partite e tre vittorie. Lui, ha fatto sapere che giocherebbe anche da attaccante: «Non c'entra niente - prova a dire Galliani - Ronaldinho comunque deve fare la seconda punta per forza ora che sono fuori Pato e Pippo». Per Galliani resta il tempo di rifiutare altre domande su Balotelli («è un giocatore del Manchester City, basta...»), di esprimere qualche timore per la partita contro la Fiorentina («ha meno punti del proprio valore») e di rispondere solo con due grosse risate a chi gli chiede: consiglierebbe Leonardo a Moratti? e si aspettava di più da Benitez?

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  1. Scrive:
    19/11/2010 13:03:37

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