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Cesconetto non si ferma mai

Cesconetto non si ferma mai

Ha percorso 70.000 chilometri suddivisi in 270 ultramaratone e maratone, 68 delle quali concluse in meno di 3 ore. Trevigiano d'origine, amante della bicicletta, ha partecipato alla 3Epic Cycling Road, la Grandonnèe delle Dolomiti che, nei giorni scorsi, ha battuto il record di 1400 iscritti. A marzo è entrato nei Guinness World Record.

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 Andrea Ramazzotti

sabato 17 giugno 2017 12:34

MILANO - Nemmeno l’ultramaratoneta Daniele Cesconetto – 70.000 chilometri suddivisi in 270 ultramaratone e maratone, 68 delle quali concluse in meno di 3 ore  – ha saputo resistere al fascino del richiamo delle Tre Cime di Lavaredo, patrimonio dell’Unesco e protagoniste delle ultime riprese di Red Cup, spin-off della celebre saga cinematografica di Star Wars. Cesconetto, trevigiano d’origine, amante della bicicletta, ha partecipato alla 3Epic Cycling Road, la Grandonnèe delle Dolomiti che, nei giorni scorsi, ha battuto il record di 1400 iscritti. Da un record all’altro il passo è breve perché Cesconetto a marzo è entrato nei Guinness World Record grazie all’impresa chiamata Joy Club 6060: 62 Maratone

Daniele, partiamo dall’inizio: come e quando nasce questa tua passione per la corsa e per la bicicletta?
“Tutto è iniziato durante i 9 mesi del servizio militare all'aeroporto militare di Padova nel corpo dei Carabinieri. Non sapevo cosa fare dopo il turno di lavoro, perché molti degli altri Carabinieri tornavano a casa dalle loro famiglie. La prima volta sono uscito a correre con un commilitone è stato per ingannare la noia e ho capito di aver trovato quello che stavo cercando da tempo. Quando mi sono congedato ho continuato a correre. Vicino alla casa dei miei genitori a San Polo di Piave nel trevigiano c'era un vigneto, contornato da quadrato di un chilometro esatto. E' stato la mia pista. Di lì a poco ho scoperto che la domenica nei paesi venivano organizzate le marce non competitive, poi ho scoperto le Maratone non competitive. Nel 1999, in aprile, ho corso la mia prima Maratona non competitiva, a Porcia, in Friuli Venezia Giulia. Sono arrivato al traguardo dilaniato, nel corpo e nello spirito. Però ho proseguito. A questa passione totale si è aggiunta, alcuni anni dopo, attorno al 2002, quella di correre in bicicletta. Un'alternativa, magari nei periodi in cui non avevo molta voglia di correre a piedi. Sono appassionato di ciclismo da sempre e adesso ho il garage pieno di biciclette, oltre che di scarpe da corsa.”

L’hashtag che ti accompagna è #iononmiallenocorro : è un messaggio molto forte, ma qual è allora il tuo reale obiettivo?
“Per me correre coincide con il divertirmi e basta, non significa di certo arrivare primo. Se vuoi arrivare primo ti devi allenare, e bene, se vuoi divertirti e stare bene basta correre. Non importa il resto.”

Come riesci a conciliare il lavoro con gli allenamenti?
“Inizio il mio lavoro di giardiniere molto presto al mattino, anche prima delle sette, e termino all'una. Quindi ho gran parte del pomeriggio e della sera liberi e ho sempre cercato di conciliare lavoro e sport.”

Come usi la bici in funzione della tua preparazione?
“La bicicletta non è un modo per allenarmi, in funzione della corsa a piedi. Diciamo che utilizzo la bicicletta al posto della macchina per gli spostamenti. Ad esempio, al lavoro, vado spesso in bicicletta, quasi sempre nella bella stagione, e sono quasi una trentina di chilometri tra andata e ritorno.”

Siccome usi la bici per spostarti nella vita di tutti i giorni, come pensi si possa migliorare la viabilità e la sicurezza anche alla luce degli ultimi noti fatti di cronaca avvenuti…
“Credo ci voglia buon senso da entrambe le parti, il compromesso sta nel rispetto tra il ciclista e chi è in macchina. Per utilizzare un'immagine, ci vogliono gli occhi anche dietro la testa. A volte mi sono trovato in pericolo in bicicletta, per disattenzione di chi guidava la macchina. Che si sia in bicicletta o a piedi, è bene essere sempre illuminati e visibili.”

Come è stato correre ai piedi delle Cime di Lavaredo in occasione della 3Epic Cycling Road?
“Avevo corso tante volte lassù. E' ad un'ora da casa mia e questa è una fortuna. Secondo me correre lì, muoversi lì, descrive da solo quello che ti dà quel luogo. E' lo spettacolo puro della Natura.”

Come mai annoti tutti i km che percorri?
“Perché mi piace sapere quanti chilometri ho percorso. Lo faccio dall'agosto del 1999. Ci ho pensato tante volte al perché lo faccio. Forse tra decenni, quando smetterò di correre, tirerò un riga, farò la somma e vedrò a quanto sono arrivato. Tra decenni però.”

Tutti i tuoi tatuaggi raccontano uno scorcio della tua biografia: cosa rappresenta il Leone delle Fiandre?
“Il Leone delle Fiandre racconta dell'anno 2006, quando ho partecipato al Giro delle Fiandre, per amatori, il giorno prima della gara per professionisti, in aprile. In agosto ci sono tornato in aereo con la bici e sono tornato a casa in bicicletta, in una settimana. Appena tornato mi sono tatuato il leone.”

Quali saranno i tuoi prossimi obiettivi?
“Il 19 luglio faccio la Cansiglio Cycling Challenge: scalerò tutti e cinque i versanti verso il passo la Crosetta, in Cansiglio. Raccoglierò donazioni per la Via di Natale. E ho una sorpresa in mente per il 2018, a partire dal 1 gennaio.”

Sicuramente Cesconetto continuerà ad allenarsi ai piedi delle Tre Cime di Lavaredo dove, con la 3Epic Cycling Road, è cominciato nel migliore dei modi il cammino di avvicinamento all’UCI MTB Marathon World Championship 2018 che sarà anticipata da numerosi altri eventi dedicati agli appassionati delle due ruote: la 3Epic Adventure Race dal 1 al 3 settembre, la 3Epic Winter Ride a fine gennaio 2018 e giugno prenderà il via per la seconda volta la 3Epic Cycling Road.

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