El Arabi, il gioiello che ha fatto piangere Deschamps

Un gol di questo atipico centravanti di origine marocchina ha permesso al Caen di rovinare il debutto in Ligue 1 da campione di Francia del Marsiglia. Ventitrè anni, buoni fondamentali e tanto dinamismo, può fare anche la mezzapunta

ROMA, 8 agosto - Erano sette anni che la squadra campione di Francia non perdeva all’esordio in Ligue 1: il Lione, nel 2003, era uscito sconfitto (1-0) sul campo del Lilla, mentre sabato è stato il neopromosso Caen a rovinare il debutto del Marsiglia, allenato da Didier Deschamps. Una partita decisa a tre minuti dalla fine da Youssef El Arabi, che ha firmato il gol del 2-1 e ha rispedito a casa in silenzio i 56.000 spettatori dello stadio Velodrome. Ventitré anni, passaporto francese e origini marocchine, El Arabi è un centravanti di movimento che può fare anche la mezzapunta: buoni fondamentali, dribbling stretto e dinamismo. Si è guadagnato la copertina della prima giornata: è diventato il personaggio nuovo della Ligue 1, il giocatore con più titoli sui giornali francesi, ma già nella scorsa stagione si era messo in evidenza in serie B, contribuendo alla promozione del Caen con undici reti e otto assist in trentaquattro gare.

STORIA CURIOSA - Ha una storia curiosa e ha già richiamato l’attenzione di diversi club, dallo Sporting Lisbona al Bordeaux. El Arabi è arrivato al grande calcio dopo un tragitto lungo e particolare: nel settembre del 2008 era stato convocato nella nazionale francese under 21 di calcetto. E tre mesi più tardi, il 21 dicembre, aveva debuttato con il Caen in Ligue 1 contro il Lione: tredici minuti al posto di Pablo Barzola, in una gara persa 1-0. L’allenatore era Franck Dumas. Solo tre presenze, in quella stagione conclusa con la retrocessione della squadra rossoblù. Poi, nel 2009-10, El Arabi si è conquistato uno spazio fisso nel Caen e alla fine si è rivelato uno dei giovani più interessanti della Ligue 2: il suo primo gol da professionista l’ha realizzato lo scorso 14 agosto contro il Bastia fuori casa, allo stadio Armand-Cesari.

CRESCIUTO NEL CAEN - È nato a Caen il 3 febbraio del 1987. È alto un metro e 82 per un peso-forma di 75 chili. Franco-marocchino come Marouane Chamack, classe 1984, che in estate ha lasciato a parametro zero il Bordeaux per trasferirsi all’Arsenal, El Arabi è cresciuto nel centro di formazione del Caen, allo stadio Malherbe. Un percorso iniziato quando aveva quindici anni. Nel 2004 si è poi trasferito all’Uson Mondeville, club di un sobborgo di Caen che partecipa a un campionato equivalente alla nostra serie D. Tre stagioni e il ritorno al Caen, che nel 2007 ha deciso di scommettere sul talento di El Arabi facendogli sottoscrivere un contratto fino al 2012. E proprio Youssef, maglia numero 15, nello scorso torneo di B, con Patrice Garande in panchina, ha fatto la differenza: undici gol, miglior cannoniere dei rossoblù, e anche otto assist.

CENTRAVANTI ATIPICO - Non è un centravanti classico: El Arabi arretra spesso sulla trequarti, va a prendersi il pallone, partecipa alla manovra, gioca di sponda con i compagni, è altruista. Ma questo tipo di lavoro non lo penalizza in fase conclusiva: nell’ultimo anno ha segnato con regolarità. El Arabi, adesso, vuole regalare la salvezza al Caen in attesa di lanciarsi in qualche nuova avventura.

I "SUOI" ALLENATORI - Due gli allenatori più importanti per la sua maturazione: Dumas gli ha spalancato nel 2008 le porte della Ligue 1 ed è diventato dalla scorsa estate il primo assistente di Garande, il tecnico che ha aiutato El Arabi a dare una svolta decisiva alla carriera. Ora il talento del Caen ha un anno per continuare a stupire: il gol che ha condannato il Marsiglia lo considera soltanto il primo passo.

Stefano Chioffi
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