Reus, applausi in Germania
e tante offerte dall'estero

Centrocampista del Borussia Moenchengladbach, vent'anni, è bravo in costruzione e arriva spesso al tiro: con cinque gol ha colorato la sua prima stagione in Bundesliga. Viene tenuto sotto ossrevazione da molti club tedeschi, ma anche da Barcellona e Aston Villa
ROMA, 27 marzo - Ai tifosi interisti che hanno la memoria più lunga, quelli legati ai tempi d’oro di Giacinto Facchetti, Sandro Mazzola e Roberto Boninsegna, il Borussia Moenchengladbach ricorda ancora la famosa “partita della lattina”: storia di quasi quarant’anni fa, era il 20 ottobre del 1971, quando i tedeschi vinsero in Coppa dei Campioni per 7-1 contro i nerazzurri. Risultato mai omologato dall’Uefa perché sul 2-1, al minuto numero 29, Boninsegna fu colpito alla testa da una Coca-Cola lanciata dagli spalti del Bökelbergstadion di Moenchengladbach. La ripetizione della gara si giocò a Berlino e finì 0-0 con le parate di un giovane Ivano Bordon: l’Inter si qualificò per i quarti grazie al 4-2 ottenuto a San Siro il 3 novembre.
CINQUE SCUDETTI E DUE COPPE UEFA - Il Borussia ha vissuto la sua epoca speciale negli Anni Settanta: un decennio magico, in attesa di conoscere una crisi profonda e di navigare sempre in acque agitate. È stata la prima squadra tedesca a festeggiare due titoli di fila in Bundesliga (nel 1970 e nel 1971). Ha vinto cinque scudetti fra il 1970 e il 1977, dominando la scena anche in Europa: ha conquistato due volte in Coppa Uefa (nel 1975 contro il Twente e nel 1979 contro la Stella Rossa di Belgrado). Successi a catena che portano le firme di due maestri della panchina: Hennes Weisweiler e Udo Lattek.
In quel periodo il Borussia fu soprannominato “Fohlen-Elf”, la squadra dei puledri, anche per la serie di talenti che aveva saputo valorizzare: dal terzino Berti Vogts, eletto giocatore dell’anno nel 1970, al biondo centrocampista Gunter Netzer, ceduto poi nel 1973 al Real Madrid, fino alla mezzala Rainer Bonhof e al centravanti Jupp Heynckes, primo calciatore del Borussia a vincere la classifica dei cannonieri in Bundesliga nel 1974 con 30 gol (primato centrato anche l’anno seguente con 27 reti). Una lista arricchita dal danese Allan Simonsen, attaccante esterno dal dribbling fantastico, piccolo (un metro e 69) e micidiale in contropiede, prelevato nel 1972 dal Vejle e venduto più avanti a prezzi importanti - nel 1979 - al Barcellona: fu premiato anche con il Pallone d’oro (1977), dopo che l’anno precedente lo aveva ricevuto il mitico Franz Beckenbauer, libero del Bayern Monaco e della Germania Ovest.
SCHEMI AD ALTA VELOCITA’ - Era un Borussia competitivo e dal gioco esplosivo, il suo calcio era spregiudicato e spettacolare: corsa, potenza, sovrapposizioni sulle fasce, ritmi sempre alti. Più avanti ha conosciuto una lunga fase di declino, ma rispetto al periodo degli applausi e dei riconoscimenti internazionali, il club di Moenchengladbach ha saputo conservare una tradizione positiva a livello di settore giovanile. Anche Lothar Matthaeus, prima di firmare per il Bayern, aveva cominciato con la maglia bianco-nero-verde. E più avanti il Borussia ha saputo lanciare giocatori di buon livello come Uwe Rahn, capocannoniere della Bundesliga con 24 gol nel 1986-87, come il portiere Uwe Kamps (390 presenze fra il 1982 e il 2005), come il mediano Stefan Effenberg (due anni alla Fiorentina, dal 1992 al 1994). Tante scoperte, fino agli ultimi due prodotti messi in vetrina e ceduti nella scorsa estate: il trequartista Marko Marin, classe ’89, passato al Werder Brema, e il centrocampista Alexander Baumjohann (1987), preso dal Bayern Monaco e prestato a gennaio allo Schalke 04.
