L'addio di Kakà e una Roma "un po' retro": i libri

Tutti i retroscena sulla cessione del brasiliano e una fotografia di gli eroi conosciuti e non della capitale di MASSIMO GRILLI


    KAKÀ, DA SAN PAOLO A MADRID

    Da San Paolo del Brasile a Madrid, l'avventura - o la parabola, conoscendo il suo fervore religioso - di un campionissimo diverso del calcio. Diverso perché lontanissimo dagli stereotipi del campione tradizionale. Kakà non polemizza, non litiga in campo, non frequenta locali notturni, non è un donnaiolo, non è vittima di gossip, infine non ha un passato di ragazzino che si è affermato per cancellare la sua infanzia in periferia. Al contrario, il nuovo gioiello del Real Madrid è cresciuto in una famiglia borghese, ha studiato, si è fatto un nome nel calcio "solo" a 18 anni, è fedele da sempre alla sua Caroline ed ha già dichiarato che quando smetterà di giocare farà il pastore evangelico. In questo libro si esplorano tutte le sfaccettature del giocatore e dell'uomo. Il Brasile, gli anni d'oro al Milan, l'approdo alla corte di Florentino Perez. La sua filosofia? «Mi piace il calcio, mi piace il Brasile, non mi piace la violenza, mi piace stare con gli amici, non mi piace la tristezza, non mi piace la disonestà, mi piace pregare, non mi piacciono le menzogne. Impossibile è solo una potenzialità». Firmato, Ricardo Izecson dos Santos Leite, detto Kakà.
    Kakà, un addio lungo un sogno; da San Paolo a Madrid passando per Milano con la fede nel cuore. Di Luca Colantoni, Aliberti Editore, 121 pagine, 12 euro


    I CAMPIONI DI ROMA
    Fulvio Bernardini e Nicola Pietrangeli, i fratelli D'Inzeo e Alessia Filippi, Michele Maffei e i piccoli calciatori della Romulea, Paolo Rosi e Giulio Rinaldi. Protagonisti più o meno famosi dello sport romano, nel ricordo di una città che in larga parte facciamo fatica a riconoscere, che forse non c'è più. Non una storia sportiva nella Capitale, ma semplicemente - accompagnati da Mario, alter ego dell'autore - una passeggiata in città nel solco della nostalgia e di un gusto un po' retro alla ricerca di storie e volti spesso dimenticati, in un continuo confronto tra un passato che ci sembra più ricco di valori e il nostro presente caotico. Sarà per questo che, a scapito di omissioni importanti (personaggi come Nesta e Totti vengono appena sfiorati) le pagine che ci sono piaciute di più riguardano proprio gli eroi minori della città, come dimostra la storia splendida di Fabio Bellusci, orgoglio pugilistico delle Officine Prenestine.
    C'era una volta lo stadio Olimpico, miti e leggende dello sport di Roma e dintorni; di Silvano Olezzante, Edizioni Libreria Croce, 127 pagine, 16 euro

    Massimo Grilli

    11/08/2009 16:43:55
     
    bravo kakà
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