Schumacher: «Simoncelli ucciso dal destino»
Il campione tedesco in India ricorda la morte di Marco Simoncelli e Dan Wheldon, ma pur dispiaciuto le considera fatalità che possono accadere a chiunque
giovedì 27 ottobre 2011
NOIDA, 27 Ottobre – Il sette volte campione del mondo Michael Schumacher si dice molto toccato dalla morte di Dan Wheldon e di Marco Simoncelli, pur convinto che la sicurezza nelle gare motoristiche sia notevolmente aumentata negli ultimi anni. «Questo è qualcosa che chiamerei destino, e il destino è qualcosa a cui tutti noi siamo davanti», ha detto Schumi. «Sono toccato da quello che è successo a entrambi i piloti, ma purtroppo dobbiamo dire che è la vita». L'ex ferrarista è ottimista di fare bene sulla nuova pista di Buddh: «Credo che la pista come natura del tracciato si adatta più di altre alle nostre caratteristiche e quindi potremmo avere la possibilità di essere un po' più avanti che fare settimo e ottavo».
MERCEDES FORTE IN PROSPETTIVA – Ma Schumi vuole fare bene anche in prospettiva futura. «Questa pista gioca a nostro favore e può essere utile per fare qualche risultato: le Qualifiche potranno essere difficili, ma possiamo fare bene in gara. Sappiamo che ci troviamo nella situazione che abbiamo davanti in questo momento e tutti noi speriamo di poter vincere le gare, ma l'unico modo per farlo è quello di rimanere concentrati. Stiamo costruendo il futuro di Mercedes e prima o poi ne coglieremo i frutti», ha chiuso il tedesco.

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