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Myanmar, San Suu Kyi nuovo presidente: «Grazie Baggio»

Myanmar, San Suu Kyi nuovo presidente: «Grazie Baggio»
© ANSA

L'ex codino ha sostenuto in più occasioni il leader dell'opposizione birmana, premio Nobel per la Pace: «La tua battaglia non violenta per la libertà ha cambiato il destino del tuo popolo»

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di Filippo Passantino

lunedì 9 novembre 2015 19:22

ROMA - Nel giorno in cui Aung San Suu Kyi si candidò al Parlamento birmano dopo 15 anni trascorsi agli arresti domiciliari, Roberto Baggio realizzò un video: «Tutti noi uomini di pace saremo con te», le disse in quell’occasione. Era l’aprile del 2012. Oltre tre anni e mezzo dopo, l’ex codino certamente avrà sorriso commentando la notizia di una sua nuova vittoria elettorale: «Oggi ha regalato al suo popolo un sogno realizzato che profuma di futuro». Aung San Suu Kyi sarà il nuovo primo ministro birmano. Una vittoria rivoluzionaria per il premio Nobel per la pace del ’91. Il successo elettorale per lei arriva dopo un primo mandato svolto all’opposizione, ma soprattutto dopo quei 15 anni ai domiciliari per dissenso politico.

Tra Aung San Suu Kyi e Roberto Baggio fu subito feeling. Galeotto l’orecchino dell’ex calciatore. Indossarlo fu una caratteristica che attrasse l’attenzione della dissidente birmana che chiese a Baggio di ritirare nel 2007 al suo posto il premio “Roma per la Pace e l’azione umanitaria”, assegnatole dall’allora sindaco Walter Veltroni. Un amore a prima vista. E un amore ricambiato: «Ho approfondito la tua storia e ho cominciato a condividere la tua battaglia di libertà e democrazia condotta sempre con metodi pacifici – disse l’ex codino alla leader della Lega Nazionale per la Democrazia in quel video -. Ecco le elezioni politiche, elezioni finalmente libere nelle quali tu potrai, ne sono sicuro, riuscire a essere pienamente presente laddove si decide il futuro di pace e autentica prosperità per il tuo paese. Una via di liberazione dalla sofferenza che tu sei riuscita come madre a incarnare e testimoniare con coraggio e verità. Da parte mia hai sempre avuto piena e convinta vicinanza e sostegno non solo per la tua persona, ma anche per il futuro di tutto il popolo birmano».

L’occasione del primo incontro pubblico tra i due, nell’ottobre del 2013, fu la consegna a Suu Kyi in Campidoglio proprio di quel premio conservato da Baggio per quasi sei anni. Al suo cospetto il campione disse che «il tuo esempio e il tuo coraggio, la tua battaglia non violenta in favore della libertà hanno cambiato il destino del tuo popolo e hanno migliorato anche la nostra vita, la vita di tutti i giorni». Una battaglia che oggi continua. Da una prospettiva diversa, quella di presidente.

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