Il Napoli in Europa e la filosofia del tennis
Un libro ripercorrere le partite e i protagonisti (da Juliano ad Hamsik, da Altafini a Careca) del Napoli nelle coppe. Carlo Magnani getta un ponte tra i protagonisti del tennis moderno e i padri storici della filosofia, e i risultati sono davvero curiosi e divertenti
domenica 09 ottobre 2011
IL NAPOLI IN EUROPA
Da Sallustro a Cavani, ne ha fatta di strada il Napoli, anche fuori dei confini italiani. Il ritorno della squadra partenopea nell'Europa che conta - rappresentata dai lustrini e dalle sfide prestigiose della Champions League - meritava di essere festeggiata alla grande ed ecco questo libro a ripercorrere le partite e i protagonisti (da Juliano ad Hamsik, da Altafini a Careca) del Napoli nelle coppe. Una lunga storia, cominciata con la partecipazione, nel 1934, alla Mitropa Cup (in quel periodo la competizione europea più prestigiosa, anche se vedeva in campo solo squadre provenienti dall'Europa Centrale). Con competenza e dovizia di particolari, l'autore ripercorre tutte le partecipazioni degli azzurri nelle coppe, fino all’apice raggiunto nella magica notte di Stoccarda, il 17 maggio del 1989, con il trionfo di Maradona e compagni in Coppa Uefa. E poi la semifinale nella Coppa delle Coppe del 1976/77 e due vittorie «minori» in bacheca come la Coppa delle Alpi nel 1966 e la Coppa di Lega italo-inglese del 1976. A chiudere, un ricco repertorio statistico: tutti i tabellini europei, la classifica delle presenze e dei gol in Europa. Sperando di poter aggiungere presto nuovi successi.
NAPOLI EUROPEO - da Sallustro a Cavani, via Maradona; di Vincenzo Paliotto, Urbone Pubishing, 156 pagine, 15 euro
TENNIS E FILOSOFIA
Noi che avevamo studiato filosofia del diritto e diritto romano (era forse quello di Panatta?) non ci avevamo certo pensato, ma a leggere l'autore di questo bel volumetto le analogie tra il gioco del tennis e la filosofia sono tante. Carlo Magnani (ricercatore a Urbino di Istituzioni di Diritto Pubblico) getta un ponte tra i protagonisti del tennis moderno e i padri storici della filosofia, e i risultati sono davvero curiosi e divertenti. Così, con il titolo di «primo tra i moderni» Rod Laver viene avvicinato a Cartesio (tennis ergo sum), il furore agonistico di Jimmy Connors può richiamare lo stato naturale primitivo a cui fa riferimento Hobbes (Jimbo homini lupus?), la figura solitaria e vincente di Borg somigliare a quella di un altro numero uno del Nord Europa, Spinoza; e poi la cattiveria geniale di John McEnroe ricordare un altro protagonista originale e controcorrente come Nietsche, fino all'unione suprema di tecnica e spiritualismo che accomunano Roger Federer a Martin Heidegger. Senza tralasciare il desiderio di libertà di Adriano Panatta/Giordano Bruno, lo stile kantiano di Wilander, il senso bergsoniano del tennis di Nadal. Un libro istruttivo e godibilissimo, da consigliare a tutti quelli che pensano che giocare a tennis sia una esperienza filosofica (meglio però se hanno fatto il Classico...).
FILOSOFIA DEL TENNIS
profilo ideologico del tennis moderno; di Carlo Magnani, Mimesis edizioni, 128 pagine, 14 euro.

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