Domenicali: «Ridiscutere il Patto della Concordia»

Il team principal di Maranello al Wrooom in trentino parla del Patto della Concordia che lega le scuderie di F1 e che scadrà alla fine dell'anno

giovedì 12 gennaio 2012

MADONNA DI CAMPIGLIO, 12 Gennaio - Il 2012 sarà un anno cruciale per il futuro della Formula Uno, perché il prossimo 31 dicembre segnerà la scadenza del Patto della Concordia, l'accordo (riservato in alcuni aspetti) che regola tutti gli aspetti commerciali e organizzativi del circus della massima competizione motoristica. Stefano Domenicali, team manager del Cavallino, ha parlato a lungo coi giornalisti al Wrooom di Madonna di Campiglio di questa impirtante problematica. «E' chiaro che questo è un anno molto importante, ne siamo tutti consapevoli, così com'è altrettanto chiaro che sul tavolo c'è una sola offerta, visto che non si sono alla fine concretizzate soluzioni alternative. Nei prossimi mesi si comincerà a parlare del futuro Patto della Concordia e allo stesso tempo continuiamo a parlare, nonostante l'uscita dalla FOTA, con le altre squadre, soprattutto quelle più grandi, in merito alla riduzione dei costi, un fronte su cui la Ferrari è stata sempre in prima fila».

ACCORDO SUI COSTI – Domenicali ha parlato anche del Resource Restriction Agreement, detto anche più semplicemente RRA, acronimo che nasconte l'accordo sulla riduzione dei costi per le scuderie di F1, cosa assai diversa dal Patto della Concordia (che prende il nome da Place de la Concorde a Parigi, sede della FIA) che è un accordo commerciale che regola la partecipazione e il trattamento economico delle scuderie che partecipano al Mondiale. Continua Domenicali: «Bisogna ricordare che l'RRA è ancora in vigore: resta da stabilire, e sul tema ci stiamo confrontando anche in questi giorni, se si deve considerare la prima versione, firmata nel 2009, o quella definita a Singapore nel 2010. La prima contempla limiti di spesa molto severi per il 2012, l'ultimo della sua durata, mentre in quella siglata a Singapore erano state riviste le cifre e ne era stata estesa la validità fino a tutto il 2017. Il punto fondamentale è capire se questo sia uno strumento importante per il futuro, che cosa succede a chi non rispetta le regole: oggi sono previste solamente delle penalità di tipo economico ma bisogna decidere se non sia meglio pensare anche a qualcosa sul piano sportivo e, in questo caso, come coinvolgere chi di dovere», ha concluso il team principal delle Rosse.

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