Napoli, la lista di Mazzarri da Sandro fino a Dzeko

Aspettando la fine del campionato De Laurentiis studia i rinforzi «per diventare grandi in Europa»

giovedì 04 aprile 2013

CASTELVOLTURNO - Il miglior attacco va portato innanzitutto alla difesa, sulla quale e per la quale servono interventi mirati ed urgenti per arricchire l'organico, per dotarlo di centimetri e di agilità, d'autorevolezza e di freschezza: Hugo Campagnaro se ne andrà, destinazione Inter, nel prossimo giugno; Rolando non è riuscito ad emergere e finirà per rientrare alla base, in Portogallo; Grava (36) e Gamberini (32), ognuno per quel che compete, hanno una carta d'identità che «sfora» e contribuisce ad appesantire l'età media del gruppo e del settore; Diakité ormai appartiene praticamente al passato e la frenata della settimana scorsa ha lasciato strascichi che soltanto l'imponderabile potrà cancellare: per ora, il discorso è quantomeno congelato.

IL CENTROCAMPO - La verità sta sempre nel mezzo: in quella zona del campo in cui bisogna decidere come giocare, se lasciare che la regia sfili sulle corsie esterne (abbondantemente coperte: Maggio a destra, con Zuniga alternativo; e lo stesso Zuniga a sinistra, con un esplosivo Armero che si pone come cambio di primissima fascia) o se invece ridisegnare qualcosa, affidarsi ad un centrale di riferimento, un regista non classico ma di talento, d'ispirazione pura, solido e però anche fantasioso. Il primo nome nuovo in realtà è «vecchissimo», perché Sandro Raniere Guimares Cordeiro (23), per la stampa e per chiunque altro semplicemente Sandro, ha sempre avuto una posizione privilegiata per gli osservatori del Napoli. Il tempo è scivolato via ma non ha alterato il livello d'attenzione: il brasiliano del Tottenham resta in cima ai pensieri sparsi, che contengono però altro. L'idea ch'è nata spontanea, in Mazzarri, inchiodato nel proprio laboratorio alla ricerca di innovazioni, conduce dritto ad Anderson Hernanes de Carvalho Viana Lima, in arte Hernanes (28), saldamente laziale e però comunque tentazione assai forte per virare in maniera sensibile, concedendosi un fine dicitore nel cuore del Napoli.

L'ATTACCO - Top player: si chiamano così. E mica per caso: perché, in genere (ma talvolta in teoria) fanno la differenza; e pure perché al solito (e stavolta in pratica) hanno stipendi da far girare la testa e da far perdere l'equilibrio al monte ingaggi. Un top player lo è diventato Edinson Cavani, partendo dal basso; un top player, nelle corde, è Pablo Daniel Osvaldo (27), talento stropicciato da un carattere che va domato. Ma Mazzarri vola ancora più in alto: l'uomo che ti cambia il settore (e anche la vita calcistica) è Edin Dzeko (27), un gigante capace di far reparto da solo, di trovare la porta ma anche fungere da sponda. Un uomo temprato alle grandi manifestazioni, impermeabile alle emozioni del San Paolo. I centravanti che contribuiscono alle fortune d'un club hanno costi eccessivi, come quelli di Leandro Damiao (24), che ha indiscutibili qualità ma che - per ora - sembra un salto nel vuoto, avendo conoscenze dirette del calcio brasiliano e dunque da integrare in un universo che gli è sconosciuto. E allora: Alessandro Matri (29) ha segnato con il Cagliari ma anche con la Juventus, ha dato un consistente sostegno allo sviluppo immediato del processo bianconero e ha atteggiamenti tattici che si sposano con i sistemi di Mazzarri.

Leggi l'articolo completo sull'edizione odierna del Corriere dello Sport-Stadio

Antonio Giordano
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