Leandro Damiao, il nuovo
centravanti della Seleçao

Gioca nell’Internacional di Porto Alegre, ha quasi 22 anni e ha segnato 21 gol nell’ultima stagione fra Brasileirao, Coppa Libertadores e campionato Gaucho. Lo allena Paulo Roberto Falcao. Anche la Roma si è informata su Leandro Damiao, che il ct Menezes potrebbe convocare nella nazionale brasiliana per la prossima Coppa America, in programma dal primo luglio in Argentina

ROMA, 13 maggio - La Roma si è informata su Leandro Damiao, il nuovo centravanti dell’Internacional di Porto Alegre. L’idea è stata di Walter Sabatini, che si prepara a diventare il direttore sportivo della società giallorossa, dopo l’ingresso di Thomas DiBenedetto e della cordata americana. Una prima presa di contatto, un’altra soluzione da lasciare aperta sul tavolo, in attesa della scelta del tecnico e di definire le strategie. Buone le referenze raccolte su Leandro Damiao, che nell’Internacional è allenato da Paulo Roberto Falcao, campione d’Italia con la Roma di Nils Liedholm nel 1983.

COPPA AMERICA - Ha quasi ventidue anni, è nato il 22 luglio del 1989 ed è già entrato nel giro della Seleçao, guidata dal ct Mano Menezes e pronta a lanciare la sfida all’Argentina di Messi e all’Uruguay di Cavani nella prossima Coppa America, in programma fra cinquanta giorni nella terra di Maradona. Leandro Damiao ha esordito nell’amichevole del 27 marzo contro la Scozia, vinta 2-0 dal Brasile e decisa da una doppietta di Neymar, il fenomeno del Santos. Ha buone possibilità di trovare posto nella lista dei convocati per l’avventura in Argentina.

L’IDENTIKIT - E’ un centravanti dalle caratteristiche particolari: è una prima punta, domina l’area di rigore, ha un fisico robusto, è bravo di testa, ma è anche agile e rapido, così come ha una mobilità che complica ancora di più i compiti di un difensore. Non offre riferimenti, arretra spesso, va a cercarsi il pallone, ha scatto e progressione, supera in velocità l’avversario. Non colpisce per la sua tecnica, è un attaccante differente rispetto a Neymar, abile anche nei ricami. Leandro Damiao sorprende per la sua completezza, per la sua maturità tattica, per la sua capacità di fare reparto da solo e nello stesso tempo di lavorare per il collettivo, perché si allarga sulla fascia, apre varchi per l’inserimento dei centrocampisti. Somiglia a Luis Fabiano, che ha lasciato il Siviglia per indossare la maglia del San Paolo. Stessa struttura muscolare, stessa potenza abbinata a un’agilità rara da trovare in un centravanti alto un metro e 87 e pesante 84 chili.

7 GOL NEL BRASILEIRAO - Leandro Damiao è scaltro, sfrutta il minimo errore, ha forza e opportunismo, protegge il pallone con i gomiti e con le spalle. Sta segnando con grande regolarità. Nello spazio di un anno si è guadagnato un posto da titolare e ha fatto finire in panchina l’argentino Cavenaghi, che in estate aveva salutato il Bordeaux nel tentativo di rilanciarsi in Sudamerica. Ha realizzato sette gol in venticinque partite nel Brasileirao 2010, quando non era ancora titolare. Si è sbloccato contro l’Atletico Clube Goianense, ha messo la sua firma poi nelle gare con il Botafogo, il Gremio Prudente, il San Paolo, il Santos, nella sfida di ritorno con l’Atletico Clube Goianense e ha chiuso il cerchio con l’Avaì.

CAMPIONATO GAUCHO - Ha una solidità e una continuità di rendimento che gli hanno fatto raggiungere livelli importanti: ha i mezzi per proporsi anche nel calcio europeo. Era atteso con curiosità nel campionato “Gaucho”, il torneo dello Stato di Rio Grande do Sul. E Leandro Damiao si è confermato conme uno dei centravanti più interessanti e validi dell’ultima generazione. Ha realizzato otto gol nella prima fase del “Gaucho”, trascinando più avanti l’Internacional di Porto Alegre in finale con il Gremio. Ha fatto la differenza contro il Santa Cruz e ha messo il suo timbro anche nella gara d’andata con il Gremio di Renato Portaluppi, altro ex giocatore della Roma. Leandro Damiao è a quota dieci nella classifica dei cannonieri e Falcao si aggrapperà a lui domenica per provare a conquistare il titolo “Gaucho”: la gara d’andata è stata vinta dal Gremio in trasferta per 3-2.

