Guidolin avverte l'Udinese: «Questo Cagliari è forte»

Il tecnico friulano non si fida: «Hanno i nostri punti, sono partiti bene, hanno un telaio consolidato, sono una squadra forte, esperta, robusta e di qualità»

sabato 24 settembre 2011

    UDINE - «Questa per me è la partita più difficile». Alla vigilia della trasferta a Cagliari, il tecnico dell'Udinese, Francesco Guidolin, non si nasconde. Dopo i numerosi impegni affrontati finora, con gare disputate ogni tre giorni, la fatica comincia a farsi sentire, con tutte le conseguenze del caso. «Non ci possiamo permettere il lusso di sentire la stanchezza, ma questa per me è la partita più difficile - spiega - dal punto di vista psicologico e della forza del nostro avversario. Cominciano a sentirsi le partite sulle gambe, a San Siro abbiamo speso molto. Sono certo, però, che nessuno sta pensando alla classifica. Non aggiungeremo certo anche questo elemento».

    LA RICETTA - Guidolin, insomma, non vuol sentire parlare ancora di una squadra smaliziata, che ha dimostrato costanza di rendimento nonostante l'ossatura sia cambiata e in rosa ci siano tanti giocatori nuovi e giovani. È ancora troppo presto. «Spero sia vero che questa squadra ha qualcosa di importante, mi auguro lo potremo dire nel prosieguo. Per ora c'è fiducia nel gruppo e il quello che io posso dare al gruppo. Ma ne ho viste tante di squadre partire bene e finire male. Non mi faccio abbagliare da nulla, continuo a lavorare», usa prudenza. E chiede alla squadra «personalità, coraggio e attenzione».

    GLI AVVERSARI - «Il Cagliari in pratica ha i nostri punti. È una squadra partita bene, che negli ultimi anni ha sempre fatto bene e ha un telaio consolidato - dice dei prossimi avversari -. Ficcadenti fa giocare bene la squadra, la rende pericolosa per tutti. È una squadra forte, esperta, robusta e di qualità». A preoccupare, in casa bianconera, comunque è soprattutto far quadrare la formazione di fronte a tanti infortuni.
     
    ABDI NON CONVOCATO - Notizia dell'ultimo minuto è un leggero problema al ginocchio di Abdi, che non lo fa figurare nella lista dei convocati per Cagliari, ma che dovrebbe essere abile e arruolato per la prossima sfida di coppa. Ma in attacco è emergenza pura. Fino alla ripresa del campionato, dopo la sosta, il 16 ottobre, i nomi che si possono fare sono sempre e solo tre: Fabbrini, Di Natale e Torje. «I nomi sono quelli, sto studiando delle nuove soluzioni, ma le sto solo sfiorando dal punto di vista tattico perchè non c'è tempo di provarle. Per questo continuo a ripetere che questa è una stagione delicata».

    DI NATALE E TORJE - Poi un pensiero per i singoli. «Di Natale sta dimostrando la sua professionalità, il suo attaccamento e il suo senso del dovere. Sa che vuole e deve esserci adesso - aggiunge - anche se speravo di potergli dare delle pause perchè non posso tirare troppo la corsa. Sette partite di fila pesano nel lungo». Il tecnico, invece, non si sbilancia su quando si potrà vedere il vero Torje, già soprannominato il Messi della Romania. «Ha bisogno di tempo e di non subire pressioni. È sveglio ma non comprende ancora bene la lingua. Deve migliorare la forma fisica e potremo allenarlo bene solo quando c'è di mezzo la coppa. Si deve adattare a un ruolo nuovo e al calcio italiano. Ci vuole calma e pazienza», ha concluso il tecnico dell'Udinese.

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    1. fiorluchi Scrive:
      24/09/2011 20:12:26

      bisogna dare continuità ai risultati ed è importante cambiare qualche giocatore altrimenti si fanno brutte figure.............come mercoledì

    2. figustefano Scrive:
      24/09/2011 18:54:02

      Bravo Guidolin fai bene a temerci, certo che pure voi non scherzate... Forza Casteddu!!!!

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