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sabato 06 aprile 2013

Marcos Rocha, il terzino nei piani del ct Scolari

Gioca sulla fascia destra, ha 24 anni ed è uno dei gioielli dell’Atletico Mineiro, unico club a punteggio pieno in Coppa Libertadores (cinque vittorie). Ha un contratto fino al 2015 e potrebbe trovare presto un po’ di spazio nella nuova nazionale brasiliana

di Stefano Chioffi
ROMA - Dopo cinque giornate di Coppa Libertadores, l’Atletico Mineiro è l’unico club che ha sempre vinto: quindici punti, il primo posto nel gruppo 3, la migliore differenza-reti (+9) tra le trentadue squadre in corsa e la qualificazione agli ottavi già in tasca. Nel prossimo turno (il 18 aprile) - l’ultimo della fase a gironi - avrà anche la possibilità di eliminare il San Paolo di Luis Fabiano, capocannoniere del torneo con quattro gol insieme con Fredy Bareira, centravanti paraguaiano dell’Olimpia di Asuncion. Raggiunto a sorpresa il secondo posto nell’ultimo campionato “Brasileirao”, dietro la Fluminense (al suo quarto titolo), l’Atletico Mineiro ha continuato a viaggiare sul binario giusto: nel corso della sua storia, cominciata nel 1908, la società di Belo Horizonte non ha mai conquistato la Champions League del Sudamerica.

RONALDINHO - L’Atletico Mineiro dei record ha anche la faccia dell’ex milanista Ronaldinho, autore di una doppietta nell’incontro di mercoledì notte con l’Arsenal di Sarandì: un 5-2 rovinato da una clamorosa rissa innescata da alcuni giocatori argentini nei confronti dell’arbitro e dei guardalinee. E’ stato necessario l’ingresso in campo dei poliziotti con caschi, manganelli e fucili. Il capitano dell’Arsenal di Sarandì, Jorge Ortiz, e altri suoi sei compagni sono stati trattenuti negli spogliatoi dalla forze dell’ordine. Scene da far-west che hanno fatto da cornice alla notte magica di Ronaldinho, 33 anni, arrivato all’Atletico Mineiro nello scorso giugno dopo un complicato divorzio dal Flamengo. Una storia finita in tribunale, quella con il club di Rio de Janeiro, per il mancato pagamento di diverse mensilità. L’intervento degli avvocati, la rescissione del contratto e la richiesta di risarcimento danni.

I PILASTRI - Ronaldinho si è preso la sua rivincita. Tre gol e quattro assist. Ma l’Atletico Mineiro, allenato da Cuca, offre molto di più. Ha un portiere esperto come Victor. Ha un difensore centrale del calibro di Rever, inseguito in passato dalla Lazio. Può contare sui lampi di un trequartista, Bernard, vent’anni, la rivelazione del “Brasileirao 2012” con undici gol e dodici assist, che è già pronto a sbarcare in Europa: è brasiliano, ma ha anche il passaporto spagnolo e può essere tesserato da comunitario. Ha un mediano di grande sostanza, Pierre, che garantisce equilibrio e copertura. In attacco, poi, il riferimento è Jô, ventisei anni, che ha già girato a lungo il mondo: dal Cska Mosca al Manchester City, dall’Everton al Galatasaray. Giocava nella nazionale olimpica che tornò a casa - nel 2008, da Pechino - con la medaglia di bronzo. A Belo Horizonte si sta rilanciando.

IL TERZINO DESTRO - Cuca è arrivato sulla panchina dell’Atletico Mineiro l’8 agosto del 2011, al posto di Dorival Junior. Ha vinto subito due campionati dello Stato di Minas Gerais. E ora, dopo aver rovesciato le gerarchie nel “Brasileirao 2012”, si sta divertendo a mischiare le carte in Coppa Libertadores. A livello di modulo, si affida quasi sempre al 4-3-1-2. Oppure alla formula che prevede due trequartisti e una punta. Bernard è il gioiello. Ma non è l’unico giovane di valore dell’Atletico Mineiro, che ha conquistato nella sua storia soltanto un titolo nazionale: era il 1971, era la squadra trascinata in attacco da Dadà Maravilha e guidata da Telè Santana. Nel ruolo di terzino, sulla fascia destra, si è ritagliato uno spazio importante Marcos Rocha, ventiquattro anni, entrato nei piani del nuovo ct Felipe Scolari, che aveva regalato alla Seleçao la quinta Coppa del Mondo nel 2002 in Giappone e Corea. E’ stato inserito nella “Top 11” dell’ultimo “Brasileirao” e ha ricevuto la “Bola de Prata”, il premio che viene assegnato ai migliori giocatori del campionato dalla rivista Placar e dall’emittente televisiva Espn.

