Simoncelli, l'ultimo saluto di amici e tifosi a una stella
Celebrati i funerali del pilota romagnolo: davanti a una folla immensa, assieme ai volti noti del Motomondiale, l'Italia ha detto addio al suo astro nascente
giovedì 27 ottobre 2011
CORIANO, 27 Ottobre – In una bella giornata di sole, con la nebbia magicamente svanita poco prima della cerimonia, l'Italia ha detto addio al suo talento più puro, scomparso a 24 anni. In un pomeriggio in cui la bara azzurra di Marco Simoncelli ha salutato il mondo materiale, sotto alle note di “Siamo solo noi” di Vasco Rossi, tutti gli occhi dello sport si sono fermati a Coriano, piccolo paese della Romagna a due passi dal circuito di Misano Adriatico. Alle 15 si è tenuta la messa nella chiesa di Santa Maria Assunta e un'ora e mezza dopo la salma di Supersic è stata portata al cimitero, sotto lo sguardo di decine e decine di migliaia di tifosi appassionati. Prima però c'è stato un momento bellissimo, un raduno di motociclisti di ogni età. Assieme ai giovani campionini delle minimoto, erano molti volti noti presenti alla cerimonia: dalle glorie del passato, come Giacomo Agostini, a campioni della MotoGP come Valentino Rossi, Jorge Lorenzo, Loris Capirossi, Andrea Dovizioso, e poi i compagni della Moto2 Raffaele De Rosa, Mattia Pasini, Simone Corsi, i meccanici e i dirigenti della sua squadra, la Honda Gresini, i tecnici. A fare le condoglianze alla famiglia di Simoncelli anche i giornalisti e i cameraman di Mediaset e delle altre reti tv, i giornalisti che lo hanno conosciuto e stimato in questi anni. E poi i vertici della Federazione Italiana Moto, i responsabili della MotoGP. Non aspettata ma assai gradita la presenza del Ministro della Gioventù, onorevole Giorgia Meloni, che è apparsa molto commossa per la perdita e l'ultimo saluto a Marco.
IL RIPOSO SOTTO LE NOTE DI VASCO - «Marco d'ora in poi vivrà sempre con noi, nei nostri cuori, è riuscito nel miracolo di vincere la morte e di rimanere sempre qui tra di noi», ha detto all'uscita dalla chiesa della bara il dottor Claudio Costa, medico ufficiale della MotoGP che quasi quarant'anni fa si trovò a perdere un altro amico, un pilota straordinario morto in circostanze simili: Renzo Pasolini, perito a Monza il 20 maggio 1973. In molti accomunano il tragico destino di Supersic al bravo pilota italiano degli Anni '70. Poi Valentino Rossi ha spinto la Honda numero 58 del team Gresini fuori dalla chiesa, mentre Raffaele De Rosa ha tenuto il manubrio della Gilera 250 campione del mondo e le hanno posizionate accanto alla bara sul sagrato e la fidanzata di Simoncelli, Kate, ha avuto parole dolcissime e forti: «Marco mi è stato detto è stato portato in cielo da Dio perché avevo finito la sua missione sulla Terra, ma io che sono credente ma non so bene in che cosa penso solo questo: lui era perfetto, aveva solo pregi e non poteva stare assieme a noi, comuni mortali». La scena finale del padre di Marco, Paolo, seduto in mezzo ai campioni delle moto è stata il prologo del viaggio verso il cimitero. Ciao Supersic, oggi grazie all'amore di migliaia di tifosi hai conquistato il gradino più alto del podio.

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