Ji Dong, un coreano trascina il Sunderland
E’ un attaccante, ha vent’anni, ha segnato due gol in Premier League: il primo al Chelsea di Villas Boas e il secondo al Manchester City di Mancini. E’ stato il vice-capocannoniere della Coppa d’Asia. Dopo Park, jolly del Manchester United di Ferguson, l’Inghilterra scopre un altro sudcoreano
giovedì 05 gennaio 2012
ROMA - A esplorare per primo il calcio della Corea del Sud, scoprendone i pregi e le enormi potenzialità, è stato il tecnico olandese Guus Hiddink, che nel 2001 andò a lavorare a Seul come ct. E fu sempre lui, tra il 2002 e il 2003, ad aprire la strada dell’Europa a Park Ji-Sung e a Lee Young-Pyo: li portò al Psv Eindhoven, li fece conoscere in Champions League, scatenando la curiosità e l’ interesse verso quelle due trottole che in campo viaggiavano ad alta velocità. Il primo, Park, un jolly di centrocampo, giocava nel Kyoto Purple Sanga. L’ altro, Lee, un terzino sinistro, si era fatto notare nell’Anyang Cheetahs.
IL TRAINO - Park è ancora sulla cresta dell’onda: è una colonna del Manchester United di Alex Ferguson, mentre Lee sta chiudendo la carriera in Canada, nel Vancouver Whitecaps, dopo aver indossato anche le maglie del Tottenham e del Borussia Dortmund. Park è stato un traino, un formidabile ambasciatore per tutto il movimento della Corea del Sud. Lui e Lee hanno contribuito, sul mercato, a far varcare ai dirigenti una nuova frontiera. Negli ultimi dieci anni è aumentata l’ attenzione nei confronti della Korean Super League. Un’evoluzione determinata più dalla crescita qualitativa del campionato che dalla storico quarto posto ottenuto dalla nazionale - fra polemiche e beghe arbitrali - al Mondiale del 2002.
LA PREMIER - In Inghilterra, grazie alla straordinaria continuità di Park, i club hanno avuto spesso il coraggio di investire su giocatori della Corea del Sud. Scelte, a volte, ispirate da interessi commerciali, considerando i profitti generati dal merchandising, dalla vendita delle maglie e dai diritti televisivi. In Premier c’è un sudcoreano anche nell’Arsenal: si chiama Park Chu- Young (classe 1985), è una punta, è arrivato a Londra alla fine di agosto dal Monaco, in Francia aveva segnato ventisei gol in tre stagioni. Nel Bolton, invece, gioca Lee Chung-Yong, ventitré anni, centrocampista esterno.
LA SORPRESA - Il 2012, in Premier, è cominciato sotto la stella di un sudcoreano sbarcato in estate da Seul. Ji Dong-Won ha rovinato il primo gennaio al Manchester City e a Roberto Mancini. Suo il gol che ha deciso la sfida allo scadere, consegnando la vittoria al Sunderland (1-0), dopo una magistrale azione in contropiede. Vent’anni, attaccante, Ji Dong-Won si è preso il palco della Premier League. A scoprirlo era stato l’allenatore Steve Bruce, ex difensore e capitano del Manchester United, che il Sunderland ha mandato via il 2 novembre per prendere al suo posto l’irlandese Martin O’Neill, protagonista in passato sulla panchina dell’Aston Villa.
I DRAGONS - Ji Dong-Won giocava fino a giugno nei Chunnam Dragons. E in precedenza aveva frequentato il settore giovanile del Gwangyang Jecheol High School. Ma l’Inghilterra, per un breve periodo, Ji (questo il nome che compare sulla maglia numero 17 del Sunderland) l’aveva già conosciuta nel 2007, quando si era trasferito per un anno al Reading, club che partecipa al campionato di serie B. Uno stage prezioso, in attesa di rientrare nella Corea del Sud: nel Reading si era allenato con i ragazzi dell’Under 18
LA COPPA D’ASIA - Steve Bruce ha avuto il merito di portarlo al Sunderland. Lo aveva notato durante la Coppa d’Asia del 2011, vinta dal Giappone di Alberto Zaccheroni in finale contro l’Australia (1-0). La Corea del Sud si era piazzata al terzo posto, trascinata proprio da Ji, autore di quattro gol in sei partite e vice-capocannoniere della manifestazione alle spalle di Koo Ja-Cheol, classe 1989, mezzapunta e suo compagno di nazionale, a segno cinque volte nella Coppa d’Asia e volato più avanti in Germania, tesserato dal Wolfsburg. In Coppa d’ Asia, Ji Dong-Won aveva regalato anche due assist.
LE CARATTERISTICHE - E’ un attaccante moderno, dal passo veloce, forte di testa e nelle sponde: accelera e parte in progressione, ha un buon controllo del pallone, è rapido e agile, anche in rapporto alla sua altezza. Può fare la prima punta o muoversi largo sulla fascia, per provare a incrociare verso l’ area di rigore. E’ ambiestro. Prima di piegare il City, aveva già realizzato un gol contro il Chelsea di André Villas Boas, che però non era servito al Sunderland per evitare la sconfitta (1-2).
CONTRATTO TRIENNALE - Ji è nato a Jeju il 28 maggio del 1991. Il Sunderland gli ha fatto firmare un contratto per tre anni, fino al 30 giugno del 2014. E’ una delle novità della Premier. Nella stagione passata, con i Chunnam Dragons, ha realizzato dieci reti in trentatré gare. Quattordici le presenze in Premier, solo una da titolare (contro il Wolverhampton). E’ partito tra la riserve anche con il City, ma gli sono bastati tredici minuti per diventare l’eroe dello “Stadium of Light”, dove all’ingresso - nel piazzale - c’è una statua di Bob Stokoe, simbolo del Sunderland e allenatore della squadra che nel 1973 conquistò la Coppa d’Inghilterra, battendo in finale il Leeds (1-0) con un gol del centrocampista scozzese Ian Portefield. Quella Coppa d’Inghilterra resta l’ ultimo trionfo del Sunderland, che aveva recitato invece un ruolo di spicco tra il 1891 e il 1936 conquistando cinque scudetti e un’altra Coppa d’ Inghilterra, oltre a una Charity Shield.
L’AFFETTO DELLA GENTE - Ji Dong-Won è entrato presto nel cuore della gente di Sunderland. E’ un centravanti che lavora per la squadra. Ha grinta e generosità. Nella nazionale sudcoreana del ct Kwan-Rae Cho si è guadagnato un posto da titolare: quindici partite e otto reti. E’ stato schierato dal primo minuto anche nell’ultima amichevole disputata dalla Corea del Sud, lo scorso 7 ottobre, nel Bahrain, contro la Polonia: è finita in pareggio (2-2) e Ji ha costruito uno dei due gol firmati da Park Chu-Young.

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