Penalità per Schumacher
Mercedes non fa appello

Il tedesco era stato punito dai commissari di gara dopo il Gran Premio di Montecarlo di domenica per avere superato la Ferrari di Alonso all'ultimo giro in regime di safety car

ROMA, 18 maggio - Niente appello della Mercedes contro la squalifica inflitta dai commissari di gara del Gran Premio di Montecarlo a Michael Schumacher per il sorpasso all'ultimo giro, in regime di safety car, ai danni della Ferrari di Fernando Alonso. Al tedesco, dopo la fine della corsa, erano stati inflitti 20 secondi di penalità, che l'avevano portato a retrocedere dalla sesta alla dodicesima piazza in classifica. Subito dopo la decisione dei commissari, sia la Mercedes sia Schumi avevano manifestato l'intenzione di ricorrere in appello. Due giorni dopo, probabilmente consapevoli che la loro richiesta di revisione della decisione aveva poche possibilità di essere accolta (diciamo pure zero), hanno deciso di soprassedere. «Anche se non possiamo essere felici della sentenza - scrive la Mercedes in un comunicato ufficiale - siamo contenti del fatto che la Fia abbia riconosciuto le ragioni della nostra interpretazione del regolamento (l'ordine di superare era arrivato a Schumi dai box, ndr), anche se la punizione ci appare decisamente sproporzionata. In ogni caso, nell'interesse dello sport, la Mercedes non presenterà appello».

Secondo l'interpretazione del team che ha raccolto l'eredità della Brawn Gp, il sorpasso in questione sarebbe stato regolare in base agli articoli 40.7 e 40.11 del regolamento sportivo, che prevederebbero, sempre secondo l'interprezione della Mercedes, di superare dal momento dell'uscita di pista della safety car fino al traguardo. La Fia non ha ritenuto valida questa interpretazione, pur dicendo di comprendere i motivi che hanno spinto la scuderia a consigliare a Schumi di passare Alonso. Mercedes si dichiara inoltre consapevole che l'art.40.13, in base alla quale Schumi è stato penalizzato, proibisce il sorpasso nell'ultimo giro in regime di safety car (la norma prevede l'uscita dell'auto dalla pit lane e l'arrivo delle monoposto alla bandiera a scacchi nell'ordine precedente, senza poter superare), ma afferma che «comunque la combinazione dei messaggi del controllo "corsa safety car in questo giro" e "pista libera" e le bandiere verdi e le luci mostrate dopo l'uscita della safety car indicavano che la corsa non stesse finendo in regime di safety car e che i piloti erano liberi di correre. Questa opinione sembra essere condivisa dalla maggioranza dei team con le auto nelle prime dieci posizioni che, come noi, hanno dato ai loro piloti istruzioni di correre fino al traguardo».

«Era chiaro - conclude la nota - dalla nostra discussione con i commissari dopo la corsa che avevano compreso le ragioni della nostra posizione e riconosciuto come quella fosse una situazione nuova e mai successa prima, pur non essendo d'accordo alla fine con la nostra interpretazione. La scuderia vorrebbe mettere in evidenza che sosteniamo totalmente l'inclusione di ex piloti nella commissione dei commissari e che è completamente soddisfatta dal fatto che i commissari al Gp di Monaco hanno agito professionalmente, appropriatamente e imparzialmente in questa questione. La Fia ha concordato di inserire l'art.40.13 nell'ordine del giorno della prossima riunione dello Sporting working group per ridiscutere la scala delle sanzioni post-gara. Noi riteniamo che i 20 secondi inflitti a Michael siano sproporzionati, date le circostanza».

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