La Ferrari tocca quota 800
Nel segno di Montezemolo

Domenica in Turchia la Rossa toccherà uno storico traguardo. E l’attuale presidente ha superato il Drake per presenze e vittorie

ROMA, 25 maggio - Dall’editoria ai liquori, dalla finanza all’arredamento, dalle automobili ai treni, fondamentalmente senza mai muoversi da casa. Casa sua, ripete da sempre Luca di Montezemolo aggiun­gendo un ditale di snobismo alla facon­dia per la quale va celebre, sono le cor­se delle macchine. La Ferrari, se voglia­mo limitare - ma solo apparentemente ­l’orizzonte. Nel suo pensiero e non solo nel suo la Ferrari e le corse automobili­stiche si identificano e perlomeno la Formula 1 non potrebbe esistere senza la Ferrari. Che poi non è solo corse, è anche industria d’eccellenza e mobilità di classe e piacere miscelato di strada e pista. Più vasta del mondo che simbo­leggia.

La settimana scorsa la Ferrari ha compiuto sessant’anni di Formula 1. Do­menica prossima compirà 800 gran pre­mi. A Istanbul, e in teoria potrebbe fe­steggiarli con Fernando Alonso che si ri- prende la testa del campionato nel qua­le al momento insegue con tre punti di distacco il duo della Red Bull, Webber & Vettel. La McLaren arriverà a 672 gran premi, la Williams a 592, le altre sono lontane. Di questi 800 gran premi, Mon­tezemolo ne ha vissuti 312 da presiden­te. Più dei 258 dello stesso Enzo Ferra­ri, formalmente, non fosse che fino al momento della morte nessuno mise mai in dubbio la leadership del Drake. Ma quanto a numero di vittorie Montezemo­lo ha superato senz’altro il suo vecchio maestro. Questione di puro conteggio, se vogliamo: è a 108. Il Drake si fermò a 93.

Poi si potrebbe sottilmente distingue­re tra i ruoli, su quanta percentuale di merito spetti a chi in certe situazioni. Inutile e noioso. Per puro dovere di cro­nistoria aggiungiamo alla vicenda ferra­rista di Montezemolo i tre anni, dal 1973 al 1975, in cui ha ricoperto il ruolo di re­sponsabile della Gestione Sportiva. Affi­nando parola, mente e fisico, perché ogni tanto bisognava convincere il Dra­ke furibondo per la mancanza di risulta­ti a non richiamare le macchine nel mezzo di un week end di gara, occorre­va mediare tra le varie visioni tecniche del mondo che laceravano la Ferrari dell’epoca e alle vittorie si festeggiava con una certa spregiudicatezza. Quan­do, nel 1975, Niki Lauda vinse il titolo, Montezemolo per correre ad abbrac­ciarlo si fracassò un paio d’ossa inciam­pando in una transenna. E poi se ne an­dò, lentamente e voltandosi spesso in­dietro, per seguire le sue molte ispira­zioni.
 
La passione per le auto lo ha sempre inseguito come una voce ora lieta ora si­nistra e lui non ha mai resistito alla ten­tazione di rispondere. Da giovane cor­reva nei rally in coppia con Cristiano Rattazzi e si faceva chiamare Nerone - nero era il colore della macchina ­perché la famiglia aristocratica da cui proviene non approvava. Così quando lo richiamarono alla Ferrari alla fine del 1991, sperando che riuscisse a ca­vare qualche ragno dal buco in cui avevano finito con l’incastrarsi sia la squadra sia l’industria, disse: « Sono tornato a casa» . Quella da casa da cui, in spirito, non si era mai mosso.

Ha fatto, sta facendo e farà molte al­tre cose e non è vero che le abbia vis­sute come corvée militari. Però gli piace raccontarla così, per rendere l’idea di quanto profondamente abbia conficcato la Ferrari nel centro della propria vita. In realtà gli è piaciuto fa­re il presidente di Confindustria, con­tribuire a trainare la Fiat fuori della tempesta perfetta, creare fondi di in­vestimento, lanciare marchi di profu­mi. E magari gli piacerà uno di questi giorni o uno di questi futuri dare la scalata alla gerarchia politica. Gli dia­mo però atto che probabilmente si è divertito di più a travestirsi da Babbo Natale nelle feste per i figli dei dipen­denti della Ferrari o a infilarsi una parrucca rossa quando Michael Schu­macher ha interrotto il terrificante di­giuno di titoli mondiali del team: 21 anni dal 1979 al 2000.

Sotto la sua presidenza, la Ferrari ha conquistato otto titoli costruttori, la metà esatta del bottino totale, e sei ti­toli piloti su 15. Le macchine stradali di Maranello sono tornate in cima ai desideri di chi può pagarle e ai sogni di chi non può: ne sfornavano tante e ne vendevano poche, adesso ci sono li­ste di attesa di tre anni. Montezemolo in realtà non ha ancora ottenuto tutto quello che voleva. Non ha ancora visto Valentino Rossi correre in Formula 1 su una Ferrari e forse non ci riuscirà. Però è testardo.


 Marco Evangelisti e Fulvio Solms

2
  1. guidgall Scrive:
    25/05/2010 20:26:11

    @per Achille34: ecco, per esempio, questo è un commento che non capisco....
    Ha vinto troppo, ha vinto troppo poco, non garantisce per il futuro, è una certezza, è come il prezzemonlo...
    ???!

  2. achille34 Scrive:
    25/05/2010 11:10:57

    montezzemolo sei un buffone

    Scrivi un commento
    Per poter inserire un commento/articolo devi eseguire il login


     


     
    Se non sei ancora registrato clicca quì: REGISTRATI
     
    in edicola
    Vai alla prima pagina