Mangia: «Il Palermo tiene molto alla C. Italia»
Per la sfida contro il Siena il tecnico rosanero convoca cinque giocatori della Primavera
lunedì 12 dicembre 2011
PALERMO - "Alla Coppa Italia teniamo molto, per questo domani sera contro il Siena cercheremo di dare il massimo". Devis Mangia vuole cancellare la serata-no vissuta sabato, nello stadio Barbera, contro il Cesena. Mutu, con il suo gol, ha interrotto la marcia trionfale in campionato del Palermo, che, prima della 'pausa' con i romagnoli, aveva vinto sei partite su sei, fermandosi a un passo dal record stabilito dalla squadra di Delio Rossi. Domani sera i rosanero si rituffano nel clima della Coppa Italia che sfiorarono nella passata stagione (proprio con il 'mago' Rossi), arrivando a contenderla il 29 maggio nella finale romana nientemeno che all'Inter. Con il trofeo di Lega, il conto del Palermo è sempre più in sospeso, per questo Mangia suona la carica nel match contro i palermitani Calaiò e D'Agostino (ai quali se ne aggiunge uno d'adozione, il ds Perinetti). Per la sfida contro il Siena (già battuto in campionato) andrà in campo il 'Palermo 2', o comunque una squadra imbottita di baby e priva di big, fra infortuni e 'riposi forzatì. Il derby contro il Catania, in programma domenica, è troppo vicino per rischiare qualche pedina importante.
LA SITUAZIONE - «C'è chi non è un condizione di giocare due partite in tre giorni, c'è chi riposa - spiega il tecnico - La Coppa Italia è un torneo importante, ma ci sono tanti impegni ravvicinati e io preferisco solo coloro che stanno al 100%. Mi sarebbe piaciuto schierare i giocatori a disposizione. Tra in convocati ci sono giocatori schierati da titolari in questa stagione e se non ho convocato Silvestre, Miccoli e Barreto è solamente perché è giusto che io gestisca la loro situazione».
ATTENZIONE - Il tecnico mette in guardia il Palermo: «Noi non possiamo permetterci di giocare partite con l'atteggiamento sbagliato. Le partite si possono vincere, perdere e pareggiare, ma la concentrazione, l'approccio alle partite non si può sbagliare perché conta ancora di più dei sistemi di gioco con cui si fanno i punti»

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