L'Inghilterra dell'Arsenal e il calcio e la grande guerra
La ricostruzione di un secolo e mezzo di calcio inglese, fin dalla prima storica riunione del 26 ottobre 1863 che si concluse con la creazione della Football Association. E il racconto appassionante del nuovo sport che si stava diffondendo sempre più velocemente nell'Europa
sabato 21 gennaio 2012
L’INGHILTERRA DELL’ARSENAL
Per noi calciofili, Londra è sempre stata la città del calcio, con i suoi tanti derby, gli stadi costruiti pensando soprattutto ai tifosi, le maglie esposte tra i banconi di Lillywhites, il più grande negozio di sport della capitale inglese. C'è poco da fare, Londra «è» il calcio, almeno quello che amiamo di più, e viene voglia di tornarci, leggendo le pagine di questo bel libro, che ricostruisce un secolo e mezzo di calcio inglese, dalla prima storica riunione del 26 ottobre 1863 che si concluse con la creazione della Football Association. Centocinquant'anni di passione e vittorie, ricostruite attraverso la lente d'ingrandimento della storia dell’Arsenal, il club più vincente e quello con il maggior numero di tifosi a Londra. Dalla nascita come Arsenal Woolwich al trasferimento nella zona nord della Capitale, dall'era di Chapman a quella di Wenger, e poi le sfide bollenti con il Tottenham, la magia di Highbury e il futuro scolpito nell'Emirates Stadium, i grandi campioni biancorossi (Wright, Bergkamp, Adams, Seaman, Henry...). Insomma, un viaggio esauriente e divertente, arricchito da una prefazione di Massimo Marianella, voce notissima di Sky, che dietro competenza e professionalità non nasconde una passione da autentico «Arsenal fan».
LONDON CALLING; la storia dell'Arsenal e di un secolo e mezzo di football all'ombra del Big Ben; di Luca Manes e Max Troiani, Bradipolibri, 146 pagine, 14 euro.
IL CALCIO E LA GRANDE GUERRA
Il calcio e la Prima Guerra Mondiale, il nuovo sport che si stava diffondendo sempre più velocemente nell'Europa dell'inizio del secolo e la Grande Mattanza. Della famosa partita tra fanti delle trincee inglesi e tedeschi - svoltasi durante la tregua di Natale del 1914 - avevamo letto molto, con il suo tentativo di diffondere un messaggio di pace e la sua fine ingloriosa, con il pallone di cuoio che terminò la sua corsa su un reticolato, bucandosi. Poco sapevamo invece delle altre apparizioni del pallone sui terreni della Prima Guerra Mondiale, che furono piuttosto numerose, e questo straordinario libro aiuta a colmare queste lacune. Dagli assalti «palla al piede» dei battaglioni inglesi ai reggimenti formati da giocatori delle stesse squadre di calcio (i footballers battalions), dal calcio nei campi di internamento e di prigionia al ruolo svolto sui campi di calcio durante la guerra dalle operaie-calciatrici (famosa la squadra delle munitionettes, che lavoravano nel reparto munizioni di una grande fabbrica) fino alle vicende sui campi di guerra dei principali calciatori dei nostri campionati, molti dei quali non fecero più ritorno alle loro squadfre di calcio. Un racconto appassionante, scritto con l’attenzione dello studioso ma con la chiarezza del divulgatore, un bellissimo e toccante viaggio in una delle pagine meno conosciute della storia del calcio.
IL CALCIO IN GUERRA, gioco di squadra e football nella Grande Guerra; di Giorgio Seccia, con una prefazione di Bruno Pizzul; Gaspari Editore, 318 pagine, 19 euro.

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