L'esonero di Novelllino e la fragilità del Bari

Spazzato via dal libeccio abbattutosi sull’Ardenza in prossimità del delicato incrocio con il Brescia del debuttante Alessandro Calori, anche Walter Novellino finisce per ingrossare l’elenco dei tecnici destinati all'esonero in questa stagione nel campionato di serie B

domenica 18 dicembre 2011

ROMA - Spazzato via dal libeccio abbattutosi sull’Ardenza in prossimità del delicato incrocio con il Brescia del debuttante Alessandro Calori, anche Walter Novellino finisce per ingrossare l’elenco dei tecnici esonerati in questa stagione nel campionato di serie B. Stamane, arriverà l’ufficialità, ma Spinelli ha già sentenziato a caldo la fine. La colpa, tuttavia, non è solo del popolare Monzon, che certo, alla quinta sconfitta consecutiva, non poteva sperare in un trattamento diverso da parte del presidente amaranto che pure ha provato a difenderlo sino alla fine. In realtà, aver smantellato il progetto tracciato la scorsa stagione quando l’ex mago di Montemarano ereditò la panchina da Pillon, chiudendo in prossimità dei play off, è stato un errore fatale. Rinunciare a calciatori della sostanza di Iori e Barusso o a guizzanti esterni come D’Alessandro e Surraco si è rivelato un calcolo perdente per il Livorno e i suoi dirigenti. Che non sono riusciti ad evitare nemmeno spaccature profonde all’interno del gruppo e dello spogliatoio: i casi De Lucia e Schiattarella o quello Perticone parlano chiaro. Alle porte della società amaranto bussano ora Gregucci ed Apolloni, più in là c’è Campilongo, l’allenatore che due stagioni fa provò a rifondare anche l’Empoli lasciando buone tracce di sè in Toscana. Sbagliare la scelta adesso potrebbe essere davvero pericoloso, perché il Livorno è scivolato al quart’ultimo posto in classifica e il derby di Grosseto alla ripresa non promette nulla di buono, con i maremmani del Comandante Camilli appostati per vendicare, tra l’altro, la sonante sconfitta nei play off del 2009. Ecco perché non bisogna mai esagerare: nel calcio, prima o poi, ci si ritrova.

BARI E REGGINA AL PALO - Intanto, il sabato di B fa registrare altre clamorose frenate. Prendete il Bari di Torrente, in rete dopo 59 secondi con Dos Santos, trova il bis con una punizione al bacio di De Falco, sfiora ripetutamente il terzo gol e poi si fa rimontare dal Vicenza di Cagni. E’ il guizzante Maiorino ad approfittare del crollo biancorosso e a griffare un pari agevolato da una rete squinternata di Rigoni con la difesa pugliese immobile, quasi paralizzata dall’inspiegabile tensione. La traversa salverà Lamanna nel finale, ma c’è da interrogarsi su come è possibile arrendersi in quel modo.
 
BREDA NON SVOLTA - Non svolta nemmeno Breda. Le prova tutte la Reggina per archiviare una crisi latente. Ma non basta un missile di Emerson a risolvere la situazione. Un palo di Ragusa conferma che il tecnico trevigiano, restato senza Bonazzoli e Colombo alla vigilia, non è nemmeno fortunato. Un rigore del solito Sansone (9º centro, 4º dal dischetto) fissa un pari che fa bene solo al Sassuolo di Pea, inarrestabile lassù. Il secondo posto in attesa dei posticipi (stamane all’ora di pranzo Varese-Verona e domani sera Pescara-Samp all’Adriatico) la dice lunga sulle ambizioni degli emiliani.

L’IMPRESA DEL MODENA - A proposito d’orgoglio, è da sottolineare quello del Modena di Cuttone che serve a piegare il Torino di Ventura, anzi a ribaltarlo. In vantaggio con una prodezza del funambolico Stevanovic, la capolista si fa riprendere da un rigore (contestato) trasformato da Greco e poi battere da un ritrovato Ciaramitaro. Ventura urla, contesatndo entrambe le occasioni lasciate ai modenesi, ma forse deve interrogarsi anche su cosa non va più in una squadra apparsa padrona del campionato e ora in netta flessione.

BRAGLIA E AUTERI IN COPERTINA
- Di orgoglio da vendere ne hanno tanto anche le due matricole campane. La Nocerina di Auteri fa letteralmente passare un pomeriggio da brividi al Padova con Plasmati, ma poi fallisce ripetutamente il colpo del ko. La Juve Stabia di Braglia regola Foscarini al Menti e si arrampica in zona play off. Senza i quattro punti di penalizzazione il tecnico maremmano avrebbe già piazzato il fiato sul collo del Pescara di Zeman. Ma anche così la sua è una piccola impresa. Anzi, una grande rivincita per chi, a inizio stagione, lo criticava apertamente contestandogli di non essere adatto alla B. Il gol alla Maradona del maghetto Erpen, conferma, invece, che gli ipercritici stabiesi si sbagliavano su Piero come su Oracio, altro folletto tra i segreti di una squadra che, soprattutto grazie a Braglia, farà ancora parlare tanto di sè.
 
ASCOLI CORSARO A CROTONE - Non trascorrerà certamente un sereno Natale il Crotone che, nonostante i 24 punti in classifica, in casa non funziona. L’Ascoli di Silva centra allo «Scida» la quarta vittoria esterna della nuova gestione post Castori e continua a risalire il guado. In fondo, la salvezza è solo pochi punti più sù!

Tullio Calzone
2
  1. inserito da iPhone beppe Scrive:
    21/12/2011 12:29:52

    SOLO BARI!!!

  2. inserito da iPhone ale Scrive:
    18/12/2011 20:11:19

    Godo, bari in C

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