Sigurdsson, un islandese conquista la Bundesliga

E’ una mezzala, ha ventuno anni e gioca nell’Hoffenheim: nella sua prima stagione in Germania ha segnato nove gol e regalato tre assist. E’ stato scoperto nella scorsa estate nel Reading, serie B inglese. Buona tecnica, corsa, resistenza e un tiro potente da fuori area. E’ stato fra le sorprese dell’ultimo campionato tedesco

    ROMA, 17 giugno - Nella classifica della Fifa, che è lo specchio dei valori attuali, l’Islanda occupa il centosedicesimo posto: non si è mai qualificata per la fase finale del Mondiale e dell’Europeo. A quelle latitudini il calcio rappresenta ancora una realtà circoscritta, lontana dai grandi circuiti. Ma nell’ultimo decennio, comunque, l’Islanda ha saputo esportare giocatori di buon livello come il centravanti Eidur Gudjohnsen, lanciato dal Valur, club di Reykjavik, e capace di regalarsi una brillante carriera: è stato due stagioni al Psv Eindhoven, ha disputato sei campionati nel Chelsea, altri tre nel Barcellona e ora, a trentatré anni, si è tolto la soddisfazione di centrare una promozione con lo Swansea, prima società gallese ad aver varcato la soglia della Premier League.

    CURIOSITA’ - Una lenta e progressiva crescita, quella del calcio islandese, testimoniata anche dall’ingresso della nazionale under 21, guidata da Eyjolfur Sverrisson, alla fase finale dell’Europeo di categoria che si sta svolgendo in questi giorni in Danimarca. Un traguardo raggiunto anche grazie agli attaccanti Johann Gudmundsson (classe 1990), già tesserato dai dirigenti olandesi dell’Az Alkmaar, autore di sei gol nelle qualificazioni, e di Alfred Finnbogason (1989), a segno cinque volte e acquistato in Belgio dal Lokeren.
     
    LA SORPRESA - Ma il nuovo ambasciatore del calcio islandese è diventato, nello spazio di pochi mesi, Gylfi Sigurdsson, ventuno anni, nato a Reykjavik, centrocampista dell’Hoffenheim, alto un metro e 86 (per 77 chili di peso), elegante e potente, cinque reti con la maglia dell’Islanda Under 21. Nella sua prima stagione in Bundesliga si è ritagliato subito un ruolo importante, rivelandosi uno dei migliori stranieri sbarcati in Germania nell’ultimo anno. E’ una mezzala completa e moderna: ha buona visione di gioco, un forte tiro dalla lunga distanza, ha superato con personalità l’impatto con un campionato esigente e selettivo. Sigurdsson ha segnato nove reti e firmato tre assist: è considerato uno dei giovani più interesanti della Bundesliga.

    LE PLUSVALENZE - L’Hoffenheim ha chiuso il torneo all’undicesimo posto. E’ la stessa società che aveva scoperto in passato il centravanti Vedad Ibisevic, ventisei anni, bosniaco, trentasette gol nelle ultime tre stagioni. L’Hoffenheim lo aveva preso nel 2007 dall’Alemannia Aaachen e oggi Ibisevic è uno dei pezzi pregiati del mercato tedesco. E’ un club che ha avuto spesso brillanti intuizioni: ha valorizzato dal 2008 un talento come la mezzapunta Carlos Eduardo, 23 anni, pescato nel Gremio e rivenduto nella scorsa estate al Rubin Kazan per venti milioni di euro. E in quest’ottica va inserita la plusvalenza legata a Luiz Gustavo, classe 1987, difensore centrale, ceduto al Bayern Monaco a gennaio per quindici milioni di euro. Appartiene all’Hoffenheim anche il cartellino della punta Dema Ba, classe 1985, senegalese con passaporto francese, sette gol nell’ultima stagione in prestito al West Ham, entrato nei piani della Fiorentina.

    L’IDENTIKIT - Gli sono bastate ventinove presenze in Bundesliga per superare quella cortina di diffidenza che aveva accompagnato il suo arrivo. Sigurdsson è un destro naturale che si adatta a giocare anche sulla fascia sinistra: può fare l’intermedio in una linea a tre di centrocampo, così come l’esterno in un 4-4-2. Si sgancia spesso, a volte è stato impiegato da trequartista. Ma l’islandese non è un numero dieci, un rifinitore, anche se arriva alla conclusione con grande frequenza. Qualità e grinta. E’ una mezzala che accende la manovra con i suoi lampi da mezzapunta, ma l’islandese riesce a dare un valore pieno, rotondo, al suo ruolo: fa pressing e filtro, si lancia nei contrasti, cattura palloni e li distribuisce. Garantisce corsa, forza atletica, resistenza, generosità. Splendido il suo gol contro il Mainz, nella settima giornata, con un bolide da venticinque metri all’incrocio dei pali. L’Hoffenheim lo aveva acquistato per quasi sette milioni di euro alla fine di agosto: Sigurdsson giocava nel Reading, nella serie B inglese: aveva già segnato due gol (contro lo Scunthorpe United e il Leicester City) in quattro partite. In Germania ha concluso il campionato a quota nove nella classifica dei cannonieri: mai un giocatore islandese aveva realizzato così tante reti in un anno di Bundesliga. Sigurdsson ha festeggiato anche una doppietta, alla decima giornata, contro l’Hannover 96. E si è distinto nella Coppa di Germania, sbloccando il risultato in occasione del 2-0 sul Borussia Moenchengladbach.
     
    LA STORIA - Con l’Hoffenheim ha sottoscritto un contratto fino al 2014. Ha iniziato l’avventura tedesca con il tecnico Ralf Rangnick e l’ha proseguita da gennaio con Marco Pezzaiuoli, nato a Mannheim e figlio di emigranti italiani. Gylfi Sigurdsson indossa la maglia numero undici. E’ nato il 9 settembre del 1989. Ha cominciato a giocare in Islanda nella scuola-calcio dell’Hafnarfjorour e più avanti è stato tesserato dal Breidablik, che proprio nel 2010 ha conquistato il primo scudetto della sua storia. Nel Breidablik è rimasto fino all’età di quindici anni, quando è stato notato dagli osservatori del Reading. Si è trasferito così, giovanissimo, in Inghilterra, nella contea di Berkshire. Ha lavorato per tre stagioni nel settore giovanile del Reading. Poi è stato ceduto in prestito allo Shrewsbury Town, al Crewe Alexandra e nel 2009 è tornato al Reading per fare il titolare: trentotto presenze e sedici gol nella serie B inglese, prima con Brendan Rodgers in panchina e più avanti sotto la guida di Brian McDermott. Sempre l’anno scorso, con il Reading, si era fatto ammirare in Coppa d’Inghilterra (tre reti contro il Liverpool, il Burnley e il West Bromwich Albion) e in Coppa di Lega (a segno contro il Burton Albion).

    Stefano Chioffi
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