LA SCALATA DI REUS - La forza del vivaio e delle idee: ecco da dove arriva la spinta per il Borussia, che ora si prepara a mettere in mostra un altro ragazzo molto interessante. Si chiama Marco Reus, ha vent’anni, è un centrocampista che costruisce e arriva spesso anche al tiro: con cinque gol ha colorato la sua prima stagione in Bundesliga. E’ stato preso in estate da una società tedesca di serie B, il Roth Weiss Ahlen, ed è riuscito subito a imporsi. Piace ai club più ricchi di Germania, ma il suo nome viene tenuto sotto osservazione anche dal Barcellona e dall’Aston Villa.
È costato novecentomila euro. E il prezzo del suo cartellino, nello spazio di pochi mesi, si è moltiplicato: Christian Wuck, ex mediano del Karlsruhe, e Stefan Emmerling sono stati i tecnici che l’hanno visto crescere nel Roth Weiss Ahlen. Reus è elegante e veloce, non si limita soltanto a dettare i tempi della manovra e a svolgere compiti da regista: a volte punta il suo controllore e lo supera in dribbling. Con le sue accelerazioni garantisce la superiorità numerica al Borussia Moenchengladbach, che si avvia a centrare una tranquilla salvezza: la squadra allenata da Michael Frontzeck, 45 anni, ex terzino, dopo ventisei giornate di campionato ha nove punti di vantaggio sulla terz’ultima in classifica, il Norimberga.
Reus ha personalità e carattere: in Germania lo hanno paragonato al primo Bernd Schuster, perché ha facilità di corsa e buona mira. Ha un tiro potente dalla lunga distanza. Nel Borussia si muove davanti alla difesa, ma a fare filtro ci pensano i due mediani che si muovono ai suoi fianchi, l’americano Michael Bradley e il tedesco Torben Marx. Reus si spinge spesso sulla trequarti e prova la conclusione da fuori area: l’ultimo gol l’ha segnato venerdì scorso sul campo del Colonia, quando il tecnico Frontzeck l’ha schierato fin dall’inizio in una posizione più avanzata, da rifinitore, alle spalle dell’unica punta Rob Friend, canadese, classe ‘81, tre gol in Bundesliga.
LA SUA STORIA - Reus è nato a Dortmund il 31 maggio del 1989. A livello muscolare è ancora in fase di evoluzione: alto un metro e 80, pesa intorno ai 70 chili. Deve completare il processo di potenziamento, ma ha enormi potenzialità e al primo esame vero non ha avuto indugi o difficoltà: l’ha superato a pieni voti. E’ chiaro che ha ancora vent’anni ed è alla ricerca di una maturazione anche sotto il profilo tattico. A cominciare dal ruolo: può fare il regista e la mezzapunta. Reus ha già incantato con la maglia della nazionale tedesca under 21 e spera ancora di trovare un posto nella lista del ct Joachim Loew per il Mondiale in Sudafrica.
Nella serie B tedesca, prima di sbarcare al Borussia, aveva totalizzato quarantatré presenze e cinque gol con il Rot Weiss Ahlen fra il 2007 e il 2009. Nel 2006 era arrivato all’Ahlen dal Post Sv Dortmund. E ora in Bundesliga ha preso quota con la disinvoltura di chi può davvero regalarsi una carriera dorata. Ventisei partite nella serie A tedesca e cinque gol, il primo dei quali al Mainz (28 agosto 2009, quarta giornata). Ha lasciato poi il segno contro l’Amburgo, lo Schalke 04, il Werder Brema e il Colonia. Uno spettacolo che è appena cominciato, in considerazione delle offerte ricevute dalla SportsTotal, la società di procuratori che lo gestisce: una struttura che cura gli interessi di tanti altri giovani promesse come il fantasista Toni Kroos, vent’anni, stella del Bayer Leverkusen (ma di proprietà del Bayern Monaco), e il difensore centrale Benedikt Howedes, ventidue anni, pilastro dello Schalke 04.

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