Respinto il ricorso: il Toro dovrà giocare a Padova
La gara dovrà riprendere dal 31’ del secondo tempo, dal momento in cui, i riflettori dello stadio del capoluogo veneto avevano cominciato a funzionare ad intermittenza
martedì 13 dicembre 2011
ROMA - Dunque, tutta la verità sul caso Euganeo l’ha rivelata il Giudice sportivo di B rifacendosi al referto arbitrale che, dopo una ridda di ipotesi, alcune delle quali decisamente fantasiose, ha fatto chiarezza su Padova-Torino. La gara dovrà riprendere dal 31’ del secondo tempo, dal momento in cui, i riflettori dello stadio del capoluogo veneto avevano cominciato a funzionare ad intermittenza. Dopo le ripetute interruzioni e il tentativo abortito di proseguire il match il giorno seguente, il 4 dicembre, la società ospite aveva deciso di fare ricorso. Ma un’incredibile leggerezza condanna il Torino che altrimenti avrebbe potuto ottenere lo 0-3 a tavolino e, forse, allungare le mani sulla A.
ERRORE FATALE - Il club granata - stando al referto dell’arbitro - non solo non avrebbe subito formulato una «specifica riserva verbale attraverso il proprio capitano» (ex art. 29, n. 5 Codice di Giustizia Sportiva), ma aveva raggiunto l’accordo di giocare il giorno dopo i restanti minuti del match. Cosicché il ricorso è stato dichiarato inammissibile e Abodi ha fissato la ripresa per domani alle 14,30.
PARERE AUTOREVOLE - Proprio questo comportamento ha inchiodato il Torino che annuncia ricorso alla Corte di Giustizia Federale, ma che difficilmente riuscirà a capovolgere a suo favore l’esito della controversia. «In effetti - spiega il giurista Eduardo Chiacchio, massimo esperto di diritto sportivo e difensore del club di Cairo in occasione della famosa squalifica revocata a Rolando Bianchi per una presunta bestemmia, fatto che consentì all’attaccante di giocare la finale dei play off col Brescia nel 2010 - il comportamento del Torino nell’immediatezza dei fatti, alla luce della sentenza del giudice, appare sconcertante. Dapprima si accorda coi dirigenti del Padova per la ripresa il giorno dopo e poi richiede il pur legittimo 0-3 che sarebbe scaturito dall’art. 17 comma 1 del Cgs.Tale norma stabilisce che la società ritenuta responsabile anche oggettivamente di fatti o situazioni che abbiano impedito la regolare effettuazione di una gara è punita con la perdita della partita, a meno che non dimostri l’eccezionalità dell’evento. Dunque, il fatto stesso che il Torino abbia concordato di riprendere a giocare, ha compromesso le possibilità di avere ragione», conclude il luminare napoletano.

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