Volano Batum e Parker, l'NBA parla francese
L'esterno di Portland segna nove triple e batte Gallinari, il playmaker degli Spurs ne mette 42, piega i Thunder e si candida per l'All Star Game
domenica 05 febbraio 2012
ROMA, 5 febbraio – Niente da fare a Portland per i Denver Nuggets, sconfitti 117-97 da una delle squadre più in forma della lega, soprattutto in casa. Mattatore assoluto della gara il francese Nicolas Batum, 33 punti per il suo career high e nuovo record assoluto di franchigia con 9 triple realizzate nonostante un fastidioso problema al ginocchio. «Avevo paura di farmi male nuovamente, mi sono imposto di non rischiare contatti sotto canestro e così l’unica cosa che potevo fare tranquillamente era tirare da fuori». Aldridge ha aggiunto 29 punti, Wallace 17, 20 i rimbalzi di Camby. Il più convincente dei Nuggets è stato Danilo Gallinari (20 punti e 5 rimbalzi ma 1/5 da tre), ancora non al 100% dopo il colpo all’occhio rimediato la sera prima, in doppia cifra anche Lawson e Koufos a quota 16: quarta sconfitta nelle ultime cinque uscite per Denver, che probabilmente sta accusando un po’ di stanchezza dopo un avvio di stagione eccezionale ed essere arrivati a Portland alle 4 di mattina per giocare la terza partita in tre giorni certamente non ha aiutato la squadra di Karl a recuperare le energie. Portland è rimasta sempre in controllo della gara (52-37 nel secondo quarto), la reazione di Nuggets si è concretizzata sul -3 (schiacciata di Koufos, 64-61) ma i Trailblazers hanno risposto col 14-2 che ha chiuso i conti.
MALE GLI HORNETS – Non fa più notizia una sconfitta di New Orleans, sconfitta 89-87 a Detroit al termine della sfida tra due tra le squadre peggiori della lega, quantomeno se consideriamo i risultati ottenuti finora: 4 punti in 17 minuti per Marco Belinelli, che è tornato a partire dalla panchina, mentre i Pistons hanno avuto 24 punti di Monroe (16 rimbalzi, settima doppia doppia in otto partite) e 17 da Stuckey. New Orleans è rimasta in partita (44-41 all’intervallo) fino alla fine grazie ad Ariza (26): l’allungo dei Pistons è arrivato nel quarto periodo (75-65 al 41’) ma dopo che Vasquez aveva riportato a -1 i Nuggets, Monroe e Stuckey hanno nuovamente tranquillizzato il pubblico di Detroit.
KNICKS, GRAZIE LIN – Se Mike D’Antoni siede ancora sulla panchina dei Knicks dopo la partita con i Nets (98-92), lo deve in gran parte alla straordinaria partita giocata da Jeremy Lin (25 punti), che uscendo dalla panchina ha portato energia e acceso il Madison Square Garden. Lin ha attaccato la difesa di New Jersey con una serie di penetrazioni che alla fine sono risultate la chiave di una partita che si era messa male per i Knicks (Stoudemire e Chandler 17, per i Nets Deron Williams 21 e 11 assist, Humphries 20+12, Farmar 19): Lin ha messo nel finale anche i 5 punti di fila per il 97-86, col Garden impazzito di gioia a intonare il suo nome. New York ha dovuto inseguire in avvio (20-30 alla fine del primo quarto), proprio l’ingresso di Lin ha elettrizzato i Knicks e il pareggio è arrivato a quota 46.
LAKERS KO – Cadono i Lakers in casa dei Jazz (96-87, Jefferson 18, Millsap 16), autori nell’ultimo quarto del 14-0 (da 69-68 a 83-68) che ha spazzato via Kobe Bryant (26, Gasol 24+16, Bynum 21+12) e compagni grazie all’incredibile fiammata di Earl Watson, 8 punti e 6 assist in un amen. I due tecnici, e relativa espulsione, di Mike Brown a otto minuti dalla fine non hanno aiutato certamente i gialloviola a rimettersi in piedi, a fine gara il coach ha chiesto scusa ai giocatori.
FENOMENO PARKER – Un mostruoso Tony Parker (42 punti e 9 assist, 16/29 dal campo) ha spinto gli Spurs al successo sui lanciatissimi Thunder (107-96, Durant 22+11). Da segnalare anche la tripla doppia sfiorata da Blake Griffin (21 punti, 11 rimbalzi e 8 assist, zero minuti giocati nell’ultimo quarto) nel comodo successo dei Clippers a Washington sui Wizards (107-81).

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