CONTRATTO FINO AL 2016 - L’Internacional l’ha subito blindato con una clausola di cinquanta milioni di euro. Una cifra fuori da ogni logica di mercato, ma che consente al club di Porto Alegre di poter controllare il destino di questo centravanti, rafforzando così il suo ruolo al tavolo delle trattative. Leandro Damiao ha prolungato il contratto fino al 2016 e il suo cartellino, in base alle valutazioni dei dirigenti biancorossi, ha un prezzo reale che oscilla fra i dieci e i dodici milioni di euro. Si è fatto ammirare in Brasile, così come si è distinto anche nella Coppa Libertadores, realizzando quattro gol nelle partite con i Jaguares de Chiapas (Messico), il Club Jorge Wilstermann (Bolivia), l’Emelec (Ecuador) e il Penarol (Uruguay). L’Internacional è stato eliminato, ma la vetrina della Coppa Libertadores ha permesso a Leandro Damiao di aumentare il suo grado di popolarità fra i dirigenti dei club europei.

L’ESPERIENZA IN SERIE C - E’ nato a Jardim Alegre, comune dello stato brasiliano di Paranà. E prima di affermarsi ha dovuto affrontare diverse tappe, accettando di lasciare presto la sua famiglia. A diciassette anni era ancora un talento da strada, giocava nei campi alla periferia di San Paolo. La svolta è arrivata nel 2007, quando è stato notato dagli osservatori dell’Atletico Ibirama e ha traslocato nello stato di Santa Catarina. Dopo pochi mesi è stato girato in prestito alla Sociedade Desportiva XV de Outubro e ha disputato il campionato nazionale di serie C. Poi, tra il 2008 e il 2009, ha fatto altre esperienze nel Nautico Marcilio Dias e nella Cidade Azul, piccole realtà che gli hanno consentito comunque di crescere e di farsi scoprire dall’Internacional di Porto Alegre, pronto a tesserarlo due anni fa e a inserirlo nella squadra Primavera. Leandro Damiao ha iniziato subito a segnare con frequenza dimostrando di possedere la stoffa giusta per lanciarsi nel professionismo.

QUEL TORNEO IN ITALIA
- Nel 2009, appena arrivato nell’Internacional, Leandro Damiao si era messo in luce anche in un torneo giovanile in Italia. Nel Città di Torino aveva trascinato il club di Porto Alegre alla conquista del trofeo e aveva anche vinto la classifica dei marcatori con tredici reti. E’ stato il tecnico uruguaiano Jorge Fossati a portarlo nella squadra maggiore. Leandro Damiao, nella prima fase, aveva fatto la riserva ad Alecsandro. Il salto di qualità di questo centravanti è coinciso con l’arrivo in panchina di Celso Roth. Così come il primo grande lampo della sua carriera è stato rappresentato dal gol nella Coppa Libertadores del 2010 contro i messicani del Chivas Guadalajara: un gol da incorniciare, dopo una magistrale azione in contropiede e una discesa di cinquanta metri. Con Roth ha superato la concorrenza di Alecsandro, autore di 24 gol in 48 partite con l’Internacional. Gli ha tolto il posto e a gennaio Alecsandro è stato ceduto al Vasco da Gama.
 
IN COPPIA CON SOBIS - Leandro Damiao è abituato a giocare in un 4-4-2, affiancato da Rafael Sobis, rientrato in Brasile dopo un’esperienza complicata in Spagna nel Betis Siviglia e dopo la medaglia di bronzo conquistata con la nazionale verdeoro alle Olimpiadi del 2008 a Pechino. Leandro Damiao ha trovato subito una buona intesa con Sobis, che è arrivato all’Internacional con la formula del prestito: il cartellino appartiene all’Al Jazira, club degli Emirati Arabi. Alle loro spalle si muove Andres D’Alessandro, cresciuto nel River Plate con Cavenaghi, che a Porto Alegre ha accettato in silenzio di fare il centravanti di scorta.

JUVE E SHAKHTAR - Non piace soltanto alla Roma. Anche la Juventus, attraverso il direttore sportivo Fabio Paratici, ha raccolto notizie su questo centravanti, che interessa inoltre al Bayer Leverkusen e allo Shakhtar Donetsk, sempre attento alle novità brasiliane: dopo aver portato Douglas Costa in Ucraina, ora Lucescu sta provando a far percorrere a Leandro Damiao lo stesso tragitto. Falcao lo considera una delle migliori espressioni del calcio sudamericano e lavora per trattenerlo almeno un’altra stagione all’Internacional. Con Celso Roth, predecessore in panchina dell’ex centrocampista della Roma, Leandro Damiao aveva partecipato alla sfortunata avventura ad Abu Dhabi nel mondiale per club, vinto poi in finale dall’Inter di Rafa Benitez. A eliminare a sorpresa l’Internacional era stato il Mazembe, club congolese, travolto per 3-0 dai nerazzurri con i gol di Pandev, Eto’o e Biabiany.

Stefano Chioffi
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