Morrone: «Grazie a tutti. Ora Leo è fuori pericolo»

Il centrocampista del Parma il giorno dopo la grande paura per suo figlio, ricoverato d'urgenza durante il primo tempo del derby emiliano nel reparto di terapia intensiva dell'ospedale Maggiore, ha voluto ringraziare tutti e raccontare i terribili momenti vissuti al Dall'Ara

lunedì 23 gennaio 2012

PARMA - Il giorno dopo la grande paura per il piccolo Leo, ricoverato d'urgenza durante il primo tempo del derby emiliano nel reparto di terapia intensiva dell'ospedale Maggiore, il capitano del Parma Stefano Morrone ha voluto ringraziare tutti e raccontare i terribili momenti vissuti al Dall'Ara. "Alla fine del primo tempo siamo rientrati normalmente negli spogliatoi, dove il mister ha iniziato ad analizzare con noi la gara e a darci le sue indicazioni. Poi però il direttore Leonardi mi ha chiamato fuori e mi ha detto che Leo era stato ricoverato in terapia intensiva a Parma - ha spiegato il giocatore in una nota inviata alla stampa attraverso l'ufficio stampa del club emiliano -. Mia moglie Vanessa aveva avvisato Sandro Melli dieci minuti dopo l'inizio della partita. Non ci ho pensato un attimo. Ho chiesto di potermi cambiare all'istante e correre all'ospedale".

"Ringrazio Donadoni e la società che mi hanno subito appoggiato nella decisione, cosi come la terna arbitrale che ha capito la situazione - prosegue Morrone -. È stato il viaggio più lungo della mia vita. Mi sembrava di non arrivare mai. Ad accompagnarmi a Parma sono stati il segretario Alessio Paini, il suo collaboratore Dario Della Corte e l'osservatore Emilio Affuso. Hanno condiviso con me tutta la tensione e la mia preoccupazione. Li ringrazio".
 
"Adesso che Leo, grazie al cielo, è fuori pericolo - aggiunge il capitano nella nota - riesco veramente a realizzare quante testimonianze di affetto e solidarietà abbiamo ricevuto in queste ore io e la mia famiglia. Nell'impossibilità di farlo personalmente ci tengo allora a ringraziare tutte le persone che ci sono state vicino. La società, dai dirigenti allo staff medico. Il personale dell'Ospedale che ci ha seguito. I compagni di squadra. I tifosi che ci hanno mandato tanti messaggi, la stampa. Grazie per la comprensione e la solidarietà".

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