Mosley: «Da Montezemolo
ricevetti pressioni illecite»

L’ex presidente della Fia all’attacco del presidente della Ferrari: «Quando scoppiò il caso dei doppi diffusori, cercò di convincermi a pilotare la sentenza della Corte d’Appello»
LONDRA, 29 maggio - Non bastassero le pessime qualifiche del Gran Premio di Turchia - Felipe Massa ottavo, Fernando Alonso dodicesimo - a rovinare l’anniversario degli 800 corse in Formula 1 della Ferrari ci si mette anche Max Mosley con i suoi veleni. L’ex presidente della Fia ha lanciato pesanti accuse nei confronti di Luca Cordero di Montezemolo, affermando che l’anno scorso, quando scoppiò il caso del doppio diffusore delle Brawn Gp, il presidente delle Rosse fece indebite pressioni su di lui per convincerlo a pilotare la sentenza.
«Luca (Montezemolo, ndr) - dice Mosley - ha la strana idea per cui, se una cosa va bene per la Ferrari, va bene per tutta la Formula 1. Quando abbiamo avuto questo problema del doppio diffusore (un marchingegno ai limiti del regolamento che permise alla Brawn di dominare lo scorso campionato, ndr) mi chiamava ogni giorno dicendomi che dovevo fare pressioni sulla Corte d’Appello (della Fia, ndr) perché lo dichiarasse illegale come voleva la Ferrari. Non l’ha messa giù così dura, ma questo è il succo del suo discorso. Io gli ho risposto: “Luca, mi dispiace, ma in primo luogo un mio intervento non cambierebbe nulla e in secondo luogo non lo voglio fare”. Lui l’ha presa sul piano personale, perché pensava davvero che l’avrei fatto». La richiesta della Ferrari fu respinta e la scuderia di Maranello concluse la stagione con una sola vittoria, mentre la Brawn si aggiudicava il titolo piloti (con Jenson Button) e quello costruttori.
La Ferrari all’inizio è sembrata prendere con filosofia la decisione della Fia, tanto che a dicembre, nella tradizionale festa di Natale, presentò un modellino della Rossa con il doppio diffusore. Ma poi si è presa la sua rivincita, riuscendo a togliere a Mosley la presidenza della Fia. Mosley oggi sostiene che in realtà la decisione di lasciare la carica fu sua, ma che l’intervento della Ferrari fu decisivo per costringerlo ad annunciare in anticipo la sua partenza.
Quando Mosley annunciò le sue dimissioni, Montezemolo fu molto cortese con lui. Ma poche ore dopo disse alla stampa internazionale che l’inglese non avrebbe avuto più alcun ruolo in Formula 1 anche se il suo mandato sarebbe scaduto qualche mese dopo. Mosley non la prese affatto bene. E oggi si gusta la sua rivincita. Oltre al caso del doppio diffusore, ricorda infatti un altro episodio accaduto nel lontano 1999. Michael Schumacher ed Eddie Irvine erano stati squalificati dal Gran Premio di Malesia per la presenza di “minigonne” illegali sulle loro vetture. La Ferrari presentò appello e vinse. Mosley ricorda così l’episodio: «La Ferrari vinse l’appello giustamente sul piano tecnico - dichiara -. Ma due anni dopo al Salone dell’Auto di Torino venni invitato in un’area riservata agli uomini della Fiat e arrivò anche l’avvocato Gianni Agnelli, il quale mi disse: “Grazie mille per quello che hai fatto per il caso delle minigonne”. Era davvero convinto che la sentenza fosse stata truccata».
Chiamata dal “Daily Mail” a commentare le parole di Mosley, la Ferrari ha risposto con un certo fastidio: «Non vogliamo rilasciare alcuna dichiarazione a questo proposito. È meglio guardare avanti e non perdere tempo con cose che - fortunatamente - sono vecchie e superate».

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