Tesser e Bergodi e le
ambizioni della Reggina

La classifica della Bwin non smette di riservare sorprese, anche se non è ancora tempo per giudizi definitivi
ROMA, 6 settembre - Stropicciatevi gli occhi e rileggetela dal basso verso l’alto la classifica di questa Bwin che non smette di riservare sorprese. Tesser e Bergodi issati al vertice e il povero Torino sempre laggiù, non sono frutto del caso, ma nemmeno di disvalori tecnici così evidenti. A pensarci bene, neanche il Vicenza di Maran, arricchito da Abbruscato e non più pieno zeppo solo di giovani di belle speranze, è una sorpresa. Mentre il Portogruaro è spiegabile così: l’ottimo lavoro svolto da Alessandro Calori nelle ultime due stagioni culminate con la promozione sta dando i suoi frutti grazie all’intelligenza di un giovane allenatore come Viviani protagonista per anni sulla panchina del Napoli come vice di Reja. Insomma, nulla capita per caso. Anche se non è ancora tempo per giudizi definitivi, il campionato cadetto è interminabile e alla distanza è ovvio che i valori tecnici sono destinati a fare la differenza e alla fine arriverà chi ha una rosa più ricca di talento e di qualità, oltre che energie nervose che non vanno tuttavia disperse sin d’ora.
La falsa partenza del Toro è da giudicare con clemenza per le tante assenze e i molti cambiamenti che Lerda ha dovuto gestire non senza difficoltà e non sempre nel tempo dovuto. Ma questo Toro ha un’anima che si comincia ad intravedere. Non è stata una formalità riprendere un Crotone al limite della perfezione mandato in scena da Menichini all’Olimpico nell’anticipo di sabato. Qualche errore, ma tanta solidità, soprattutto mentale nell’approccio ad una gara non facile. Sotto questo punto di vista sono evidenti i progressi anche della Reggina di Atzori che liquida il Piacenza e ribadisce le belle prestazioni sciorinate a singhiozzo nel derby di Calabria e a Siena. A proposito dei toscani, c’è da registrare che il derby dell’Ardenza conferma la solidità e l’organizzazione perfetta del Livorno di Pillon che si produce in un primo tempo da applausi e si fa rimontare su una palla inattiva dopo aver ben gestito la ripresa. A Conte il pari va stretto, complice qualche decisione arbitrale opinabile se non proprio errata (fuorigioco e gol annullato a Calaiò). Ma la squadra candidata alla A dagli investimenti societari deve ancora migliorare e trovare il giusto assetto.

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