
L'intero Uruguay lo incorona al pari dei grandi miti del passato dopo i due rigori parati al Ghana: «Sono momenti straordinari. Siamo in semifinale ai mondial: un sogno». Tabarez e Forlan: «Noi tutti ci fidiamo di lui. E ha appena 24 anni»
JOHANNESBURG (SUDAFRICA), 4 luglio - Anvedi come para Nando. Due sere prima di diventare un eroe, Nando Muslera aveva in mano un mouse, lo schermo di un computer davanti e il futuro nascosto in un "clic". Stava smanettando su internet con il suo amico Diego Forlan, un paio di canzoni, due filmati da ridere su Youtube, finché si sono detti: «Vediamo come li tirano?». Vediamo.
IL SEGRETO DI NANDO - Doveva tutto succedere - i rigori, il Ghana, la semifinale - eppure stava già succedendo. È stato così che Muslera ha studiato i segreti dei rigoristi africani, e oggi in Uruguay lo paragonano ai grandi portieri della storia: Celeste nostalgia, per una squadra che è tornata in semifinale dopo quarant'anni e che tutti ora paragonano a quella che nel 1950 vinse il Mondiale al Maracanà, c'erano Schiaffino e Ghiggia. Due parate, due tuffi sulla propria sinistra, Mensah e Adiyah con le mani davanti alla faccia. «Sono stati momenti bellissimi. È un sogno essere qui a giocarsi la semifinale». Oscar Washington Tabarez lo coccola: «Lo so sempre di poter contare su di lui. È stato spesso criticato, ma è stato decisivo. E non dimenticate che ha solo 24 anni». Diego Forlan, il capitano della Celeste, lo indica come l'uomo del destino: «Nando ci ha portato in semifinale. Sapevo che sui rigori resta freddo. Quando Adiyah è andato a tirare ho pensato: dai Nando, para anche questo».
PROFESSIONE PARARIGORI - Nando Muslera non è nuovo a prodezze del genere. Con la Lazio, il 13 maggio del 2009, fu protagonista di una notte magica. C'era la finale di Coppa Italia, Lazio-Sampdoria. Supplementari, rigori. Due parate, anche quella volta. Smontati Cassano e Campagnaro, quinta Coppa Italia per la Lazio, la firma in calce è di questo ragazzo timido, uno che le prime volte in sala stampa si presentava con lo zainetto sulle spalle come uno studente in gita, questo portierino di grandi qualità e qualche amnesia (il gol di Muntari non era imparabile) che Tabarez ha fatto debuttare in nazionale nell'ottobre del 2009 e che oggi sta lavorando per salire al livello dei grandi: Buffon, Casillas, Julio Cesar. Sono lui e Neuer (coetaneo, 24enne pure lui, n.1 della Germania), i portieri del futuro. «Sono giovane, ho ancora tanto da imparare - spiega Muslera - studio e cerco di rubare i segreti dai migliori colleghi del mondo: voglio diventare come loro». Per farlo dovrà farsi amico Jabulani, che ogni tanto lo tradisce. «E' imprevedibile, non sai mai dove andrà a finire».
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