Sturridge, la faccia nuova del Chelsea di Villas Boas

È un attaccante esterno, ha ventidue anni, ha segnato sette gol in Premier League ed è diventato titolare nel club londinese dopo l’arrivo in panchina di Villas Boas. Lunedì sera ha fatto la differenza nella sfida con il Manchester City, che nel 2009 lo aveva lasciato andare via a parametro zero: ha firmato l’assist del pari di Meireles e si è procurato il rigore decisivo (2-1), trasformato da Lampard. E’ stato il grande protagonista della prima sconfitta in questo campionato di Mancini, che in precedenza aveva raccolto dodici vittorie e due pareggi. E’ molto apprezzato dal ct Fabio Capello ed è in corsa per la convocazione al prossimo Europeo in Ucraina e Polonia. In Champions affronterà il Napoli

giovedì 15 dicembre 2011

ROMA - Ha un debito di riconoscenza nei confronti di André Villas Boas, che si è fatto una cultura studiando gli schemi di Bobby Robson e Josè Mourinho, in attesa di diventare il più giovane allenatore ad aver vinto una coppa europea, all’età di 33 anni, con il Porto di Falcao e Hulk. E’ stato Villas Boas a promuoverlo titolare nel Chelsea e lui, Daniel Sturridge, lo sta aiutando a tenersi alla larga dai malumori di Roman Abramovich. Lunedì sera gli ha salvato il posto in panchina e ha fatto un dispetto al Manchester City, che nel 2009 lo aveva lasciato partire a parametro zero e ora lo osserva nel Chelsea fra rimorsi e rimpianti. Sturridge è il personaggio della settimana in Inghilterra e si prepara ad affrontare il Napoli in Champions: ha ventidue anni, è un attaccante esterno, ha segnato sette gol in Premier League, ha origini giamaicane e rientra nei progetti del ct Fabio Capello, che potrebbe convocarlo a sorpresa per l’Europeo in Polonia e Ucraina. Allo Stamford Bridge, nel posticipo della 15ª giornata, ha cambiato faccia alla sfida con il City, che era passato subito in vantaggio con Mario Balotelli, salito a quota otto nella classifica dei cannonieri: Sturridge ha regalato al portoghese Raul Meireles il pallone del pareggio e nel finale si è procurato il rigore della vittoria, mandando sul dischetto Frank Lampard, che Mourinho vorrebbe portare al Real Madrid.

IL RISCATTO - Un raggio di luce per il Chelsea, che ha accusato qualche battuta a vuoto in campionato (è terzo, a sette punti di distacco dal City) e ha rischiato le penne in Champions, conquistando solo sul filo di lana la qualificazione agli ottavi nello spareggio con il Valencia. Una brusca frenata, invece, per il gruppo di Mancini, che nel giro di cinque giorni si è ritrovato a traslocare in Europa League (per merito del Napoli) e a convivere con la prima sconfitta in Premier, dopo dodici successi e due pareggi.

LA RIVELAZIONE - Sturridge ha restituito serenità ad André Villas Boas, che finora ha un po’ deluso le aspettative di Roman Abramovich, rimasto stregato nella scorsa stagione dai trionfi ottenuti dal tecnico al timone del Porto: scudetto, Europa League, Coppa e Supercoppa del Portogallo. Ha fatto la differenza contro il City, ha tenuto sempre sotto pressione il terzino francese Gael Clichy, ha lavorato sulla fascia con una generosità infinita, garantendo un sostegno costante a Didier Drogba ma anche ai centrocampisti.

SCATTO E PROGRESSIONE -E’ una punta che sposa fino in fondo le esigenze del collettivo, brucia chilometri, va a cercarsi il pallone, si stacca dalla marcatura con le sue accelerazioni, fa pressing sul regista, allunga il passo e salta l’uomo, ha buoni fondamentali, è un destro naturale. E’ rapido nei movimenti, ha scatto e progressione, taglia verso il centro e prova la conclusione. Ha una muscolatura massiccia (è alto un metro e 88 per un peso di 77 chili), riesce a trovare il varco anche negli spazi stretti, è furbo e veloce nei fraseggi, partecipa alla manovra con assiduità, ha lo spirito di sacrificio di un tornante. Mancini non ha mai avuto il piacere di allenarlo. Quando l’ex tecnico dell’Inter è arrivato al City, il 19 dicembre del 2009, Sturridge si era già trasferito a Londra. Era andato via gratis, quasi tra l’indifferenza dei dirigenti del City. «Ha grandi qualità, da noi lotterebbe per fare il titolare», ha raccontato Mancini alla stampa inglese, alla vigilia della sfida con il City, E gli ha rinnovato i complimenti anche lunedì sera allo Stamford Bridge, quando Sturridge si è rivelato determinante per il Chelsea.

