Tai Aguero: «Amo l’Italia
ma mi manca Cuba»

La schiacciatrice italo-caraibica si racconta al Corriere dello Sport-Stadio: «Non poter riabbracciare mia madre prima che morisse è stato un dolore immenso. Quando smetto voglio vivere in campagna» di V. ANCIONE

    ROMA, 11 gennaio - La libertà era lì, oltre la rete. Quel confine tracciato da un vedo non vedo, da un vorrei ma non oso. Oltre la rete c’era la libertà di essere e di avere, di fare e di partecipare. La rete come un Oceano più semplice da superare. Taismary Aguero ogni volta che saltava, schiacciava il suo sguardo al di là, in un mondo proibito, poi scendeva sui suoi soliti passi e tornava a Cuba. Un giorno il balzo più grande, tra mille pensieri e mille paure, un volo al di là della rete, un atterraggio in una vita nuova, un Paese nuovo, un mondo diverso. La fuga per la libertà. Punto e a capo, la libertà. Pronti via, la libertà. E poi l’amore, il matrimonio, un nuovo passaporto e una nuova nazionale e nuovi successi e lei sempre Tai. Per tutti Tai. Il fenomeno della pallavolo. Una donna dal sorriso pieno e sincero e lo sguardo intenso. Dalla sua bocca grande ecco il racconto malinconico e mai retorico della sua vita di prima. Nei suoi ricordi, un’isola dalla bellezza straordinaria, piena di calore e voglia di vivere. Nel suo quotidiano, un marito italiano, un lavoro che ama. Nel suo tempo che verrà, una terra da coltivare nella casa di campagna, a Perugia, sognando una famiglia e la possibilità di tornare una volta l’anno a Cuba, dove c’è la sua vita di prima, di quella Taismary che un tempo strinse la mano a Fidel e che ancora oggi pensa «come persona è meravigliosa» ma spera «qualcosa deve cambiare». Come ha fatto lei, che liberandosi ha liberato l’amore per una terra che chiede di essere amata senza essere soffocata.

    ITALIA MON AMOUR - Tai vive in Italia da quando ha deciso di fuggire. «Dell’Italia mi sono innamorata subito. Mi piacciono gli italiani, benché siano diversi da cubani. Noi siamo aperti, felici, sempre sorridenti. Quando sei a Cuba hai la sensazione di far parte di una grande famiglia, ci si saluta tutti: ecco questo calore mi manca. Quando ho deciso di andar via è stato un periodo difficile. Troppi pensieri, avevo paura che i miei amici e la mia famiglia non capissero. Invece sono stati dalla mia parte. Ma è stato un grande dolore non poter riabbracciare mia mamma un’ultima volta, prima che morisse. Volevo dirle tutte il bene che le ho voluto e non ho fatto in tempo perché il permesso è arrivato troppo tardi. Oggi chiedo solo di poter aiutare la mia famiglia, di poter tornare a Cuba dai miei fratelli e i miei nipoti almeno una volta l’anno. Mi basta poco, perché a vivere da sola sono abituata. Avevo 10 anni quando sono andata via di casa per la pallavolo. Una volta in nazionale i miei li rivedevo una volta l’anno. Mi piace stare sola, mi fa sentire più libera e tranquilla. Sì, sono sposata, ma con Alessio ci vediamo due volte al mese, va bene così. Quando si sta troppo vicini si litiga, ma l’amore è sempre forte».

    VADO A VIVERE IN CAMPAGNA - Stanno costruendo la loro casa, nella campagna umbra, a Perugia, la prima città dove Tai ha giocato e vissuto in Italia. I progetti non sono certo di solitudine... «Abbiamo un ettaro di terreno: mi fa pensare alla mia casa di Cuba, anche lì vivevo in campagna. Voglio farmi un orto, avere delle galline, adoro gli animali. Mi piacerebbe avere una scuola di pallavolo per poter insegnare i fondamentali che non si insegnano più... Ma vorrei anche dei figli. Diventare madre è una cosa preziosa, stare con i figli mi rilasserà, non avrò bisogno d'altro. Lo vedo già con le mie due gatte, se sto con loro sto bene. Ai miei figli insegnerò ad amare tutti, il rispetto e l'ottimismo».

    UNA VITA SENZA PAURA - Tai è una donna che ha affrontato la vita a muso duro, ma non nasconde le sue paure. Come quella di andare in giro da sola, soprattutto la sera. «Una donna non è mai al sicuro dalla violenza, in nessun posto del mondo. Non tollero la violenza in ogni genere. Non mi piace litigare e non sopporto chi urla. Quando sono arrabbiata parlo poco e tengo il muso, ma cerco di dimenticare in fretta». Amici ne ha tanti, ma quelli importanti sono pochi. A chi le vuole bene dà l’anima, se è tradita però diventa cattiva. Fuori del suo mondo si sente timida e la sincerità fa parte di lei. «Io preferisco dire sempre la verità in faccia, l'importante è trovare il modo giusto per dirla». Jeans e maglietta, ama anche le minigonne, che porta col tacco o con le scarpe da ginnastica, però la sua passione sono le scarpe e le borse. Sulla bellezza ha un’idea chiara. «Una donna non sta mai bene col suo corpo. La bellezza è sapersi guardare allo specchio e dirsi "mi piaccio". E poi conta quello che siamo dentro. Magra, grossa, l'importante è non vergognarsi di niente. Ho il sedere alto e questo so che piace. Ho il seno grosso e qui in Italia va bene, a Cuba lo preferiscono piccolo. Ma non sopporto le mie dita dei piedi e ho il naso troppo largo! Però vado bene così come sono. Sono contraria ai ritocchi». Tai Aguero ha due tatuaggi che significano luce, amore e libertà, sogna di essere «felice ogni giorno di più e dei figli. Già adesso però mi sento molto felice così…».

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