Thiago Silva, i conti di Barbara e Galliani

Nonostante l'offerta record del Psg il difensore resta, Berlusconi convinto dagli argomenti di Lady B: evitare una cessione che avrebbe allontanato i tifosi, sminuito l'immagine del club, indebolito la squadra e messo a rischio l'approdo in Champions

venerdì 15 giugno 2012

    MILANO - Messaggio al campionato, all’Europa e forse pure a Ibrahimovic: il Milan c’è ancora, così come Thiago Silva, bloccato sulla via di Parigi dal colpo di coda di Barbara Berlusconi e dalla sua capacità di persuasione nei confronti di papà Silvio. Ma le figlie, si sa, possono molto. Anche far passare l’idea che oggi - in tempi di crisi e dell’ormai famoso mercato delle idee, quello dove ci si rinforza senza spendere - rinunciare a 46 milioni di euro sia un’operazione alla lunga vantaggiosa. Gli ultimi giorni però hanno dato molte frecce all’arco di Lady B, in perfetta sintonia con Galliani proprio come non era successo solo qualche mese fa con l’operazione Pato. Dopo l’offerta record del Psg (46 milioni al Milan e cinque anni a 7,5 milioni per il giocatore) che ha fatto vacillare Berlusconi, il popolo rossonero ha fatto sentire la sua voce, così come la stessa società che ha invitato - sul suo sito ufficiale - il presidente a resistere. Procedura un po’ originale ma che evidentemente ha avuto l’effetto desiderato anche perché arricchita dagli argomenti di Barbara: senza Thiago Silva gli abbonati si disamorano e diminuiscono, l’immagine ne risente, la squadra è più debole e rischia di perdere i soldi della Champions un po’ come è successo all’Inter. Con queste idee Barbara ha convinto papà Silvio che si è arreso alla presa di posizione della figlia, per la soddisfazione del popolo rossonero. La concorrenza sarà invece meno felice. Thiago Silva sposta tutti gli equilibri, tecnici ed economici. Tecnici perché il mercato dei difensori centrali in pratica non esiste: semplicemente non ci sono e tra i pochi che ci sono il più forte è Thiago Silva. Un grande difensore e un grande attaccante, sono due degli ingredienti fondamentali per vincere: il Milan continua ad averli e ad essere al livello delle squadre più forti d’Europa. Equilibri economici perché dire no in questo momento restituisce un minimo di spessore al nostro calcio in tempi di crisi: non siamo ancora terra di conquista, neanche per gli sceicchi dotati di un portafoglio senza limiti. Speriamo che duri.

    Paolo de Laurentiis
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