Chris Horner: «La Red Bull cambierà
la procedura dei pit-stop»

Il capo della scuderia austriaca non accusa la Ferrari di spionaggio come avevano fatto alcuni dirigenti nel dopogara in Spagna, tuttavia ritiene di dover prendere contromisure
MONACO, 27 maggio - Il team principal della Red Bull, Christian Horner, ha detto ai giornalisti che non è vero che la Ferrari stia spiando le conversazioni della Red Bull, come rivelato in un primo momento, ma che è chiaro che la Ferrari copi le strategie e che dunque la squadra austriaca adotterà contromisure in merito. I sospetti di uno spionaggio elettronico da parte della Ferrari sono stati sollevati sul Circuit de Catalunya lo scorso fine settimana, quando la Ferrari di Fernando Alonso è rientrata ai box ogni volta che la Red Bull ha richiamato Mark Webber per il pit-stop. Il dirigente della Red Bull, Helmut Marko, parlò nel dopogara di spionaggio e accusò senza mezzi termini la Ferrari. «Io non so quel che accaduto, se per caso fortuito oppure un particolare occhio di riguardo dei meccanici verso di noi», ha detto Horner. «Abbiamo solo deciso di cambiare la nostra procedura di pit-stop per questo fine settimana, rendendola meno trasparente». I sospetti comunque sulla “marcatura a uomo” della Ferrari hanno avuto conferma quando in Spagna la Red Bull ha finto di chiamare Webber ai box, che era dietro Alonso: mentre la Ferrari è entrata ai box, l'australiano è rimasto in pista.
HORNER GETTA ACQUA SUL FUOCO - «Al di là di tutto, ci sono stati alcuni commenti dopo la gara di domenica sulla Ferrari che ci spia che mi pare sono state male interpretati», ha spiegato l'inglese. «Penso che Helmut (Marko, stretto consigliere del miliardario proprietario della Red Bull Dietrich Mateschitz, n.d.r.) fosse convinto che sapevano quando stavamo per andare a effettuare il pit-stop, e che lo hanno fatto a loro volta». Un portavoce della Ferrari ha detto che si è trattato solo di “normale strategia”, realizzata mantenendo una stretta vigilanza sui loro rivali nella consapevolezza che Alonso avrebbe dovuto rientrare ai box nello stesso giro di Webber per rimanere davanti a lui. Horner non ha suggerito che la Ferrari stesse facendo qualcosa di subdolo, ma sicuramente ha adottato la stessa tattica: «Comunque sia, a mio parere non è stata una coincidenza e per questo motivo cercheremo di essere più riservati».

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