Tra City e United è derby
per il 19enne Rodwell

Centrocampista che all'occorrenza può spostarsi anche in difesa, fa filtro e sa proporsi in avanti. L'Everton lo ha messo sotto contratto fino al 2015, ma è pronto a venderlo al miglior offerente. Dopo il Mondiale Capello ha già deciso di portarlo in nazionale maggiore
ROMA, 13 giugno - Era ancora un bambino, un piccolo tifoso dell’Everton, quando il papà (Malcolm) lo aveva accompagnato per il provino al Goodison Park, lo stadio-museo dei Blues, dove all’ingresso c’è la statua di William Dixie Dean, il centravanti che detiene dal 1928 il record di capocannoniere con sessanta gol del campionato inglese. E proprio come Wayne Rooney, ceduto per trentanove milioni di euro nel 2004 al Manchester United, anche Jack Rodwell può trasformarsi adesso in un’altra favolosa plusvalenza per l’Everton: ha diciannove anni, è un mediano potente e robusto, che viene utilizzato a volte dal tecnico David Moyes nel ruolo di difensore centrale. Titolare della nazionale Under 21, medaglia d'argento all'ultimo Europeo di categoria, Rodwell viene tenuto in grande considerazione da Fabio Capello ed è il giovane più richiesto della Premier League. Lunga la lista delle società che si sono fatte avanti: dal Manchester United di Alex Ferguson al Manchester City di Roberto Mancini, ma anche il Chelsea di Carlo Ancelotti e l’Arsenal di Arsène Wenger hanno bussato alla porta del club di Liverpool.
DERBY A MANCHESTER - Rodwell, alla fine di maggio, ha prolungato di un anno il suo contratto con i Blues e ora la scadenza è fissata al 30 giugno del 2015: una mossa che rafforza il peso dell’Everton al tavolo delle trattative. Il presidente dell’Everton, Bill Kenwright, attore e produttore teatrale, ha in mente di tenerlo a Liverpool fino alla prossima estate. Ma l’asta è già cominciata e il tentativo più recente l’ha portato avanti il Manchester United, nella speranza di garantirsi almeno un diritto di prelazione sul cartellino di Rodwell. Il discorso è stato rinviato, però Ferguson vanta un canale preferenziale con l’Everton e conta di spuntarla anche questa volta, come era già capitato con Rooney.
DUTTILITA' - Centrocampista o difensore: ecco l’identikit di Rodwell, che si è imposto in Premier League giocando quasi sempre nella posizione di mediano. Cattura tanti palloni, è forte nei contrasti, chiude ogni varco: è un leader. È uno scudo, tampona e riparte: comanda la fase di pressing, è rapido, ha scatto e resistenza. È alto un metro e 88 (per un peso di 76 chili), ha un passo lungo che gli consente di sfruttare al massimo la sua forza atletica e di anticipare gli avversari. Ha cominciato nelle giovanili dell’Everton facendo il difensore, però è a centrocampo che ha trovato la sua precisa identità, anche se Moyes ha continuato a riportarlo dietro nei momenti di emergenza.
TAPPE BRUCIATE - È stato tesserato dall’Everton a undici anni. In precedenza aveva giocato nella Farnborough Road Junior School e nel Birkdale United, dove il manager Ste Cattlin gli aveva subito pronosticato una carriera importante. Jack Rodwell, nato a Birkdale l’11 marzo del 1991, ha bruciato ogni tappa. A quattordici anni si allenava già nell’Under 18 dell’Everton, e nella stagione successiva si era meritato la promozione nella squadra Riserve. Ha debuttato in Europa League contro l’Az Alkmaar a sedici anni e 284 giorni, vincendo 3-2 in Olanda: dieci minuti in campo, gli ultimi, in sostituzione del danese Gravesen, ex Real Madrid. Ma la data che non può dimenticare è quella del 9 marzo del 2008, quando ha esordito in Premier League con il Sunderland, entrando a tre minuti dalla fine al posto di Cahill: vittoria per 1-0 con un gol di Andrew Johnson, ora al Fulham.
PRESTO IN NAZIONALE MAGGIORE - Come Rooney, anche Rodwell è cresciuto con i poster in camera dell’Everton e con una tifosa speciale: mamma Carol. Ha un vincolo profondo con i Blues: mai un messaggio ai club più quotati, mai un segnale di apertura nei confronti dei suoi estimatori, mai una parola sbagliata. Saranno i dirigenti a decidere il suo futuro: gratitudine e rispetto. Dopo il Mondiale in Sudafrica, Rodwell entrerà a far parte della nazionale inglese di Fabio Capello in vista dell’Europeo del 2014 in Polonia e Ucraina. Nell’ultima stagione ha messo insieme trentasei presenze: ventisei partite e due gol (al Manchester United, con un bolide da fuori area, e all’Hull City) in Premier League; otto gare in Europa League con una doppietta nel preliminare con il Sigma Olomouc; due in Coppa di Lega.
FILTRA E PROPONE - L’Everton è la squadra che ha espresso il calcio più brillante nello scorso torneo, almeno fino a marzo. La squadra di Moyes si è piazzata all’ottavo posto e Rodwell è stato utilizzato quasi sempre a centrocampo. È un giocatore che fa filtro e prende l’iniziativa, assicurando anche una preziosa spinta. È bravo nei colpi di testa, con le sue accelerazioni cerca il corridoio per proporsi a ridosso degli attaccanti. Ha un tiro potente dalla lunga distanza.
IL SUO IDOLO È FERDINAND - Rodwell ha sempre fatto parte delle nazionali giovanili: è stato il capitano dell’Under 16, poi si è distinto nell’Under 17 e nell’Under 18, trovando adesso spazio nell’Under 21 guidata da Stuart Pearce, ex terzino-rigorista del Nottingham Forest (12 stagioni, 401 presenze e 63 gol) e dell’Inghilterra (78 partite e 5 reti dal 1987 al 1999). Il debutto nell’Under 21 risale al 19 marzo del 2009 contro la Francia, mentre il suo primo gol l’ha firmato nella gara con l’Azerbaigian. «Posso fare il mediano, oppure posso muovermi in difesa. Il mio idolo? Rio Ferdinand (il centrale del Manchester United e dell’Inghilterra, ndr)», ha dichiarato in passato al Sun.
DUE GOL CON L'UNDER 21 - Otto le partite di Rodwell con l’Under 21 di Pearce. Due i gol: il secondo l’ha realizzato contro la Germania durante l’Europeo di categoria, un anno fa in Svezia, quando l’Inghilterra è arrivata seconda ed è stata sconfitta in finale proprio dai tedeschi, allenati da Horst Hrubesch.

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