Il mistero di Ibra e l'uomo a pedali: i libri

Lo svedese continua a far discutere. Campione scaltro e falso, attaccato al denaro, o un calciatore sincero? E poi la storia di una pedalata, per la vita e nella vita di MASSIMO GRILLI
MISTERO IBRAHIMOVIC
Ibrahimovic continua a far discutere, anche dopo la sua partenza dall'Italia. Anzi, chissà che il suo strepitoso inizio di stagione con il Barcellona - a dispetto di una condizione ancora non ottimale - non stia ingrossando le fila degli «orfani» di Zlatan. Si continua a discutere soprattutto sul personaggio Ibra, che resta tra i più enigmatici del pianeta calcio. Un campione scaltro e falso, fin troppo attaccato al denaro? Oppure al contrario un calciatore sincero, forse il più sincero di tutti, sia quando giura amore (più o meno) eterno al suo nuovo club sia quando va a caccia di motivazioni diverse e nuovi orizzonti, come quelli evidentemente trovati in Catalogna? In questo libro l'autore, più che raccontarci le prodezze tecniche del gigante svedese - che pure trovano spazio - cerca di soffermarsi sul mistero Ibrahimovic. E lo fa mescolando con divertimento ma senza presunzione i racconti da stadio e la letteratura, i gol scudetto di Parma e Guido Gozzano, i colpi di tacco impossibili e Plinio il Giovane, le canzoni in svedese e le suggestioni musicali (il titolo del libro è ispirato a Francesco De Gregori e al suo "per brevità chiamato artista"), facendo domande a interisti doc, scandagliando Facebook. Alla fine, probabilmente il mistero di questo campione non sarà svelato, ma ci saremo almeno divertiti.
Per brevità chiamato Ibra, il campione senza maglia; di Stefano Corsi, Limina Edizioni; 141 pagine, 18 euro.
LA PEDALATA DI UN UOMO QUALUNQUE
Questo è un libro che sarà apprezzato soprattutto dagli appassionati della bicicletta, da quelli che non rinuncerebbero mai al piacere di "uscire", da quelli che amano «l'impercettibile fruscio metallico della catena che scivola docile fra la corona e il pignone, la brezza delicata che carezza la faccia e la striscia nerissima d'asfalto che scorre costante sotto le ruote...». E' una storia qualunque, quella di Sergio, un ciclista ordinario, che al momento di compiere trent'anni decide di ritornare in bicicletta a distanza di parecchio tempo dal brutto infortunio che, insieme al suo ginocchio sinistro, ha distrutto tutti i suoi sogni di gloria. Sotto uno splendido cielo notturno, la pedalata gli permetterà di ripensare la sua vita, dai sogni di un bambino stregato dal Giro delle Fiandre, alla mediocrità attuale, regalandogli la speranza che ogni cosa, ogni frammento della sua esistenza tormentata e contraddittoria, riesca finalmente a trovare la sua giusta dimensione, nella consapevolezza, o forse solo nell'illusione, che «vincere o perdere sia solo un dettaglio insignificante». Il titolo del libro è tratto da una bella canzone di Pino Marino.
L'uomo a pedali, di Roberto Bonfanti; Falzea Editore, 157 pagine, 12.50 euro
COMMENTI
molto meglio quello che ci ha fatto vincere moggi...sicuramente meno squallido di ibra...

Mobile