IL RENDIMENTO - Ha un contratto fino al 31 marzo del 2015, la valutazione del suo cartellino si avvicina ai tre milioni di euro. Marco Rocha è un laterale che ha una predisposizione al gioco d’attacco: arriva sul fondo con facilità, ha buona tecnica, è rapido, è ordinato negli appoggi e preciso nei cross. E’ alto un metro e 76, pesa 70 chili, è nato l’11 dicembre del 1988 a Sete Lagoas. In caso di emergenza può giocare sulla corsia di sinistra. Anche in Coppa Libertadores ha avuto sempre un rendimento elevato: cinque presenze, un assist, 450 minuti in campo, nessuna sostituzione. E’ cresciuto nel vivaio dell’Atletico Mineiro, dove avevano cominciato il loro percorso diversi campioni come Toninho Cerezo, Eder, Paulo Isidoro, Reinaldo (miglior cannoniere della storia bianconera con 255 gol) e Dadà Maravilha. Ha fatto tanti sacrifici per riuscire a imporsi: da ragazzo, ogni giorno, raggiungeva in treno Belo Horizonte per gli allenamenti. E spesso, nelle sue interviste, ha ringraziato i suoi genitori (il papà Silas Alves e la mamma Valdecir Souza) per i sacrifici che hanno dovuto sostenere.

LA CARRIERA
- Nel 2006 è stato girato in prestito al Democrata Futebol Clube di Sete Lagoas. Marcos Rocha è tornato poi all’Atletico e ha debuttato in prima squadra il 16 maggio del 2009, con l’allenatore Celso Roth, in occasione della 2ª giornata del “Brasileirao”: 2-1 contro il Gremio. Marcos Rocha entrò a sette minuti dalla fine, in sostituzione di Jonilson. Più avanti ha fatto altre esperienze nel Clube de Regatas Brasil, nella Ponte Preta e nell’America di Minas Gerais. Sono 102 le partite che ha giocato nel campionato brasiliano: 74 in serie A, 28 in serie B. Ha segnato sette gol: il primo all’Avaì, il 20 agosto del 2009, con la maglia dell’Atletico Mineiro, e l’ultimo nel “Brasileirao 2012” contro la Portuguesa. Ha un fratello calciatore: si chiama Matheus Rocha, ha diciannove anni e gioca nel ruolo di difensore centrale con la maglia del Democrata Futebol Clube.

L’OFFERTA - Viene seguito soprattutto dai club inglesi: piace al Newcastle, che ha provato a portarlo in Premier League all’inizio di gennaio e ha intenzione di fare un nuovo tentativo in estate. Anche l’Inter e la Roma hanno raccolto informazioni sul terzino dell’Atletico Mineiro. Marcos Rocha è stato la sorpresa del 2012: Cuca ha saputo valorizzarlo, l’ha schierato per trentaquattro volte sulla fascia destra e l’ha preferito quasi subito a Cicinho, classe 1988, omonimo dell’ex laterale del Real Madrid e della Roma, ora allo Sport Recife. Scolari lo tiene da tempo sotto osservazione. Marcos Rocha è stato già convocato una volta nella Seleçao: era stato Mano Menezes a chiamarlo per la sfida di ritorno del “Superclassico das Américas” con l’Argentina, disputata il 21 novembre del 2012 allo stadio “La Bombonera” di Buenos Aires. Marcos Rocha rimase in panchina. Il Brasile vinse per 4-3 ai calci di rigore.

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