Baldini: Luis Enrique bravo. La Roma ha un'identità

Il dg giallorosso: «E' alla sua prima esperienza in prima squadra e quanto di buon aveva fatto vedere lo sta confermando. Sono attratto dal talento di Totti. Il contratto di De Rossi? Mi avvalgo della facoltà di non rispondere»

giovedì 22 dicembre 2011

ROMA - Sette punti nelle ultime tre partite, due vittorie consecutive in trasferta tra Napoli e Bologna, una squadra in ascesa dopo i problemi d'inizio stagione. La Roma di Luis Enrique saluta il 2011 col vento in poppa e, dopo la prova di forza mostrata al Dall'Ara, guarda con ottimismo al nuovo anno. "Ovviamente il risultato ha la facoltà magica di dare una percezione dei fatti che avvengono sotto un'altra luce, un'altra prospettiva - ha spiegato il direttore generale giallorosso, Franco Baldini, intervistato dal canale tematico Roma Channel -. È più semplice parlare dopo una vittoria in cui si ha la percezione di fare qualcosa di buono, ma anche nei momenti in cui i risultati non arrivavano, ad esempio a Udine e Firenze, a parer mio si poteva comunque giudicare la squadra per una propria identità. E strada facendo si sta rivelando una base buona sulla quale poter continuare a investire".

LUIS ENRIQUE - Merito del tecnico spagnolo che, nonostante le critiche, ha saputo tenuto la barra dritta. "Luis Enrique 'italianizzato'? Gli italiani hanno tanti modi di giocare, ma se si fa riferimento al vecchio concetto di catenaccio, non riesco proprio a vedere come si possa definire Luis Enrique italianizzato - ha sottolineato Baldini -. Il possesso palla è rimasto sempre lo stesso, è calato contro Juventus e Napoli solo perchè si affrontavano due squadre molto forti". Col Bologna, invece, i numeri sono tornati a porre l'accento sull'idea di calcio voluta dall'allenatore asturiano. "Luis Enrique sta facendo strada, un percorso non solo nel campionato che si trova a dover affrontare, ma anche a livello di crescita personale come allenatore perchè non va dimenticato che questa è la sua prima esperienza da tecnico di prima squadra - ha ricordato il dirigente romanista -. Viene da due anni al Barcellona B, ma tutto quello che di buono aveva fatto vedere secondo me lo sta confermando. Anzi, sta andando anche oltre le aspettative perchè sta reggendo bene l'impatto, che è un impatto pesante". Impatto che forse era stato anche un po' preventivato visto che, come confessato da Baldini, "Luis Enrique è stato scelto per iniettare un po' di sangue fresco a una squadra che tanto fresca non era più, per trovare il giusto mix tra vecchi e giovani, per costruire una identità di gioco diversa, godibile". "È evidente che con lui vogliamo costruire qualcosa di attraente - ha ribadito il dg, che dal 2012 prenderà nuovamente parte alle riunioni in Lega -, con una identità ben definita sulla quale poi fare nel tempo i doverosi innesti per renderla non solo bellina ma anche vincente".

DE ROSSI E TOTTI - E per tornare a vincere serviranno gli investimenti della proprietà americana che, assieme a UniCredit, controlla il pacchetto di maggioranza del club giallorosso. Baldini, proprio in merito al riassetto interno al consorzio Usa (con l'ascesa di James Pallotta a scapito del presidente DiBenedetto), ha voluto spiegare che il tutto "è passato come una necessità quando in realtà era un qualcosa di programmato. È semplicemente un naturale svolgimento del tema iniziale. DiBenedetto ha messo insieme delle persone, ha raccolto le persone per l'idea di condurre la Roma. È stato il collante tra queste persone, ed è il presidente della Roma. Poi si è palesata da parte di Pallotta l'effettiva voglia di partecipare in maniera attiva e lo ha fatto attraverso l'ingresso di due suoi manager nel consiglio d'amministrazione". Le novità nell'assetto della proprietà, però, per ora non coincidono ancora col rinnovo di contratto di De Rossi, libero da febbraio di firmare per un altro club: "Sull'argomento mi avvalgo della facoltà di non rispondere - ha concluso Baldini -. Daniele comunque è quel tipo di persona di cui il calcio ha bisogno, la Roma in particolare in questo momento. L'ho lasciato ragazzo e l'ho ritrovato uomo, una persona matura con una personalità ben definita". Baldini si sofferma su Totti. «Se non c’è onestà intellettuale e se c’è malafede, le parole vengono confezionate in maniera diverse per renderle in un altro sapore. Io sono attratto dal talento di Totti, sono andato a cena tre volte con Cassano e dopo l’ho comprato lo stesso».

7
  1. Scrive:
    25/12/2011 15:38:49

  2. Scrive:
    23/12/2011 09:50:49

  3. inserito da iPhone taxidriver Scrive:
    22/12/2011 23:03:43

    Franco mi spiace 6 una delusione ........ Grande capitano

  4. il_profesore Scrive:
    22/12/2011 19:33:43

    che significa quella frase sulle cene con cassano? non l'ho capita...

  5. inserito da iPhone DARIO81 Scrive:
    22/12/2011 19:09:19

    FRANCO BALDINI E''IL PIU GRANDE DIRIGENTE DI TUTTI I TEMPI .

  6. Milanista_4ever Scrive:
    22/12/2011 18:23:59

    Baldini è uno dei pochi Top Manager italiani.

  7. jekkys Scrive:
    22/12/2011 18:05:38

    vaiiiiiiii tottiiiiiiiii

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