LA CRESCITA -Daniel Andre Sturridge è nato a Birmingham il primo settembre del 1989. Ha sempre fatto parte delle nazionali giovanili dell’Inghilterra, dall’Under 17 all’Under 21 che è guidata da Stuart Pearce, ex difensore e capitano del Nottingham Forest. Pearce ha avuto un ruolo determinante nella sua crescita: lo aveva fatto debuttare in Premier League, nel City, il 3 febbraio del 2007 (0-2 in casa con il Reading), inserendolo nell’ultimo quarto d’ora al posto del centravanti greco Georgios Samaras. Sturridge ha cominciato a giocare nell’Aston Villa all’età di nove anni. Nel 2002 è stato tesserato dal Coventry, dove si è fermato solo una stagione. Poi è sbarcato a Manchester, scoperto dagli osservatori del City. I primi a notarlo nel vivaio sono stati Stuart Pearce e Sven Goran Eriksson: proprio durante la gestione del tecnico svedese, Sturridge ha realizzato il suo primo gol con il City, in occasione di una gara di Coppa d’Inghilterra contro lo Sheffield United (27 gennaio del 2008). E tre giorni più tardi, giocando da titolare accanto a Darius Vassell, ha segnato anche la sua prima rete in Premier League, regalando al City il pareggio (1-1) in trasferta contro il Derby County.

IL DIVORZIO - Nel 2009 si è separato dal Manchester City, dopo ventuno presenze e cinque reti in campionato. Con il Chelsea ha firmato un contratto per quattro stagioni, che scadrà il 30 giugno del 2013, ma la società di Abramovich ha già deciso di impostare la trattativa per il prolungamento dell’accordo. Fino al dicembre del 2010, in Premier League, aveva messo insieme con i Blues ventisei partite e un gol contro lo Stoke, fra gli applausi di Carlo Ancelotti. Nella stagione 2009-10 aveva contribuito da riserva alla conquista dello scudetto e della Coppa d’Inghilterra nella finale con il Portsmouth, che all’epoca aveva in formazione anche Kevin Prince Boateng, ora al Milan.

IL PRESTITO -Per trovare maggiore spazio e proseguire la sua crescita, Sturridge si è trasferito nel gennaio del 2011 al Bolton con la formula del prestito. Una mossa importante per il suo processo di maturazione: dodici partite e otto reti in campionato con la squadra di Owen Coyle. Una partenza brillante: suo il marchio della vittoria (1-0) contro il Wolverhampton, al debutto con il Bolton. Ingresso al 67’ al posto di Matthew Taylor e gol al 92’. Con il Bolton ha realizzato anche la sua prima doppietta della carriera (3-0 sul West Ham, il 9 aprile del 2011).

LA SVOLTA - A giugno è ritornato a Londra e dopo l’arrivo di Villas Boas (ex assistente di Robson e Mourinho) sulla panchina del Chelsea, Sturridge si è ritagliato un posto fisso. Undici presenze, sette gol e due assist in Premier. Ha segnato al Sunderland, al Bolton (due volte), all’Everton, al Liverpool, al Wolverhampton e al Newcastle. Ha trovato la rete anche in Coppa di Lega contro l’Everton. Sogna di giocare l’Europeo ed è in corsa per la convocazione di Capello: il ct l’ha fatto debuttare lo scorso 15 novembre nell’amichevole con la Svezia (1-0, gol di Barry). Villas Boas lo considera una pedina ideale per i suoi schemi: gli chiede lo stesso lavoro che nel Porto svolgeva il brasiliano Hulk, lanciato dal Vitoria di Bahia e scoperto dai dirigenti biancazzurri nel 2008 quando giocava in Giappone, nel Tokyo Verdy.

Stefano Chioffi
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