Robinho: «Milan, ora Dedé, Damiao e la Champions»
Parla l’attaccante che ha ormai lasciato alle spalle le sue follie: con lui in campo la squadra ha segnato 23 gol in appena 5 gare. Tra consigli di mercato e sfide all’Europa, ecco tutto il suo credo. «I due brasiliani sono pronti per giocare qui. Il mio sogno? Segnare nella finale di coppa ma ora dobbiamo battere Fiorentina e Barça. Pato sta arrivando, a Firenze ci sarà. Lui deve tornare felice, è uno da Pallone d’Oro. Cassano? Storia incredibile, ma lo aspettiamo»
venerdì 18 novembre 2011
MILANO - Del suo più recente e un po’ scapestrato passato è rimasto solo il mitico «sombrero», nella doppia versione che prevede anche quello, da autentico circense, con il colpo di tacco. Robinho qui al Milan si è trasformato, diventando un campione vero. Assai diverso da quello, incompiuto e criticato, che aveva fatto tanta fatica e pochi gol vestendo le maglie del Real Madrid e del Manchester City. La densità dei successi personali è leggermente aumentata come, del resto, la percentuale degli errori davanti alla porta. Ma Robinho sta studiando, si sta applicando come ha confessato in questa intervista. Anche perché ha in serbo una rete nella finale di Champions League che è sicuro di giocare nel Milan. Quest’anno una sua falsa partenza (pubalgia) ha lasciato il segno sulla classifica iniziale (5 punti in altrettante partite) del Milan. Da quando c’è Robinho in campo il rendimento dei campioni d’Italia è triplicato. E non certo per caso... Buongiorno Robinho, che regalo vorrebbe per Natale?
«Un doppio primo posto, in campionato e in Champions League».
Questo vuol dire che il Milan batterà sia la Fiorentina che il Barcellona?
«Rispettiamo i nostri avversari, ma questa deve essere la nostra mentalità».
Robinho quale teme di più?
«Io penso a una gara alla volta. Andiamo a Firenze e facciamo bene. Poi penseremo al Barça».
Le piacerebbe trovare sotto l’albero di Natale un altro campione brasiliano?
«Ci sono tanti calciatori nel mio Paese, ma è difficile sapere se qui in Italia andrebbero bene».
A Braida piace molto Leandro Damiao, l’attaccante dell’Internacional di Porto Alegre.
«Ha ragione, Damiao in questo momento sta facendo molto bene. Ecco, lui ha le caratteristiche, anche fisiche, per poter giocare qui in Italia».
Braida tornerà dal Brasile con molti nomi sul suo taccuino: Ralf, Paulinho, Dedè...
«I due centrocampisti del Corinthians giocano con me in Nazionale e mi sembra siano molto validi. Dedè è un difensore centrale rapido e veloce».
Come Thiago Silva?
«No, no... Thiago è un fenomeno».
Il Milan può contare su Robinho?
«Sicuramente, contro il Catania ho segnato il mio secondo gol, dopo quello con il Palermo».
Fra quanto vedremo il vero Robinho, quello dello scorso campionato?
«Sta arrivando... La pubalgia è superata, sto decisamente meglio».
Il suo gol più bello?
«Devo ancora segnarlo, nella finale di Champions League».
Da quando è rientrato Robinho, contro il Palermo, i campioni d’Italia hanno segnato 23 gol in 5 partite. Un caso?
«Non penso sia solo merito mio. Sicuramente siamo tutti attaccanti molto solidali fra di noi, possiamo ricoprire più ruoli».
Ma Ibrahimovic non è un po’ ingombrante e troppo esigente?
«No, affatto: lui gioca molto per la squadra. Infatti segna e prepara molti assist , è un attaccante eccezionale».
Ibra considera Cassano e Robinho i suoi ideali partner d’attacco e li vuole sempre con sè.
«Zlatan è un campionissimo e io ho accettato ben volentieri di giocare più indietro rispetto al solito. Me l’ha chiesto Allegri».
Ma Robinho cosa preferirebbe?
«Io nasco come seconda punta. Ma così come sto imparando a fare gol posso anche adattarmi a un nuovo ruolo».
All’appello manca ancora Pato.
«Sì, ma sta arrivando. A Firenze ci sarà».
Robinho che consiglio gli può dare?
«Deve essere felice, deve pensare positivo».
Cosa deve fare in questo momento della carriera?
«Quello che ha sempre fatto: gol. E’ un grande attaccante».
La sfortuna, finalmente, si dimenticherà di lui?
«Sì, anche perché se inizia a giocare e segnare con continuità può veramente vincere il Pallone d’Oro».
C’è un altro assente eccellente: Cassano.
«La sua storia è stata molto triste, ma adesso sta molto meglio. E’ felice, con la sua famiglia. Ha già voglia di tornare, di giocare con noi».
Quanto manca Cassano al Milan?
«Tantissimo, ma noi lo aspettiamo, quanto prima».
Leggi l'intervista completa sull'edizione odierna del Corriere dello Sport-Stadio

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