Da Pasolini a Tomizawa e il lieto fine per Uncini
La morte di Marco Simoncelli arriva 13 mesi dopo quella di Shoya Tomizawa, giapponese di appena 19 anni che aveva perso la vita correndo in Moto2 nel Gp di Sam Marino a Misano
domenica 23 ottobre 2011
ROMA - La morte di Marco Simoncelli arriva 13 mesi dopo quella di Shoya Tomizawa, giapponese di appena 19 anni che aveva perso la vita correndo in Moto2 nel Gp di Sam Marino a Misano. Dopo essere caduto scivolando in una curva era stato investito da due delle moto che lo seguivano, quelle di De Angelis e Reding, esattamente la stesa dinamica di quanto è accaduto a Simoncelli. Una settimana prima dell'incidente di Tomizawa, la velocità era costata la vita a Peter Lenz, appena 13 anni, pilota statunitense morto cadendo sull'asfalto di Indianapolis, in una gara di contorno al Motomondiale. La misura di sicurezza di far sparire gli ostacoli fissi dai circuiti era stata pretesa dai protagonisti del Mondiale, Valentino Rossi in testa, quando proprio contro un muro si era conclusa la vita di un altro giapponese, Daijiro Kato, 27 anni, morto il 19 aprile 2003 dopo 13 giorni di coma. Sul circuito di Suzuka (poi bandito dal calendario della MotoGp) era finito con la sua Honda ad impattare il cemento della pista di casa ad oltre 200 chilometri l'ora. Prima di quella tragedia, l'ultimo incidente mortale nel Motomondiale risaliva al Gp di Spagna del '92. Alla vigilia della corsa un altro giapponese, Noboyuki Wakai, era deceduto per evitare uno spettatore nella corsia dei box.
L'incidente che più resta impresso nella memoria degli appassionati della velocità è quello che il 20 maggio 1973, a Monza, costò la vita al finlandese Jarno Saarinen ed al riminese Renzo Pasolini, grandi avversari del mitico Agostini, durante una corsa della classe 250. I due rimasero coinvolti, assieme ad altri piloti, in una caduta seguita da una carambola di moto.
Uno dei pochi che può raccontare un incidente molto simile è Franco Uncini, oggi il responsabile della Commissione sicurezza dell'Irta. Nel 1983, al Gp d’Olanda, fu il suo casco a volare dopo un impatto terribile con Wayne Gardner. Uncini era il campione del mondo in carica della 500, con la sua Suzuki era al quinto posto, sbalzato di sella all’uscita di una curva viene centrato in pieno alla testa dal pilota australiano, a quel tempo al debutto. Uncini resta immobile a terra ma è vivo e dopo 24 ore di coma si riprende senza però tornare a correre.
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marco da roma Scrive:
23/10/2011 22:22:51Vai marco.. Dai il gas... Ciao grande campione sorridente..
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Beppe74 Scrive:
23/10/2011 18:03:40Che vuoto che tristezza parte un gigante...buon viaggio Sic.

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